Quando leggo il nome di Serena sul display del mio cellulare non sono sorpreso, ma un po' scocciato sì. L'ultima cosa di cui ho bisogno è un'altra ramanzina.
Smetto di correre e mi prendo un attimo per riprendere fiato, prima di portare il telefono all'orecchio.
"Se stai per farmi una delle tue prediche, sei pregata di rimandare ad un altro momento."
"Sole mi ha detto una cosa ieri, Ale." La sua voce non sembra arrabbiata, anzi, direi quasi che è felice.
Ora sì che sono sorpreso.
"Che succede?"
"Pare che il tuo bacio- per cui comunque ti caverei gli occhi- abbia risvegliato qualcosa in lei. Mi ha detto che è stato come se non fosse stata la prima volta. Non me l'aveva mai detto prima riguardo a niente."
Quindi non sono l'unico a farsi prendere dalla speranza. "Lo so, lo ha detto anche a me."
"Dovete assolutamente continuare a vedervi, okay? Chissà che non possa aiutarla in qualche modo."
Prendo una boccata d'aria. "Non ho intenzione di lasciarla sola, ma non corriamo troppo con la fantasia. Non sappiamo che cosa significhi quello che ha provato." E lo dico più per convincere me stesso che lei.
"Sicuramente è meglio di niente, no? Possiamo permetterci di sperare."
"Certo."
"Ah, c'è un'altra cosa che devo dirti."
"L'appuntamento per cavarmi gli occhi lo fissiamo un altro giorno magari, che dici?"
La sento sospirare, ma quando parla sento un accenno di sorriso nella voce. Forse non mi odia più così tanto.
"Sole voleva conoscere il suo ex fidanzato, pare abbia saputo qualcosa su di lui da sua madre."
Deglutisco e lo stomaco mi si stringe in una morsa dolorosa. "E tu che cosa le hai detto?"
"Che non è il caso che lo incontri, dato che l'ha presa solo per il culo per due anni. Credo che senza neanche saperlo ti odi più di prima."
Chi ha mai pensato che mi odiasse di meno?
"Grazie." Dico sarcastico.
"Cosa potevo dirle? Fingere che il suo ex fidanzato fosse un altro e nasconderle quello che è successo? In ogni caso prima o poi saprà la verità, no? Il patto era questo."
Deglutisco di nuovo, rispedendo giù la bile. "Certo. Ora devo andare, ci sentiamo."
"Aspetta un secondo."
"Vuoi girare ancora per un po' il coltello nella piaga? E' tutto molto chiaro, grazie."
"No, volevo solo dirti che Sole ci teneva a te. Molto. Apprezzerebbe quello che stai facendo per lei."
Quanto cazzo vorrei crederci. "Immagino che lo scopriremo."
La sento sorridere. "Già. Modera i baci e bada a come la tratti. Ci sentiamo."
"Ciao, Sere'."
Riaggancio e infilo di nuovo il telefono in tasca, prima di ricominciare a correre.
Nonostante io corra fino a sentire bruciare i polmoni e i muscoli delle gambe, non riesco a togliermi dalla testa una certa ragazza bionda dagli occhi chiari come il cielo.
Non sopporto di averla nella mia testa per tutto il giorno. Quando sono con lei, l'unica cosa a cui penso è quanto sia bello il suo sorriso, e quando non sono con lei l'unica cosa a cui penso è quando potrò rivederlo. Persino quando dormo è nella mia testa, non faccio che sognarla e rimanere ad occhi chiusi per un po' dopo il risveglio, solo per restare un altro po' con lei. Neanche stremare tutti i miei muscoli è servito a liberare il mio cervello.
Quando il cellulare squilla di nuovo penso seriamente di scaraventarlo a terra, ma quando leggo il nome di Giorgia sul display, il mio fastidio si trasforma subito in preoccupazione. "Ehy, che succede?"
"Quanto sei diventato pessimista, fratellino. Quanto tempo ci metti per arrivare in aeroporto?"
Non riesco a trattenere la gioia nella mia voce. "Sei tornata?"
"Sempre il solito perspicace. Allora, vieni tu o devo prendere un taxi?"
"No, aspettami, faccio il prima possibile."
****
Avete presente quell'idea di sorella maggiore, protettiva e dolce verso il suo fratellino? Quella che di solito propugnano nei film? Ecco, ora immaginate il contrario e avrete un'idea di mia sorella. Eppure, nonostante sia la persona più rompipalle che io conosca, la sua presenza è sempre un raggio di sole nella mia famiglia.
"Ciao, pulce!" Mi saluta appena mi vede, abbracciandomi forte per poi ritrarsi con un'aria disgustata. "Potevi lavarti almeno." Dice, guardando la mia pelle ancora un po' sudata.
"Stavo facendo jogging, se fossi tornato a lavarmi avresti avuto bisogno di un taxi."
"Okay, ma io sono sempre una signora."
Alzo gli occhi al cielo e prendo la sua valigia.
La sistemiamo in macchina e Giorgia mi prende le chiavi di mano.
"Guido io."
Le lancio un'occhiataccia.
"Non fare quella faccia, sono solo prudente." E fa un sorriso angelico con cui immagino riesca a ottenere tutto quello che vuole dagli uomini.
Mi arrendo e salgo sul sedile del passeggero.
"A cosa devo questa spiacevole sorpresa?" Le chiedo.
"Non ti farò notare quanto tu sia felice di avermi a casa." E mi fa un sorrisetto. "Comunque siamo avanti con il lavoro e ho potuto prendermi una settimana di pausa. A te come va con l'università? Le lezioni sono finite?"
"Questa è l'ultima settimana e dopo un po' cominciano gli appelli."
Lei annuisce. "E con le ragazze? Hai conosciuto qualcuna?" Mi chiede, prima di abbassare un po' la voce. "Mamma mi ha detto cosa è successo a Sole, mi dispiace tanto, come sta?"
Guardo dritto di fronte a me. "E' viva e poteva non esserlo, poteva andare peggio."
"Ci hai più parlato?"
"In realtà, proprio ieri è venuta a casa a studiare e mi ha chiesto qualcosa di te, guardando una nostra foto in salotto."
Giorgia mi lancia un'occhiata così sorpresa che sono indeciso se ridere o spaventarmi.
"Attenta alla strada, sorellona."
"E tu non spararmi delle notizie del genere in questo modo!" Rido e, mentre torniamo a casa, le racconto quello che è successo nell'ultimo periodo, lasciando che gran parte di quello che ho detto venga fuori.
Sarà anche una rompicoglioni, ma è pur sempre mia sorella. Arrivati a casa, Giorgia ferma l'auto.
"Sai una cosa? Non so perché vi siate lasciati, ma sono sicuro che quello che ha fatto una cosa tale da farsi lasciare da una ragazza che lo amava come ti amava Sole non era mio fratello. Questo invece sì, questo è il mio fratellino. Vedi di non deludermi, sai quanto io adori quella ragazza." Mi dice, scompigliandomi i capelli affettuosamente e uscendo dall'auto. La seguo e assisto ai saluti di famiglia e alle solite lacrime di mia madre. Piange sempre quando la vede.
Non mi perdo neanche l'incontro tra Giorgia e Snow. Potrei giurare che mia sorella vorrebbe portarlo con lei in Svizzera, quando riparte.
"C'è qualcosa che ti piacerebbe per cena?" Chiede mia madre a mia sorella.
"Mentre lei decide, io mi vado a fare una doccia." Annuncio. "No, ci devo andare io prima!"
Faccio il dito medio a mia sorella e chiudo a chiave la porta del bagno.
L'acqua fredda è piacevole come sempre e chiudo gli occhi sotto il getto refrigerante.
Quando sento bussare forte alla porta del bagno chiudo il rubinetto della doccia.
"Che succede?"
"C'è una chiamata sul tuo cellulare. Direi che è importante." Mi dice mia sorella.
"Arrivo."
Finisco in fretta la doccia, mi avvolgo un asciugamano attorno ai fianchi e recupero il mio Iphone.
La chiamata persa porta il nome di Sole. La richiamo.
"Ale?"
"No, sono la sua fidanzata, ma puoi dire a me." Le rispondo e la sento ridere.
"Che stupido. Hai qualcosa da fare stasera?"
Esito per un attimo. E' tornata Giorgia e in teoria dovrei restare con lei.
Se non fosse che la voglia di vedere Sole, nonostante io non la veda solo da ieri sera, mi sta logorando i nervi. "Niente di meglio di una serata con una bella ragazza, credimi. Se poi la rendiamo anche un po' piccante..." La prendo in giro.
"E smettila." E ride. "Niente serate piccanti, in realtà volevo proporti il cinema. C'è un film che voglio vedere, ma a Serena non piacciono gli horror."
"Sul serio ti piacciono gli horror o è un modo per abbracciarmi? Sai che non serve spendere soldi per quello, vero? Basta chiedere." Le dico, anche se so già la risposta. Ha sempre amato quegli stupidi film di mostri ed entità soprannaturali. I vampiri le piacciono particolarmente.
"Penso che mi troverò un altro accompagnatore." "Nessuno sarebbe interessante quanto me."
Lei mi fa il verso.
"A che ora proiettano il tuo film?"
"Alle 21:00. Puoi farcela?"
Guardo l'orologio. "Tra mezz'ora sono da te."
La sento sorridere. "A tra poco, allora."
"A tra poco, tesoro." E riaggancio.
"A tra poco, tesoro." Mi fa il verso Giorgia.
Le lancio un'occhiataccia e lei sorride. "Fai il bravo con lei, pulce." Mi dice, prima di dirigersi verso il bagno.
"Smettila con questo nomignolo del cazzo."
Ha cominciato a chiamarmi 'pulce' quando eravamo piccoli, definendomi fastidioso come l'animaletto in questione, e non ha più smesso.
"Mai." Fa lei, col suo sorriso diabolico, prima di chiudersi la porta del bagno alle spalle.
Mi vesto in fretta e spendo qualche minuto per grattare la pancia a Snow, regalandogli una piccola dose di felicità.
"Non resti a cena con noi?" Mi chiede mia madre, vedendomi pronto per uscire.
"No, ha un appuntamento galante a cui non può assolutamente mancare."
Rifletto sulla modalità in cui uccidere mia sorella, prima che lei appaia nella mia visuale, ancora avvolta nell'asciugamano.
"Ah, non lo sapevo. Buona serata, allora." Fa mia madre, un po' sorpresa.
Saluto con un borbottio ed esco di casa.
Avviso Sole che sto andando da lei, e la trovo già ad aspettarmi sul marciapiede.
Mi sento ridicolo quando, solo guardandola, sento il petto riscaldarsi.
Ha addosso un vestitino nero, semplice e non troppo corto, ed è truccata appena, ma io non riesco a staccarle gli occhi di dosso. Sparatemi, vi prego.
"Buonasera." La saluto con un sorriso, quando sale in auto.
Mi freno dall'impulso di darle un bacio sulle labbra e premo sull'acceleratore.
Non siamo una coppia, devo ficcarmelo bene in testa.
E' per questo che la baci ogni volta che ne hai l'occasione? Soffoco la voce nella mia testa e mi concentro sul sorriso di Sole. "Ho alterato i tuoi programmi per la serata?"
"Te l'ho già detto, non avevo niente di meglio da fare di essere abbracciato per tutta la serata da una bella ragazza."
"Cosa ti fa pensare che ti abbraccerò?"
Non mi sembra il caso di dirle che è perché non c'è stata una sola volta in cui ha guardato un film dell'orrore senza farlo, da quando ci conosciamo.
Alzo le spalle. "Chiamalo intuito."
****
"Hai intenzione di ridurre il mio braccio in poltiglia prima della fine del film?" Sussurro all'orecchio di Sole, prendendola in giro, proprio mentre la protagonista del film si addentra nella stanza buia da cui provenivano strani rumori.
Sole allenta la presa. "Scusa." Mormora.
Io rido, le avvolgo le spalle con un braccio e la stringo a me, prima ancora di rendermene conto.
Possibile che non riesca a tenerla neanche a dieci centimetri da me?
Qualcosa sbuca dal buio sullo schermo, e Sole sobbalza, nascondendo il viso nel mio petto.
Delicatamente, sperando che non se ne accorga, avvicino il naso ai suoi capelli, ispirando il profumo di vaniglia.
La luce si accende nel momento in cui sto per cedere all'impulso di alzarle il viso e baciarla fino alla fine del film.
E continuare la serata in modi ben più interessanti.
"Non possono fare l'intervallo proprio ora!" Si lamenta lei.
"Ma se neanche stavi guardando." La prendo in giro.
"Certo che guardavo. Tu però eri un tantino troppo concentrato su di me." Ribatte candidamente, poi, in un modo tanto naturale da farmi tremare il cuore, si avvicina e mi bacia sulle labbra.
Senza che io sia in grado di controllarmi, le mie mani corrono tra i suoi capelli e le mie labbra si muovono sulle sue.
Quando il mio unico desiderio diventa portarla fuori di qui e farla mia in tutti i modi che conosco, capisco di dover smettere. "Devo andare in bagno, torno subito." Le dico e mi alzo, allontanandomi.
Mentre vado verso il bagno non faccio che pensare a quanto io sia idiota.
Solo un idiota potrebbe avvicinarsi così tanto all'unica ragazza che sa di non poter avere.
Quando esco dalla cabina, mi trovo davanti un viso purtroppo familiare.
"Guarda chi si vede. Ho visto che sei in dolce compagnia, stasera." Mi dice Luca , permettendosi addirittura di sorridere. Stringo i pugni per non spaccargli la faccia un'altra volta.
"Sta' lontano da lei."
So che non è stato lui ad obbligarmi a fare quella scommessa- ero così coglione da essere d'accordo-, ma dire a Sole la verità alle mie spalle solo per riuscire poi a fare la figura del bravo ragazzo e per potersi prendere cura di lei al fine di averne dei benefici mi è sembrato un valido motivo per rompergli il naso. E le mani mi prudono ancora.
Luca ride, e le mie mani prudono sempre di più.
"Ormai non si ricorda più di me, così come del meraviglioso bacio che ci siamo scambiati il giorno dell'incidente. E' un vero peccato. Immagino che non si ricordi neanche di te, giusto? E' per questo che riesci a starle vicino."
Serro la mascella e proprio quando sto per sferrargli un pugno in faccia, mi viene in mente Sole, che mi aspetta in sala.
Sono una persona migliore di così, devo esserlo, per lei.
"Ti risparmierò un secondo intervento al naso, per il momento. Ma tu azzardati a rivolgere la parola a Sole per una qualsiasi ragione e non ci sarà intervento che possa salvarti la vita, coglione." Ed esco dal bagno, prima che lui possa distruggere i miei buoni propositi con un'altra delle sue frasi idiote.
Quando torno in sala il film è già ricominciato e trovo Sole rannicchiata sulla poltrona.
Quando mi vede vedo i suoi occhi brillare nella penombra della sala.
"Finalmente. Dov'eri finito?" Mi chiede e appena mi siedo accanto a lei torna a stringersi a me.
"C'era gente." Mento, mentre la mia mente è combattuta tra il rilassarsi per la piacevole vicinanza di Sole e il rimuginare su quello che ha appena scoperto.
Davvero Sole ha baciato Luca il giorno dell'incidente?
Perciò aveva rifiutato me, ma aveva concesso il suo affetto ad uno molto più subdolo di me.
Ma il pensiero che prevale su tutti è che se davvero ha baciato Luca, vuol dire che mi aveva dimenticato.
Razionalmente non mi aspettavo nient'altro dato ciò che mi aveva detto dopo aver saputo della scommessa, ma è come se una parte di me avesse continuato a sperare che infondo tenesse ancora a me, prima che quell'incidente le portasse via la memoria.
Guardo la ragazza che tengo tra le braccia e vengo assalito da un improvviso senso di solitudine e di vuoto.
STAI LEGGENDO
Ricordami di amarti
Chick-Lit[ COMPLETA] Appena iscritta alla facoltà di medicina, Sole non si aspetta di certo che in una sera di maggio, la sua comune vita da ventenne sia del tutto sconvolta. Quando un incidente le porta via la memoria, Sole continua ad andare avanti per ine...
