Ellie's PoV
Immersi una zolletta di zucchero nella mia tazza di caffè e la osservai sciogliersi lentamente. Seduta al bar dell'università, non facevo che muovere avanti e indietro la gamba destra, accavallata a quella sinistra. Come al solito, ero riuscita a cacciarmi in un bel pasticcio e, tra non molto tempo, sarebbe terminato il corso, ci sarebbero stati altri esami e io sarei dovuta ritornare in quella casa, la casa dove viveva lui. Proprio un gran bel guaio.
"Dimmi subito una cosa, ieri non ho combinato niente di disastroso vero?" mi parve di udire alle mie spalle.
"Terra chiama Eleanor! Pronto?" riprese a parlare la voce, mentre una mano veniva sventolata difronte ai miei occhi. Eh sì, era proprio l'ultima persona che mi avrebbe potuta aiutare a ritrovare la calma, ma cosa fare?
"Risponde la segreteria telefonica, il cliente chiamato non è.." recitai, scansandomi immediatamente e interrompendo a metà la frase. Seo Yeon aveva appena attentato alla mia vita cercando di darmi un pizzicotto su una guancia e, ora, si stava pure concedendo il lusso di buttarsi a capofitto sulla sedia difronte alla mia.
"Non fare complimenti, sei la benvenuta" ironizzai io scetticamente. "Noto anche con piacere come tu sia già stanca alle otto del mattino" la presi in giro.
Beata gioventù bruciata.
"Sì, ma tu mi stavi perlomeno ascoltando?" domandò avvilita, mentre continuavo a bere con piacevole tranquillità la mia bevanda ancora calda. Bere qualcosa di caldo durante una giornata fredda era proprio l'ideale.
"Certo che no. Ripeti da capo" risposi facendo spallucce e sorseggiando la mia bevanda.
"Insomma, mentre ero mezza ubriaca, non ho fatto alcun danno giusto?" ripeté cercando di mantenere la pazienza. Così, non si ricordava proprio nulla per davvero.
"Tutto apposto" affermai rigirando ansiosamente il contenuto del mio bicchiere.
Il non ricordare nulla era positivo, ma sino a un certo punto. Per di più, ora che ci pensavo, se lei era in queste condizioni da buco nero al posto del cervello, di sicuro lui non sarebbe stato da meno. Ciò significava che lui, proprio come lei, sicuramente non ricordava.
"Se me lo dici con quel tono di voce, non ti credo" controbatté come se le avessi appena mentito spudoratamente.
"Mi dici cosa ho combinato?" continuò insistentemente. In quel momento, solo il cielo sapeva quante cose le avrei voluto urlare, ma mi trattenni. Non potevo farlo. Non avevo affatto il coraggio necessario per poter aprire una tale conversazione e non ne avevo nemmeno più di tanto voglia. Per una volta, dopo tanto tempo, mi sentivo sfinita a livelli indicibili.
"Adesso mi devo anche ripetere? Non avete combinato proprio un bel nulla!" mi alterai scocciata. "Ho detto che va tutto bene, perciò va tutto bene" conclusi schiarendomi la voce, non avrei voluto essere così brusca.
"Combinato? Io e chi altri? Mi pare di ricordare che fossimo solo noi due" osservò lei con sguardo interrogativo, ignorando completamente il mio nervosismo.
Cosa avevo appena blaterato?
"Oggi mi piace parlare di noi in terza persona, è un problema forse?" tentai di svincolare.
Abbocca, abbocca, abbocca continuai a pensare stringendo i pugni nascosti sotto il tavolino.
"Sì e io sono nata su Marte. Sei troppo strana e non me la racconti giusta, quindi sputa il rospo una volta per tutte" alzò un sopracciglio, si mise comoda sul suo schienale e incrociò le braccia. Potei solo limitarmi a deglutire rumorosamente.
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While I was next to you
FanfictionÈ incredibile come il mondo sia diventato cieco difronte a ciò che è bello. Improvvisamente, sembra che tutto sia diventato normale, che niente attiri più la nostra attenzione. Succube di una ripetitiva costanza, il mondo continua a girare e le pe...
