Con dispiacere non vide altro che le bianche pareti imbottite.
Restò a fissarle fin quando non ebbe l'impressione che si muovessero come le
onde del mare.
In quel momento di sconforto si sentì mancare, ma poco prima di chiudere gli
occhi vide comparire davanti a se un'ombra improvvisa.
Si spaventò, fece uno strillo e saltò istintivamente all'indietro.
Nella confusione delle lacrime che cominciavano a gonfiarle gli occhi fu in
grado di riconoscere Arthur, che, per chissà quale ragione, si era alzato di scatto da
terra.
Il ragazzo era fasciato in un lenzuolo come se stesse in un bozzolo da insetto
che gli impediva qualsiasi movimento.
Il viso era sorridente, ma le sue labbra sottili e socchiuse gli imprimevano un
ghigno inumano. Inoltre le sopracciglia erano accalcate una con l'altra e coprivano
parzialmente gli occhi dando l'impressione che non gli fosse possibile vedere.
Georgeanne perse il controllo quando non riuscì ad aprire la porta in nessun
modo e capì che la persona di cui si erano fidati sino a quel momento era proprio
l'ultimo che avrebbe voluto dar loro una mano.
Pensava che Shiver, in quanto uomo di scienza, e quindi propenso alla
sperimentazione, avesse stabilito fin dall'inizio quale sarebbe stato l'epilogo della
storia. E astutamente era riuscito ad ottenere il suo scopo soggiogando entrambi.
Cadde in terra nella più completa disperazione piangendo, consapevole di aver
perso la persona a cui teneva di più.
Il professore, non molto distante dalla ragazza, cominciò a ridere a bocca chiusa
con un'espressione di soddisfazione.
Le risa crebbero sino a fare eco in tutta la clinica, amplificate e trasmesse
ovunque dal vuoto dei corridoi.
Georgeanne si alzò a fatica, si precipitò contro il professore e lo colpì
ripetutamente al volto e al torace, ma senza ottenere risultato.
Stanca, anche fisicamente, la ragazza si accasciò ai suoi piedi singhiozzando.
Sul pavimento, accanto ad una scarpa, era caduta la targhetta di riconoscimento
dell'uomo e Georgeanne sprofondò nella più completa confusione quando lesse le
scritte:
Prof. Paul Sivad Shiver
-free access -
Government Department
- DAMNATION EXPERIMENT-
A poco a poco le risa demoniache si spensero così come erano iniziate: senza
senso.
Due infermieri giunti senza emettere il minimo rumore le si affiancarono proprio
mentre si stava rialzando. Senza pensarvi estrasse da una tasca posteriore dei jeans
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Damnation
HororQuesto libro è un'opera di fantasia. Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono immaginari e qualsiasi somiglianza a persone, fatti o luoghi realmente esistenti o esistiti è puramente casuale. Prefazione, novelle, glossario nomi e qualsiasi altra...
