XIV. IN MEMORIA DEI TEMPI PERDUTI

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Con dispiacere non vide altro che le bianche pareti imbottite.


Restò a fissarle fin quando non ebbe l'impressione che si muovessero come le


onde del mare.


In quel momento di sconforto si sentì mancare, ma poco prima di chiudere gli


occhi vide comparire davanti a se un'ombra improvvisa.


Si spaventò, fece uno strillo e saltò istintivamente all'indietro.


Nella confusione delle lacrime che cominciavano a gonfiarle gli occhi fu in


grado di riconoscere Arthur, che, per chissà quale ragione, si era alzato di scatto da


terra.


Il ragazzo era fasciato in un lenzuolo come se stesse in un bozzolo da insetto


che gli impediva qualsiasi movimento.


Il viso era sorridente, ma le sue labbra sottili e socchiuse gli imprimevano un


ghigno inumano. Inoltre le sopracciglia erano accalcate una con l'altra e coprivano


parzialmente gli occhi dando l'impressione che non gli fosse possibile vedere.


Georgeanne perse il controllo quando non riuscì ad aprire la porta in nessun


modo e capì che la persona di cui si erano fidati sino a quel momento era proprio


l'ultimo che avrebbe voluto dar loro una mano.


Pensava che Shiver, in quanto uomo di scienza, e quindi propenso alla


sperimentazione, avesse stabilito fin dall'inizio quale sarebbe stato l'epilogo della


storia. E astutamente era riuscito ad ottenere il suo scopo soggiogando entrambi.


Cadde in terra nella più completa disperazione piangendo, consapevole di aver


perso la persona a cui teneva di più.


Il professore, non molto distante dalla ragazza, cominciò a ridere a bocca chiusa


con un'espressione di soddisfazione.


Le risa crebbero sino a fare eco in tutta la clinica, amplificate e trasmesse


ovunque dal vuoto dei corridoi.


Georgeanne si alzò a fatica, si precipitò contro il professore e lo colpì


ripetutamente al volto e al torace, ma senza ottenere risultato.


Stanca, anche fisicamente, la ragazza si accasciò ai suoi piedi singhiozzando.


Sul pavimento, accanto ad una scarpa, era caduta la targhetta di riconoscimento


dell'uomo e Georgeanne sprofondò nella più completa confusione quando lesse le


scritte:


Prof. Paul Sivad Shiver
-free access -


Government Department


- DAMNATION EXPERIMENT-
A poco a poco le risa demoniache si spensero così come erano iniziate: senza


senso.


Due infermieri giunti senza emettere il minimo rumore le si affiancarono proprio


mentre si stava rialzando. Senza pensarvi estrasse da una tasca posteriore dei jeans

DamnationLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora