Londoner

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Erano trascorse esattamente due settimane dall'ultima volta che mi sono recata in università. Harry non aveva dato segni di vita e il pensiero di poterlo incontrare mi angosciava quindi da matura 22enne ho deciso di arginare il problema senza affrontarlo, tra qualche giorno sarebbero iniziate le vacanze natalizie ed erano il mio unico pensiero,mentre per gli appunti li avrei recuperati in qualche modo. Queste due settimane sono state molto produttive, ho finito due serie e guardato 6 film ma soprattutto sono diventata tutt'uno con il pigiama e con le lamentele di mia madre nel vedermi sempre sul divano: Ma non devi seguire i corsi?
<<No mamma il professore è malato>> neanche un bambino di 5 anni ci avrebbe creduto e nemmeno mia madre lo fece ma comunque non mi scollai dal divano.
Niall il giorno seguente al nostro fantomatico appuntamento aveva continuato a scrivermi e la nostra complicità era evidente ma non poteva essere più che amici e lui l'aveva ben capito. La giornata era iniziata come le ultime mi ero preparata un the e stavo decidendo cosa vedere prima che Rebecca mi chiamasse. Ovviamente le avevo raccontato tutto e lei era stata molto cauta nel dirmi che come sempre stavo esagerando e che avrei dovuto affrontare a testa alta la vita e non nascondermi ma io da brava amica, facevo il contrario. :<<Buongiorno tesoro, ho una splendida notizia, mio padre mi ha confermato che possiamo andare in montagna durante le vacanze e siccome tu hai già iniziato il tuo eremitismo mi chiedevo se volessi partire prima con me per sistemare la casa visto che non la riordiniamo dall'ultimo capodanno, così stiamo insieme, mi aiuti, ma soprattutto non pensi all'innominabile.>>
<<Puoi dire tranquillamente il suo nome... in ogni caso non vedo l'ora di staccare un po' la spina, sono tutta tua! Quando partiamo?>>
<<Domani mattina, quindi inizia a preparare la valigia e non rimandare tutto all'ultimo minuto come fai sempre!>> mi canzonò.
<<Tranquilla appena stacchiamo corro a prepararla>>
<<Bene allora ti lascio ora, sii di parola>> Riattaccò.
Spinta dall'entusiasmo per l'imminente partenza trovai le forze di alzarmi dal divano prima che il mio cellulare tornasse a squillare.
<<Stavo giusto aggiungendo lo spazzolino>> ironizzai convinta che fosse Rebecca il mittente.
<<Perché parti?>> Era Harry, come potevo non riconoscere quell'accento inglese e quella voce così rauca da far sciogliere le budella anche ad una vecchia decrepita. Sbiancai e mi maledii per non aver letto il dannato nome sullo schermo, dopo la famosa chiamata a cui rispose Niall, avevo avuto l'accortenza di salvare il suo numero ma evidentemente non era servito a nulla vista la mia sbadataggine.
<<Oh... Ciao Harry scusa pensavo fosse Rebecca.. Ti serve qualcosa?>> Ormai avevo completamente perso la speranza di risentirlo e quasi ero arrivata a pensare fosse tornato a Londra.
<<In realtà mi serviresti tu, hai da fare oggi?>>
<<Perché?>> chiesi subito.
Era surreale, non si faceva sentire per due settimane ora se ne usciva così, se si aspettava che corressi da lui come un cagnolino si sbagliava di grosso.
<<E' un sorpresa ti fidi?>>
<<Per niente>> dissi secca.
<<Puoi provare a fidarti solo per questa volta?>>
<<Harry non amo le sorprese sono una persona molto impaziente, e soprattutto non ho più l'età per questi giochini>>
<<Audrey hai solamente 22 anni, una vita davanti..>
<<Senti non parlami come mio nonno, sputa il rospo o non se ne fa niente>> conclusi decisa.
<<Hai detto di non conoscermi, voglio passare del tempo con te per farmi conoscere quindi ho bisogno che tu venga con me, solo per poche ore poi potrai non rivolgermi più la parola.>>
Tutto avrei potuto immaginare ma mai questo, Harry stava seriamente facendo un passo del genere nei miei confronti ma l'idea di non rivolgergli più la parola mi provocava un vuoto nello stomaco.
<<Sempre se non hai cambiato idea...>>
<<Va bene>> dissi infine,la curiosità mi stava mangiando.
**
<<Mi hai portato in aeroporto? >> Ero completamente disorientata e non riuscivo a trovare una spiegazione.
<<Non andiamo da nessuna parte tranquilla volevo portarti a Londra ma visto che non è possibile ho portato Londra da te.>>
Ero più confusa che mai, cosa diavolo significava? Portare Londra da me..
Harry spostò lo sguardo verso il parabrezza e scese repentinamente dall'auto. Una ragazza con una piccola valigia si stava avvicinando a noi. E se in primo momento non avevo idea di chi fosse, quando lei sorrise verso di lui sfoggiò due fossette che mi ricordavano solo una persona: Harry.
Era la ragazza nelle foto con lui su Facebook. Mentre lei quasi gli saltò addosso, mi commossi pensando a quanto affetto mancato avevo nella mia vita, essere figlia unica non aveva un bel niente di positivo e vista la mia famiglia sfasciata non ho mai acquistato un gran rapporto con i miei cugini che vedevo al massimo una volta ogni due anni. Cacciai via le lacrime e pensai a cosa fare, mi sentivo a disagio a stare in macchina ma allo stesso tempo mi sentivo di troppo e non volevo rovinare questo momento. Fortunatamente Harry si ricordò di me e mi incitò con un gesto della mano ad uscire.
Tirai un forte respiro e uscendo dall'auto mi avvicinai a loro. Lei era una bellissima ragazza mora con gli stessi occhi di Harry e per molti tratti gli assomigliava, vicini era impossibile non pensare a una loro parentela.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Oct 23, 2018 ⏰

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