me, myself and?

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Tu tu tu - tu tu tu - tu tu tu


"Ancora cinque minuti" biascicai.

Mi voltai sull'altro fianco e misi la testa sotto il cuscino. Quel chiasso infernale stava facendo tremare le mie orecchie e la luce che filtrava dalle persiane mi stava irritando.

Tu tu tu - tu tu tu - tu tu tu

Costrinsi i miei occhi a rimanere chiusi. Non devo arrendermi così facilmente mi imposi mentalmente.

Arrendermi facilmente. Arrendermi.. arrendermi.. ma arrendermi a che cosa?

TU TU TU - TU TU TU

"Oh no! È tardi!" urlai, sforzandomi di sollevare le mie palpebre ancora troppo stanche e mettendomi seduta. Guardai l'orologio in preda al panico e mi affrettai a spegnere quella maledettissima sveglia.

"E così adesso non fiati più eh" le dissi scettica e con la voce ancora impastata dal sonno, mentre calcavo quell'unico pulsante che serviva ad accenderla, ma anche a spegnerla.

Mi stiracchiai facendo schioccare qualche osso.

Sì, era proprio vero che i miei ritardi erano terribili, ma la cosa più importante era che almeno ne avessi la consapevolezza.

"La consapevolezza è il primo passo" recitava un saggio di cui non mi ricordavo mai il nome.

Avevo esattamente un quarto d'ora per prepararmi e ci misi ben cinque minuti solo per realizzare che tutta la roba decente, che avrei potuto indossare, era ancora a lavare.

Organizzazione vs Eleanor: 1-0.

Così, mi arresi all'idea di indossare i vestiti meno stropicciati che ci fossero nel mio armadio e, dopo aver bevuto l'ultimo sorso di caffè, uscii di corsa diretta verso l'ospedale.

"Signorina Eleanor, noto con piacere che dopo anni di tirocinio non ha ancora appreso il significato della parola puntualità" mi riprese il capo reparto con uno sguardo più che tagliente. Aveva scandito la parola puntualità così puntigliosamente, che mi erano saliti i brividi.

Certo, ammetto che questi giorni avevo davvero poca voglia di cimentarmi nel mio lavoro, ma farmelo notare con così tanta freddezza non migliorava affatto la situazione.

"Mi scusi, signor capo reparto" dissi, alzando mentalmente gli occhi al cielo.

"Signor capo reparto?" mi domandò lui scettico, alzando un sopracciglio e mettendosi a braccia conserte. Oh cavolo, ma cosa mi era saltato in mente di dirgli?

"Mi sta forse prendendo in giro signorina Mallard?" continuò scrutandomi attentamente.

"Non lo farei mai professore, perdoni la mia poca attenzione" gli risposi chinando lievemente il capo. Ero proprio una deficiente. Va bene la poca voglia, ma farsi buttare fuori poco prima della fine non era proprio il caso.

Fortunatamente, tra una cosa e un'altra, quelle ore passarono in fretta e, quel pomeriggio, dopo il turno in reparto, potei andare in uno dei miei posti preferiti. Nel tempo libero, infatti, frequentavo un corso di musica in un vecchio teatro abbandonato situato nella periferia della città.

While I was next to youDove le storie prendono vita. Scoprilo ora