XVII. LA RESA DEI CONTI

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-Nero!


Ancora quell'odiosa sensazione.


Non riesco a muovermi e mi sembra di non riuscire a respirare, come se un


gigante mi fosse seduto sul petto.


Sento un formicolio in tutto il corpo.


Per fortuna qualcuno ha avuto pietà di me ed ha alzato il velo che mi copriva gli


occhi.


Però non credevo che la poca luce che mi avrebbe colpito sarebbe stata così


accecante, ma lo preferisco ugualmente al buio.


Sono stanco.


Vorrei chiudere le palpebre.


Ma so di non poterlo fare da solo.


Il cuore non pulsa.


Si è fermato.


Lo percepisco chiaramente, stavolta non si tratta di un'allucinazione.


Non sento più l'eco del battito cardiaco nei padiglioni dell'orecchio e neppure le


vibrazioni nelle membra mal riposte.


Sono preoccupato.


Capisco che può essere una semplice impressione dovuta ad uno stato


confusionale, ma sento che non c'è circolo di sangue nelle vene.


Dunque, essendo ancora cosciente, vuol dire che sto per morire.


Non è più un sogno, come quelli che facevo qualche tempo fa.


Questa è la realtà.


Ironia della sorte, riesco ancora a vedere. Ma quello che vedo mi intristisce


immensamente.


Georgeanne piange e darei qualsiasi cosa per poterle essere al fianco ad


asciugare le lacrime e a consolarla.


Lei avrebbe fatto qualsiasi cosa per me.


Mi sento male!


Ho dei capogiri come se soffrissi di vertigini.


Vedo appannato, come attraverso il parabrezza di un auto che va ad alta


velocità sotto una pioggia torrenziale.


Non riesco a rendermi conto di quello che sta succedendo.


Le ombre si muovono coordinatamente ed il bianco della luce si trasforma nelle


bianche pareti imbottite di gomma.


Ho conati di vomito riconoscendo che sono le stesse della Madhouse


Ingenious.


Spero di non esserci tornato, spero di non essere di nuovo sotto la cura del


professore.


Non resisto... E' la fine!-


-Non avrà mai fine!-


-Questa voce...-


-Aiuto! Presto correte...-


Un'infermiera gridò talmente forte da trascinare in pochi minuti quasi mezzo


ospedale nella sala.


-State alla larga... Non toccate assolutamente niente!-


Sotto gli occhi increduli di decine di persone si stava sviluppando un fenomeno

DamnationLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora