Third Person PoV
Ormai, era passata poco più di una settimana da quando si era trasferita.
L'appartamento che il manager le aveva procurato era moderatamente grande, ma carino. Ovviamente, se la villa dei ragazzi si trovava al centro di Seoul, casa sua, invece, si trovava in un quartiere un po' più periferico. In ogni caso, per lei era perfetto. La vista di cui godeva dava direttamente all'Han River.
La cosa che più aveva apprezzato, oltre alla vista sul fiume, era stata la moltitudine di parchi che erano presenti in quell'immensa città. La vitalità che si respirava nell'aria era assolutamente indescrivibile; c'era movimento a tutte le ore. Per non parlare della gioia che le riempì il cuore, quando seppe che esistevano dei piccoli supermercati sempre aperti.
Tuttavia, la settimana appena trascorsa era stata più dura di quanto avesse potuto immaginare. Bisognava ammettere che Seoul era proprio un bel posto, ma il fuso orario e la solitudine la stavano lentamente divorando. Il manager le aveva promesso che di tanto in tanto si sarebbe fatto sentire e che, oltre a questo, avrebbe monitorato costantemente i suoi risultati alla scuola, ma, fino a quel momento, sembrava essere sparito. Per quanto riguardava i ragazzi, ormai sembrava che fossero solo un lontano miraggio. Un paio di volte le era capitato di vedere la loro faccia attaccata a qualche volantino pubblicitario e, in quei momenti, le si era stretto il cuore. Purtroppo, però, non poteva farci molto; anche se avesse voluto contattarli, non aveva i loro numeri né possedeva un numero telefonico funzionante e, tantomeno, si ricordava dove abitassero esattamente.
Dunque, a conti fatti, era abbastanza sconsolata, ma non voleva assolutamente darlo a vedere, anche perché quella mattina sarebbero finalmente iniziate le lezioni. Così, dopo essersi preparata, uscì. Una delle poche cose positive, in tutta questa situazione, era che a piedi poteva tranquillamente raggiungere la scuola.
Mentre camminava, continuava a guardarsi attorno. Le strade della capitale erano proprio incantevoli: grandi e arieggiate, ma colme di persone di tutte le età e di tutte le culture, occupate da quei grattacieli che prepotenti si stagliavano nel cielo e che facevano sì che le nuvole sembrassero un po' meno lontane. Qua e là, la natura colorava quell'ambiente che tanto sapeva di metallico e, ogni tanto, della musica sovrastava quella ronzante e costante frenesia che raramente sembrava voler cessare. Nonostante fosse passata una settimana, non si era ancora abituata all'idea di star vivendo in una città simile.
Dopo una ventina di minuti, una volta arrivata, si accorse che la scuola che avrebbe frequentato era situata in un'ala secondaria di una prestigiosa e grande università.
"E adesso come farò a trovare l'aula giusta!?" si chiese tirando un profondo e sentito sospiro. Improvvisamente, tutta la voglia di assistere alle lezioni di coreano si era dissolta difronte ai suoi occhi e, per questo motivo, dopo aver esitato qualche istante, cominciò a trascinarsi verso la porta d'entrata. Vagava e vagava per i corridoi già da un po' di tempo, ma non riusciva a trovare nessuno a cui chiedere qualche indicazione. Tutti sembravano spariti, era mai possibile una cosa del genere?
"Per la miseria, si sta facendo troppo tardi!" esclamò salendo l'ennesima rampa di scale. Era vero che non ne aveva voglia, ma essere in ritardo il primo giorno non le avrebbe fatto, di certo, guadagnare punti. In più, se il manager fosse venuto a saperlo, chissà cosa avrebbe pensato di lei.
Scuotendo la testa per rinvenire da tutti quei pensieri, andò a sbattere contro qualcuno. L'ennesima persona contro cui andava a sbattere. Stava per aprire bocca, quando si rese conto che quella era l'unica anima viva che sino a quel momento aveva incontrato.
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While I was next to you
FanficÈ incredibile come il mondo sia diventato cieco difronte a ciò che è bello. Improvvisamente, sembra che tutto sia diventato normale, che niente attiri più la nostra attenzione. Succube di una ripetitiva costanza, il mondo continua a girare e le pe...
