Passarono due settimane dal giorno in cui atterrai a Charleston. Mi mancavano tutti di Beacon Hills, specialmente Stiles anche se mi chiamava tutte le sere. Oh meglio, quando da me sono le due di notte, siccome siamo a quattro ore di differenza di fuso orario. Non penso l'abbia capito, comunque. Non mi da fastidio svegliarmi per sentire la sua voce.
Ma mi mancavano i miei nonni ogni giorno sempre di più. Non mi aspettavo di vederli all'aeroporto, ma quando li vidi al gate, scoppiai a piangere. Non avevo mai avuto nulla se non la famiglia. Non avevo amici nella mia città natale quindi la mia famiglia rimaneva la più importante.
Non mi aspettavo un cambiamento del genere. Ho gli amici migliori del mondo e un ragazzo fantastico, li considero la mia famiglia oramai. Non sono mai stata il tipo di persona da far entrare facilmente nella mia vita persone nuove. Non ero di sicuro la ragazza più sociale nella mia vecchia scuola; quando arrivai in California, pensavo che sarebbe rimasto tutto com'era. Ma le cose cambiano... e certe volte in meglio.
Finalmente era arrivato il giorno in cui avrei incontrato Isaac a Mystic Falls, Virginia. Casa di Stefan Salvatore. CI sarei andata in macchina, avrei preso Isaac all'aeroporto e poi saremmo andati in un hotel per trovare un modo di approcciare Stefan.
Il tragitto di 7 ore fu la cosa peggiore in assoluto, ma mi rallegrai a vedere il mio vecchio amico uscire dal gate.
"Isaac!" gli corsi incontro e lo abbracciai, costringendolo a lasciare i bagagli. "E' passato così tanto tempo!"
Rise, avvolgendo le braccia attorno alla mia vita "Come stai?" chiese.
"Sto bene" mi staccai, prendendo una delle sue borse. "E' bello vederti. Manchi a tutti."
"Ora stai mentendo" prese l'altra sua borsa, per poi riprendere quella che avevo in mano.
"Non tanto, in verità. Scott mi ha chiesto di dirti che lui e Melissa ti augurano ogni bene." iniziammo ad incamminarci verso la macchina. "Anche Argent"
"Aw, nessuno 'ciao' da Stiles? Pensavo di cominciare a piacergli" scherzò. Risi anche io, dandogli un pugno scherzoso sulla spalla.
"Gia, Stiles non era molto contento che tu fossi la mia scelta per venire con me. Grazie, comunque. Per aver accettato."
"Te l'ho detto un milione di volte: sono contento di aiutare."
Presi le chiavi dalla tasca, aprendo la macchina e permettendo a Isaac di metterci dentro la sua roba. Non appena salimmo, passai a Isaac il fascicolo di Stefan.
"Quindi questo tipo ha circa 160 anni? Cavolo, deve essere pieno di rughe." rise Isaac.
"In verità" indicai l'immagine di un ragazzo sottostante "Quello è lui. Non dovrebbe essere invecchiato per nulla."
"Davvero?"
"Si. L'immortalità ci fa bene, credo." guardai dietro di me per fare la retro ed uscire dal parcheggio dell'aeroporto.
"Ha un fratello." puntualizzò.
"Gia, ma sarà morto. Sono passati tanti anni"
Ci volle un'ora per arrivare a Mystic Falls e nell'hotel che avevamo prenotato. Non era il miglior posto del mondo, ma era economico.
"Sto avendo dei flashback del motel in California" disse Isaac, un brivido gli attraversò la schiena.
"Si ma questo puzza più di sigarette che di morte" risi. "Quanti suicidi pensi siano accaduti qui?"
"Non lo so. Controlliamo nella Bibbia per degli articoli" rispose facendomi ridere ancora di più.
"Okay, lo incontriamo ora o più tardi?"
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Altered // Stiles Stilinski [2]
Fanfiction"Il dolore è ancora lì. Il cordoglio..... e la vergogna. Ma ora lo capisco. Ma chiudere tutto, è un tradimento. Voglio dire, costruisci questo muro e lasci fuori tutto ciò che ti rende quello che sei. Niente ti sfiora, niente importa. Ma le cose imp...
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