Valeria's pov
Non posso crederci. Il mondo mi è crollato addosso. Lui mi ha mentito. Mi fa soffrire ancora. Stronzo, penso.
Corro verso la strada e prendo un taxi.
Chiamo Marta per dirle di andare a casa.
Quando arrivo a casa Marta mi viene incontro preoccupata.
"O mio dio, Vale, che ti è successo?"
Sono consapevole del mio aspetto: occhi gonfi e arrossati e la matita che mi ero messa agli occhi quella mattina insieme al rimmel è colata lasciandomi delle striature nere sulle guance. Ho pianto tanto e continuo a farlo mentre dico tutto alla mia migliore amica. L'unica ad essere a conoscenza di ciò che ha fatto Christian Gordi quattro anni fa.
"Me ne vado, Marta"-dico tra i singhiozzi.
"Non ce la faccio a vivere in una città con lui nei paraggi e non basta solo cambiare lavoro."
"Ma Vale...dove andrai?"
"Torno a Roma. È l'unica soluzione. Tornerò a lavorare al Red, in fondo non era così male come vita. Io...non ce la faccio."
Scoppio a piangere di nuovo.
"Shh, calmati adesso, tesoro."-mi sussurra Marta accarezzandomi per consolarmi.
"Vedrai, andrà bene."
Mi addormento cullata dalle sue parole di conforto.
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Vengo svegliata da dei violenti colpi. Ancora assonnata cerco di capire da dove vengono. Mi trovo nel salone, stesa sul divano dove mi sono addormentata ieri. Caspita, ho dormito parecchio.
Bum, bum, bum.
I colpi non cessano. Capisco che provengono dalla porta quando sento Marta imprecare, aprire la porta ed imprecare di nuovo.
Rimango seduta sul divano, in ascolto.
Sento poco dalla mia posizione, ma ugualmente provo a sentire qualcosa tendendo bene le orecchie.
"Tu cosa cazzo ci fai qui?!"-sento urlare piano Marta.
"Devo vederla. Devo parlarle. Ne ho bisogno. È molto importante."-una voce a un tono più alto.
Christian.
"No. Scordatelo. Ormai l'hai persa, così impari a fare lo stronzo."
"Fammi passare"-ringhia lui.
"No. E poi fai silenzio che dorme. Lasciala in pace. Vattene."
Sento la porta sbattere.
Gliel'ha sbattuta in faccia? Probabilmente lo avrei fatto anch'io. In questi casi è l'unico modo per sbarazzarsi -anche se temporaneamente- di una persona.
Quando Marta passa faccio finta di dormire. Non voglio parlare.
Quando se ne va in camera sua, al piano di sopra, mi alzo e, senza fare rumore, vado a prendere le cose necessarie per andarmene da qui. Esco e riesco a non sbattere la porta, poi mi volto e inizio a correre. Ma non vado molto lontano: girato l'angolo in fondo alla strada dove abita Marta una mano mi afferra e mi mette contro il muro.
Cerco di gridare, la mano di Roxy mi tappa la bocca, allora cerco di divincolarmi. Niente. La sua stretta è micidiale.
"Anni di difesa personale, tesoro"-dice come se leggesse i miei pensieri.
"Ma che vuoi da me?"-ringhio.
"Devi stare lontana da Christian Gordi, capito?"-mi intima.
"Oh, ma non ti preoccupare, non c'è bisogno che me lo dici tu. È quello che voglio io."-ribatto.
"Bene. Sparisci dalla circolazione."
"Lo stavo per fare, ma tu rischi di rovinare tutto." Stronza, aggiungo con la mente.
Mi lascia andare e sparisce, sistemandosi il cappotto.
Me ne vado anch'io, chiamo un taxi.
"Mi porti in aereoporto, per favore."-dico.
Il tassista parte ed io sprofondo nel sedile posteriore. Con me ho solo un borsone con pochi vestiti e poche altre cose.
Pago il tassista e scendo una volta arrivati. Devo solo sperare che ci sia un posto per un volo con destinazione Roma.
Mi affretto e chiedo di prenotare un volo.
"Mi dispiace, signorina, ma non c'è un volo dispondibile. Un ricco del luogo ha bloccato le prenotazioni."
Eh? Ma stiamo scherzando?
A quelle parole penso subito a Christian. Il suo nome è famoso in tutta Londra ed è milto ricco, ma...davvero è così potente?
Forse il padre, Giacomo Gordi. Ma lui non farebbe mai una cosa del genere per una come me. E poi perchè? Non sanno cosa ho deciso di fare e poi...oh merda.
Mi viene in mente il tassista che mi ha portata qui. In un certo senso era....familiare. I capelli corvini nascosti nel cappellino...era lui.
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Resta con me.
RomanceValeria Borghesi ora ha 20 anni. Quando aveva 16 anni, ha passato il giorno più brutto della sua vita, come pensava allora. Da quel giorno non ha più avuto un ragazzo e si è costantemente dedicata agli studi e alla ricerca di un lavoro. Ma ora, che...
