Ellie's PoV
Quando aprii la porta mi sarei aspettata di trovarmi difronte tutti, tranne che lui. Mi tremarono le mani. In qualsiasi altra occasione sarei stata più che felice di vederlo, ma questo non era proprio il momento adatto. Lui non sarebbe dovuto essere difronte alla porta di casa mia, anzi, per essere più precisi, lui non sarebbe potuto essere difronte alla porta di casa mia.
"E tu cosa ci fai qui, Hoseok?" gli domandai notevolmente scossa. Cercai di regolarizzare i miei battiti cardiaci, se il manager ci avesse scoperti sarebbe stata la fine per entrambi. Ero appena riuscita a superare a gonfie vele metà della mia impresa e niente mi avrebbe dovuto impedire di portarla a termine. D'altronde non lo stavo facendo solo per me stessa, lo stavo facendo anche per i ragazzi e quindi, indirettamente, anche per Hoseok.
"Io.. Ecco, insomma, mi trovavo nei paraggi e quindi ho pensat-" cercò di spiegare aiutandosi con un movimento poco armonioso delle mani.
"Per cortesia, entra prima che qualcuno ti veda" lo interruppi con un cenno. Non volevo essere così brusca con lui, ma mi stava veramente salendo un terrore nero; il manager aveva occhi e orecchie ovunque. Un traffico illegale di organi sarebbe stato molto più sicuro.
Nel frattempo, Hoseok non se lo fece ripetere due volte: sollevò da terra una busta che pareva essere abbastanza pesante e si fece strada con un'aria definitivamente troppo tranquilla per i miei gusti.
"Mica male per essere un piccolo appartamento di periferia" commentò, una volta che si fu tolto le scarpe all'ingresso.
"Sì, piace anche me" ammisi io facendo spallucce. "Ora mi dici il reale motivo per cui sei qui?" gli chiesi subito dopo. Non volevo risultare troppo precipitosa né tantomeno fastidiosa, ma avevo bisogno di sapere almeno questo. Ci fu un momento di silenzio. Sembrava non avesse la benché minima intenzione di parlare, continuava semplicemente a stare in piedi e a guardarmi con insistenza. Mi dispiaceva davvero tanto per lui, ma stavolta non avevo proprio voglia di stare al gioco degli sguardi.
"C'è qualcuno in casa?" domandai scettica sventolando una mano difronte alla sua faccia. Sembrò rinvenire.
"Si, ecco.." iniziò nuovamente grattandosi la nuca. Si può sapere che diamine gli prendeva oggi? Non l'avevo mai visto così in difficoltà. Tirò un sospiro, dopodiché indicò la busta che, sino a quel momento, aveva stretto nell'altra mano.
"Stasera, dopo aver finito le prove, casualmente ho sentito il manager parlare del fatto che oggi sarebbero usciti i tuoi risultati, quindi immaginando che fossi andata bene ho comprato questa" spiegò sorridendomi debolmente.
"Questa?" chiesi io, non capendo a cosa si stesse riferendo.
"Questa" asserì posando la busta sul tavolo e scartando un pacco che si trovava al suo interno. Aveva proprio l'aria di essere..
"Una torta!?" domandai sorpresa. La tensione che avevo accumulato si trasformò in felicità. Non immaginavo che Hoseok riponesse tutta questa fiducia in me, come poteva essere così certo del fatto che fossi andata bene? Certo, non ero affatto andata male, ma lui questo non poteva mica saperlo. Ah! Un'idea geniale mi era appena balenata in testa; gli avrei fatto un bello scherzo.
Primo passo: dimostrare una felicità smorzata. Dovevo apparire grata per il bel gesto, ma non troppo contenta, quindi mi incupii e abbassai lo sguardo senza fiatare. Dovevo aspettare che fosse lui a fare la prima mossa.
Ci fu un lungo silenzio interminabile. Era proprio uno di quei silenzi in cui, se solo ci fosse stato un orologio appeso alla parete, se ne sarebbe potuto sentire il ticchettio come nei film.
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While I was next to you
FanfictionÈ incredibile come il mondo sia diventato cieco difronte a ciò che è bello. Improvvisamente, sembra che tutto sia diventato normale, che niente attiri più la nostra attenzione. Succube di una ripetitiva costanza, il mondo continua a girare e le pe...
