Sole.

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L'idea di una piccola gita fuori paese è stata forse la migliore che Luca potesse avere.
La giornata è calda ed è perfetta per rilassarsi in riva al mare, senza correre il rischio di tagliarsi un dito del piede sugli scogli, come nella nostra città.
La sabbia è meravigliosa, anche se si infila un po' dappertutto. "Ehy, lucertola, vieni a farti il bagno oppure no?" Mi dice Luca, guardandomi dall'alto, mentre me ne sto stesa sotto il sole sul mio telo da mare azzurro.
"Sì, arrivo." Dico, alzandomi.
E' comprensibile il perché io lo abbia baciato, come lui stesso mi ha raccontato, prima dell'incidente. E' un ragazzo bello, con un bel fisico e un sorriso caldo.
Eppure, guardarlo non mi suscita niente di più di una discreta ammirazione.
Avevo quasi dimenticato come fosse non sentirsi più le gambe, prima che Ale si presentasse a casa mia, questa mattina. E' stata la prima volta che l'ho visto da quando mi ha accompagnato a casa, sedici giorni fa.
Perché mai li sto contando, poi?
Mando via i pensieri pericolosi, come il viso ferito di Ale mentre gli riversavo addosso un secchio di parole cattive che, nonostante si meriti, non sono neanche sicura di pensare, e seguo Luca in mare.
Quasi non è rinfrescante fare il bagno, per quanto è calda l'acqua.
Luca mi mette le mani sulle spalle e mi manda sott'acqua, con un sorriso.
Riemergo, lanciandogli un'occhiataccia. "Sei uno stronzo."
"E tu sei bellissima." Mi dice sorridendomi.
Sento una stretta allo stomaco che non ha niente a che fare con le farfalle che svolazzavano continuamente dentro di me quando Ale sorrideva.
Direi quasi che una parte di me mi sta dicendo di allontanarmi da questo ragazzo che sembra tanto dolce e gentile. Non ho ben chiaro se sia la stessa parte di me che non fa che pensare all'espressione di Ale, un misto tra rabbia e dolore, quando ha visto Luca nell'auto che era passata a prendermi.
Mi costringo a reprimere i brutti pensieri e rivolgo un sorriso a Luca. "Sei troppo carino, sicuro di appartenere al nostro secolo?"
"Per tua fortuna, appartengo proprio a questo secolo e sono proprio qui di fronte a te." Mi dice, infilandomi una ciocca di capelli bagnati dietro l'orecchio.
Faccio un altro sorriso e mi immergo, nuotando per un po' sotto la superficie calma del mare.
Non so se sia per il caldo afoso o per la paura di ciò che potrebbe succedere se restassi accanto a Luca troppo a lungo, ma vorrei restare qui sotto per un bel po'.
Quando riemergo, trovo Luca alle mie spalle.
"Nuoti bene ma sei un po' lenta, Sirenetta."
"Tutti hanno dei difetti, no?" Dico, alzando le spalle.
"Ero quasi arrivato a pensare che tu fossi perfetta."
"Io sono la persona più lontana dalla perfezione che ci possa essere."
Lui scuote la testa e mi si avvicina. "Non lo pensi davvero."
"Se penso alla perfezione, sicuramente non penso a me." "Solo perché forse nessuno ti ha mai fatta sentire perfetta." Mi dice, prendendomi il viso tra le mani.
Il mio pensiero corre agli unici occhi blu che mi abbiano fatta sentire perfetta solo fissandomi, e il mio cuore si stringe. "Forse." Mento.
Rimango immobile mentre lui mi scruta, senza staccare le mani dal mio viso e do dello stupido al lato di me che spinge perché io mi allontani da lui.
Luca è un bravo ragazzo e io gli piaccio, e io ho bisogno di un ragazzo a cui piaccia sul serio, dopo tutto quello che ho passato. Ho bisogno di sentirmi a casa, di sentirmi al sicuro.
Con Ale ti sentivi più che a casa.
Mando a quel paese il mio inconscio e mi concentro su Luca, che è arrivato a sfiorarmi il naso con il suo.
"Voglio baciarti. Fermami se pensi che sia troppo presto." Mi dice, ma io chiudo gli occhi e rimango in silenzio.
Sento le sue labbra sulle mie, prima delicate, poi sempre più decise. La sua lingua incontra la mia e tutto quello che sento è un senso di nausea.
Che cosa sto facendo?
Un bacio non dev'essere così. Un bacio deve farti battere il cuore, deve fermarti il respiro, deve farti dimenticare persino dove ti trovi.
Mi allontano piano e cerco di fare un sorriso per addolcire le parole che sto per dire. "Mi dispiace, pensavo di farcela, ma..." "Ma sei ancora innamorata del principe azzurro, vero?" Dice, con la voce che gronda di sarcasmo.
"Io..." Non so neanche cosa dire, tanto sono sorpresa dall'asprezza del suo tono.
"Ti piace essere presa per il culo, vero? L'ha fatto una volta, ha scommesso su di te e se non fossi venuto a dirti come stavano le cose avresti continuato a pensare che lui fosse il ragazzo perfetto, mentre lui stava con te solo per portarti a letto. E ora l'ha fatto di nuovo, si è approfittato di te, della tua mancanza di memoria per giocare con te come gli pareva. E in tutto questo io sono stato qui, con te, ad aiutarti a mettere insieme i pezzi che lui ha lasciato e tu continui a preferire lui a me, vero? Non ti rendi conto di che viscido verme sia? Sei davvero una stupida, una di quelle che si fanno attrarre da un bel faccino e non sono capaci di guardare oltre."
La cattiveria delle sue parole mi colpisce come uno schiaffo in pieno viso.
Per un attimo rimango in silenzio, come un'ebete, poi prendo fiato. "Portami a casa, non ho più motivo di restare qui con te." Dico, e comincio ad uscire dall'acqua.
Lui mi prende per un braccio, con lo stesso gesto che ha compiuto Ale questa mattina. Ma se la mano di Ale sulla mia pelle mi ha tentata a restare con lui, quella di Luca mi spinge solo ad allontanarmi da qui il prima possibile.
"Aspetta un attimo, Sole, non volevo dire quello che ho detto..." "Sì che volevi. E ti ringrazio di averlo fatto prima che potessi sentirmi in colpa per averti rifiutato. Ah, e Ale sarà anche un viscido verme e uno stronzo, ma è capace di entrare nel cuore delle persone per quello che è realmente, mentre tu non ci riesci neanche cercando di essere qualcuno che non sei." Gli dico e non mi volto a guardare la sua reazione neanche per una volta. Raccolgo le mie cose dalla spiaggia e aspetto che, senza dire una parola, mi riaccompagni a casa.
Il viaggio è del tutto diverso da quello di questa mattina.
Non ci sono sorrisi, né parole scherzose, eppure il silenzio non mi disturba.
Non voglio parlare con questo ragazzo.
La gelosia nei confronti di Ale che è trapelata dalle sue parole mi ha portata a pensare che si sia avvicinato a me solo per riuscire a dimostrare, forse a se stesso, di essere meglio di lui. E non mi sento di dire che sia un comportamento meno viscido del ragazzo che cercava di superare.
"Non vuoi neanche provare ad ascoltarmi?" Ritenta Luca, fermando l'auto di fronte a casa mia.
Scuoto la testa e lo guardo negli occhi. "Io non sono un giocattolo, né un premio da vincere. E questo dovreste capirlo entrambi." Dico, e scendo dall'auto.
                                 ****
Da quando sono tornata non faccio che piangere. Zara se ne sta accanto a me sul letto, guardandomi con i suoi occhioni che in questo momento sembrano tristi quanto i miei. In realtà non so neanch'io perché sto piangendo.
Non sono sorpresa né delusa da Luca, è come se una parte di me avesse sempre saputo che tipo di persona fosse.
Eppure le lacrime continuano a grondarmi sulle guance, al punto da farmi chiedere se c'è un limite massimo di lacrime che si possono spendere in un giorno.
Se ci fosse, sono abbastanza sicura che lo avrei già superato. Quando la luce che filtra dalle finestre della mia cameretta si fa meno intensa, decido di abbandonare il mio letto, nonché luogo di autocommiserazione, e recupero il cellulare.
Ci sono tre messaggi di Luca.
"Per favore, Sole, scusami, sono stato uno stronzo e di solito non lo sono. :("
"Non lo so cosa mi sia preso, ma dimmi che ho un'altra possibilità con te."
"Io non ti considero un premio da vincere.. Tu mi piaci molto, vorrei davvero farmi perdonare."
Mi chiedo se davvero pensa quello che ha scritto o se sia solo un modo per continuare la sua gara con Ale, ipotesi che tendo a ritenere più probabile. In ogni caso, non mi interessa. Non mi sarebbe interessato neanche se fosse stato davvero il bravo ragazzo che fingeva di essere.
Decido di non rispondergli e compongo il numero della mia migliore amica.
"Sole?" Risponde al secondo squillo.
"Sei in giro?"
"No, sono rimasta a casa perché mi sento poco bene, mi sa che l'aria condizionata mi è costata un bel raffreddore. Tu sei con Luca? E va tutto bene? La tua voce è persino peggiore della mia."
"Vorrei parlartene a voce, ti va se vengo da te?"
"Certo, vieni pure. Te la senti di guidare?"
"Sì, certo, sta' tranquilla. Tra dieci minuti al massimo sono da te."
"Okay, ti aspetto."
Riaggancio e, prima che la voglia di uscire di casa mi passi, infilo un paio di pantaloncini di jeans e una canotta nera e raccolgo i capelli ancora un po' umidi di doccia.
Mi sciacquo il viso per ridurre i segni del pianto e faccio qualche coccola a Zara per salutarla.
Prendo borsetta e chiavi ed esco di casa. Sono sollevata che i miei siano fuori, oggi, o chissà quante domande mi avrebbero fatto e senza neanche avere torto.
Non penso di riuscire neanche a contare il numero di volte in cui mi hanno vista piangere da quando ho chiuso con Ale.
Mi infilo in auto e parto.
Non vedo l'ora di arrivare da Serena. Parlare con lei migliora sempre il mio umore, e in questo momento ho davvero bisogno di qualcuno che mi risollevi il morale. Nel caso in cui non funzioni neanche parlare con la mia amica, credo che comincerò a prendere in seria considerazione l'alcol.
Sono quasi arrivata a casa sua, quando un gattino bianco sbuca alla mia sinistra e solo per un attimo non finisce sotto la mia auto. Freno il più rapidamente possibile, inchiodando e salvando la vita al micino.
Lo stridio di freni alle mie spalle è l'unico segnale del fatto che l'auto dietro di me non riuscirà a frenare altrettanto in tempo. Proprio nell'attimo in cui mi rendo conto che la macchina alle mie spalle va troppo veloce, che l'impatto farà male e che nella fretta non ho neanche allacciato la cintura di sicurezza, proprio nell'attimo in cui sento la paura pungermi nelle vene, i miei ricordi riaffiorano e, come un film, scorrono davanti ai miei occhi.
Il mio primo giorno di scuola elementare, la prima volta che ho litigato con Serena, le gite in montagna con mamma e papà,il mio primo bacio dato in una partita di Obbligo o Verità a un ragazzino delle medie che mi piaceva, il giorno in cui sono andata al canile a prendere Zara, il mio diciottesimo compleanno, gli esami di maturità, il viaggio in Grecia con le mie compagne di classe, la prima volta che ho fatto l'amore con Ale, il momento in cui ho saputo della scommessa,la festa a casa di Serena, il bacio con Luca, l'incidente... Il mio ultimo desiderio.
Poi arriva l'impatto, il rumore, e tutto diventa buio.

Cosa ne pensate? Cosa accadrà alla nostra Sole? Avete delle idee? Lasciate un commento!

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