collision

80 13 29
                                        

Ellie's PoV

Stavo camminando in direzione dell'università ed ero decisamente in ansia dal momento che, questo pomeriggio, sarebbero usciti i risultati dei test della prima parte del bimestre. Speravo di aver preso almeno il minimo indispensabile, altrimenti sarebbe stato un vero e proprio guaio. Giusto qualche giorno fa, avevo scoperto che, se non avessi passato questi primi esami, non avrei avuto nessun'altra possibilità di continuare e ciò significava, in poche parole, che sarei dovuta tornare dritta a casa senza aver combinato nulla. Ero proprio curiosa del perché il manager avesse omesso questa informazione tanto importante, quando mi aveva parlato delle lezioni. Non riuscivo a capire né quali fossero le sue reali intenzioni né come apparissi ai suoi occhi. Comunque, mi pareva essere abbastanza diffidente nei miei confronti, ma non lo biasimavo. Dopotutto, il compito di proteggere i ragazzi spettava a lui.

Per quanto riguardava ciò che era successo con Hoseok, erano trascorsi diversi giorni, ma non c'era stata una singola cosa che sembrasse essermi chiara. Dopo averci riflettuto su, avevo assodato che l'accaduto mi aveva lasciata davvero perplessa e la cosa che più mi aveva turbata era che nessuno sembrasse disposto a volermi spiegare.

Quel giorno era stato così incredibile. Era stato incredibile come fossi riuscita a incontrare Hoseok in quel luogo, incredibile come il suo sguardo fosse riuscito ancora una volta a destabilizzarmi emotivamente, incredibile come Seo Yeon sembrasse conoscerlo meglio di me. Certo, non che ci volesse molto riguardo a quest'ultimo punto, ma era stato comunque incredibile.

A quanto pareva, quei due si conoscevano già da parecchio tempo, ma non si erano di certo salutati come due vecchi amici che, essendosi finalmente rincontrati, potevano infine riabbracciarsi. Insomma, gatta ci covava. Eppure, nonostante desiderassi veramente sapere cosa fosse successo, non mi azzardavo a chiedere. Avevo paura di venire a conoscenza di qualcosa che forse era meglio non sapere. Inoltre, preferivo rispettare i loro spazi. Sì, era senz'altro anche una questione di rispetto.

A migliorare questa situazione incredibilmente intricata, c'era il comportamento peculiare di Seo Yeon. Quando quella sera uscimmo dal locale, aveva assunto un'espressione tetra. Per tutto il tempo restante in cui eravamo rimaste assieme, lei non aveva parlato e io non avevo domandato. Il silenzio che si era creato tra di noi sembrava lo stesso silenzio imbarazzante che si presentava quando due sconosciuti iniziavano casualmente una conversazione, ma ciò che più mi aveva lasciata scettica era che non avesse proferito parola nemmeno i giorni successivi. Sembrava che stesse vivendo in un mondo esclusivamente suo, dove nessuno era ben accetto. Era definitivamente la prima volta che la vedevo in uno stato del genere. C'era, ma non c'era. Il suo corpo era lì con me, ma la sua mente?

Un giorno come un altro, però, si era improvvisamente presentata a lezione con uno splendido sorriso ed era tornata a comportarsi come se niente fosse accaduto. Le avrei quasi attribuito una crisi di mezza età, se non fosse stato per il fatto che eravamo ancora troppo giovani per averne una. In ogni caso, questo ritorno alla normalità mi aveva abbastanza rasserenata e avevo smesso di preoccuparmi eccessivamente.

"Ellie! Vieni, corri, hanno esposto i risultati!" mi richiamò, d'un tratto, la diretta interessata con allegria. Mi stava aspettando sull'uscio della porta d'ingresso. Ah, quanto la invidiavo. Riusciva sempre a essere così tremendamente puntuale e a farmi sentire così tremendamente in ritardo persino nei giorni, come oggi, in cui non c'era alcuna lezione.

"Ti vuoi muovere!?" mi chiese impaziente prendendomi per un braccio e iniziando a camminare di fretta. Oltre alla tensione che, con l'avanzare dei passi, si faceva sempre più sentire, il mio stomaco stava iniziando ad arrovellarsi.

"Sì, sì, andiamo!" replicai io con voce afflitta cercando di tenere il passo. Non ero così desiderosa di vedere come fossi andata, ma lo dovevo fare. Dopo aver attraversato l'atrio, notammo che una discreta moltitudine di ragazzi era ammassata difronte ai tabelloni.

While I was next to youDove le storie prendono vita. Scoprilo ora