Capitolo 1

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era una giornata tranquilla, avevo dieci anni.

eravamo appena arrivati al bungalow che affittavamo ogni anno sul mare, era giugno e io e Percy avevamo appena finito la scuola.

odio la scuola.

Mamma prova ad aiutarci a me e mio fratello. abbiamo molti problemi a scuola, siamo entrambi dislessici.

e come se non bastasse abbiamo anche un disturbo dell'attenzione, siamo iperattivi.

combiniamo guai ovunque andiamo, in circostanze strane, ma non sono qui per parlare di questo.

in una tranquilla giornata di un Giugno soleggiato, io e Percy ci stavamo facendo una nuotata.

la mamma ci permise di allontanarci quanto volevamo sulla costa, tanto era deserta: non veniva mai nessuno li.

dovevamo stare a casa per le sei ma erano ancora le due perció io e mio fratello ci godevamo il sole di pomeriggio: io stavo sdraiata e lui nuotava.

eppure mi sentivo osservata.

mamma diceva sempre che gli alberi hanno gli occhi e le orecchie ma non era quello... lasciando i miei pensieri da parte mi concentrai su Percy e gli proposi di giocare agli investigatori nel piccolo boschetto li vicino, lui accettó e ci addentrammo nel bosco.

non trovammo nulla ma ci divertimmo ugualmente fingendo di trovare un mostro dietro ogni angolo e di sfidarlo eroicamente e sconfiggerlo.

si fecero le sei, non so dire come lo sapevo, il fatto è che li, cosi vicino alla costa, ne ero convintissima. dunque io e Percy ci incamminammo verso il bungalow, li iniziarono i fatti.

la porta era chiusa a chiave, strano.

per fortuna la mamma tiene le chiavi di riserva nascoste nel berbecue accanto alla porta, aprimmo.

avete presente gli uraganani? e avete presente le tempeste e i terremoti? unite le tre cose e avrete un idea del casino che c'era in casa.

era successo qualcosa.

il divano era scansato in un angolo ed era strappato, con dei graffi, come se lo avesse assalito un gatto molto arrabbiato, alle scale mancavano dei gradini e in cucina i scaffali erano tutti aperti e sottosopra. questa era la situazione solo in una piccola porzione della casa.

evito di descrivervi le altre camere.

la cosa piu orribile: mamma non c'era.

io e Percy iniziammo ad urlare il suo nome: una cosa stupidissima.

scoprimmo che in casa c'era qualcun altro.

era in tutto per tutto un toro solo una cosa peró: camminava sulle zampe.

aveva delle zanne orribili che uscivano dalla bocca.

appena ci vide lui esitó ad attaccare quindi le cose erano due: o gli facevano tenerezza due bimbi di dieci anni, o gia sapeva che non avevamo scampo.

io e mio fratello iniziammo a correre e Percy ebbe la fantastica idea di nasconderci in soffitta.

nessuno di noi due aveva mai visto la soffitta, era l'unico posto della casa a noi probito: capii subito il perché.

c'erano armi. tante armi.

il mostro si avvicinava, sembrava sentisse il nostro odore.

nella soffitta c'era una botola.

dissi a Percy il mio piano.

quando capimmo che il mostro si trovava proprio sotto la botola Percy, molto cautamente, la aprí.

il mio piano era folle, mi pentii quasi subito ma ormai non potevo tirarmi indietro.

presi una lancia e saltai sulla groppa di quel mostro conficcandola proprio nel collo della bestia.

un secondo dopo mi trovai per terra.

il toro era sparito, disintegrato.

Percy prese dalla soffitta una spada, la piu bella, ammetto che gliela invidiavo, sull'elsa aveva disegnato un tridente ed aveva un incisione in una lingua strana ma che, stranamente, riuscii a leggere senza problemi, c'era scritto: αηλιυκδωοδ ovvero: Vortice. ogni arma ha un "nome" ed intuii che quello era il suo.

a me non piacciono le spade, preferisco cento mila volte i pugnali, quindi ne presi uno dalla soffitta, il quale non aveva nessun incisione sull'elsa.

io e Percy non sapevamo dove andare, nostra madre era scomparsa, non avevamo un telefono e New York era distante kilometri da li.

la Maledizione di Annabeth JacksonΨLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora