Capitolo 6

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mi svegliai sola nell'infermeria del campo, mi sentivo abbastanza bene, ma non penso di potermi reggere in piedi perciò mi guardo un po in giro e cerco di ricordare cosa è successo con Borea...

mi ricordavo della maledizione, mi ricordavo ogni singola parola pronunciata da lui.

dunque secondo lui, avrei provato solo senzazioni orribili, il mio cuore sarebbe stato di ghiaccio, ed io non avrei mai piú potuto amare qualcuno.

mi guardai le mani, emisi un gridolino soffocato e splancai gli occhi.

avevo la carnagione chiarissima, persino piu chiara di Nico, dov'era finita la mia carnagione tanto abbronzata?

dovevano aver sentito il mio urlo perché Will Solace, un figlio di Apollo addetto all'infermeria, e Nico si precipitarono dentro.

-A-Annabeth....

disse Nico.

Will mi guardava quasi con disgusto, come un medico guarda un paziente che gli resta un minuto da vivere.

io dissi:

-Nico, Will, sto bene, la mia pelle è un pò piu bianca del solito, ma fa niente non sono ferita.

loro due non risposero sembrava che mi stessero studiando, sapevo che mi nascondevano qualcosa...

Nico prese coraggio ed inizió a parlare

-emn.. Annabeth... ti ricordi della maledizione che ti ha fatto Borea? uhm... ecco...

fu interrotto da Travis e Connor Stoll due figli di Ermes, gemelli, che entrarono nell'infermeria con la delicatezza di un cerbero a tre teste.

-salve gente! avevamo saputo che Annabeth non stava bene e siamo corsi... dunque come... OH MIO DIO COSA TI È SUCCESSO FAI PAURA!

urló Connor.

-CONNOR!

disse Will

-insomma! sii piu... carino no?!

-ah giusto scusa... eh ehm... Annabeth sei.... sei... uhm vediamo... sei.... bianca. completamente, dico sul serio. bianca.

io ero confusa... bianca? che significa?

guardare con sospetto Nico e Will e loro distolsero lo sguardo, come se non volessero guardarmi negli occhi.

-datemi un specchio, ora!

ero preoccupata, cosa stava succedendo?

finalmente arrivó Travis e io mi specchiai.

-AAAAAAAAAAAHHHHHHHH!

feci un urlo che mi sentirono fino in Alaska.

avevo i capelli molto piú lunghi del normale, lisci perfetti, e... BIANCHI.

si, lo ammetto, avevo i capelli bianchi.

dove erano finiti, i miei capelli cosí ricci e marroni, che mi piacevano tanto?!

ma la cosa piú terrorizzante erano i miei occhi.

cosí chiari, che erano quasi bianchi.

facevano una certa impressione, mettevano angoscia, cosi che io abbasai lo specchio e cercai di riprendermi dallo shock.

-Do-dov'è Percy?

tutti zitti.

-dov'è?

silezio.

-DOVE?!

Nico disse

-non lo sappiamo.

scoppiai in lacrime, non era una bella cosa da fare davanti a dei ragazzi del campo, in fondo ero il loro ufficiale, ma orami le cose stavano andando a rotoli quindi mi lasciai andare.

anche tutti gli altri erano tristi a vedermi in quello stato, e avrei giurato di aver visto per un attimo Nico e Will tenersi per mano come per consolarsi, ma no... Nico e Will che si tengono per mano? no.

il giorno dopo ebbi una chiacchierata con Chirone che mi spiegó cosa mi stava succedendo: la maledizione di Borea era proprio vera, il mio cuore era di ghiacchio, io ero di ghiaccio.

all'alba Clarisse e un altro paio di figli di Ares partirono alla ricerca di Percy, gliene sono grata.

in quei giorni arrivarono molti nuovi mezzosangue al campo, ma due di loro morirono prima di metterci piede, e molti di loro rimanevano feriti dai mostri che circolavano nella foresta.

per cercare di evitare questo a me che (purtoppo) ero "l'ufficiale" mi diedero dei turni di controllo del perimetro, passavo la giornata sotto un arcata di marmo che avrà avuto 100 anni a guardare la foresta e scacciare i mostri che giravano.

Chirone inoltre mi diede una maglietta diversa dalle altre del campo, era gialla invece che arancione ma la scritta "campo mezzosangue" era la stessa.

con una maglietta normale, non puoi varcare i limiti del campo, con la mia maglietta invece, potevo muovermi liberamente, cosi se qualche giovane mezzosangue nella foresta avesse avuto bisogno d'aiuto sarei potuta uscire ed andare da lui.

per qualche ora al giorno Nico mi tiene compagnia. Dopo Percy, è la persona che mi è stata piu vicina di tutti, è il mio migliore amico, darei la mia vita per la sua.

tutte le mie giornate lí sul perimetro erano noiose: non succedeva mai nulla, ma un giorno, finalmente, qualcosa si mosse, sentii un urlo: -AIUTO!

un nuovo mezzosangue aveva bisogno d'aiuto.

la Maledizione di Annabeth JacksonΨLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora