10.

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Rimanemmo così per dei giorni, fino a quando un pomeriggio, Daniel iniziò a sanguinare tra urla di dolore. Ero nel panico.
«L-Luna!» mi disse ringhiando, poi mi prese la mano e in un battito di ciglia, comparimmo nella casa lasciata giorni prima.
Daniel entrò in casa con uno scatto fulmineo, degno solo di un licantropo. Lo seguii più lentamente. L'aria era pesante, un po' come quella di casa mia, o forse peggio, odore di chiuso, odore di immondizia... Odore di sangue.
«Che cazzo pensavi di fare!?»
Luna era distesa in bagno, le braccia a penzoloni sporche di sangue, ma lisce e morbide, senza alcuna ferita, doveva essersi tagliata le vene, ma Daniel l'aveva già curata.
Nel vedere quella scena, mi sembrò di aver ingoiato una scatola aperta di spilli, che in seguito, uno ad uno, stavano giocando a distruggermi lo stomaco. Era colpa mia e del mio egoismo?
Doveva finire tutta la magia? O sarebbe successo il peggio? Non lo so. So solo che sono scappato tra le lacrime. Faceva dannatamente male. Non volevo che si arrivasse a questo.

Il profumo dei sentimentiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora