" Ju alzati" mi disse Stephanie scuotendomi per il braccio
" No Steph non mi va" mi lamentai voltando il capo dal lato opposto
" Julie Smith, alza le tue chiappe dal letto e indossa l'uniforme, abbiamo lezione" mi disse con tono autoritario mentre mi tirava via le coperte dal corpo
Grugnii arrabbiata e, dopo averle lasciato un bacio sulla guancia, presi l'uniforme che mi stava porgendo la mia compagna di stanza e mi vestii. Mi ero lavata, avevo indossato la camicia, il cravattino e il golf, mancava solo la gonna.
" Porca miaseria" esclamai dal bagno
All'istante una Sophie incuriosita comparve sulla soglia della stanza in cui mi trovavo
" Che succede?'" chiese
" Succede che sto diventando grassa e la gonna non mi entra più" mi lamentai sull'orlo di un pianto
" Vieni qui, la chiudiamo con una spilla e nel pomeriggio chiediamo alle sarte di adattarla " mi rassicurò
" Oh cosa farei senza di te?!" dissi abbracciandola
Stephanie ricambiò l'abbraccio, mi aiutò con la divisa e poi corremmo in classe prima di ricevere un ritardo.
La signorina Shine si era persa ancora una volta nella spiegazione di non so quale statua greca che mi riportò alla mente il volto di Louis, era lui la mia statua greca. Non ci vedevamo da tre mesi, mi mancava terribilmente, da due avevo scoperto di aspettare suo figlio e, mai come in quel periodo, sentivo la mancanza del mio migliore amico, del mio Boo Bear che mi diceva sempre che sarebbe andato tutto bene perchè lui era con me. In quei due mesi Stephanie si era dimostrata una splendida amica, avevamo legato tantissimo e, ogni volta che correvo in bagno a causa delle nausee mattutine, lei mi copriva, mi aiutava in tutto, eravamo cambiate insieme. Stephanie non era più la ragazza timida e piena di paure che avevo conosciuto quando fui rinchiusa in quel posto; la mia gravidanza aveva fatto crescere entrambe, la stavamo vivendo insieme e insieme stavamo scoprendo lati novi l'una dell'altra.
" Ti amo rompina" sentii rimbombare nella mia mente
Quel soprannome, nessuno mi chiamava più così, nessuno aveva i suoi occhi, i suoi pozzi di un colore più bello di quello del cielo terso o di un mare caraibico; la sua voce era unica, la sua dolcezza inimitabile.
" Feels like i'm constantly playing a game that i'm destined to loose "
Quella ormai era la mia canzone preferita, quelle parole mi erano piaciute sin da subito e poi cantate con quella splendida voce armoniosa e dolce mi scaldavano il cuore.
Il fastidioso ma salvifico rumore della campanella fece sì che mi ridestassi dalla mia trance giornaliera e riprendessi a portare avanti la mia vita che ormai non aveva più alcuna prospettiva felice.
Corsi via da quel maledetto edificio, non potevo reggere altre ore in silenzio senza piangere davanti a tutti come una fontana; i miei genitori mi avevano fatto del male allontanandomi da Louis, ma non avrei permesso loro di rovinare la vita anche di mio figlio o mia figlia.
Vagavo per le strade della piccola cittadina di Holmes Chapel quando, presa da un attacco si fame, entrai in un piccolo supermercato e iniziai a riempirmi il cestino di schifezze di ogni genere.
"Conosco solo una ragazza al mondo che mangia dolce e salato insieme senza preoccuparsi di ingrassare" disse una calda voce alle mie spalle facendomi cadere dalle mani la stecca di liquirizia che stavo succhiando. Mi votai di colpo e con il braccio libero circondai la vita di Harry, il mio riccio, quanto diavolo mi era mancato!
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Neutron star collision
FanfictionIo ero alla ricerca tu eri in missione poi i nostri cuori si combinarono come una stella di neutroni in collisione Ora non mi è rimasto nulla da perdere ti sei presa il tuo tempo per scegliere posso dirti senza nessuna paura che il nostro amor...
