Liquirizia e novità

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Chi da bambina non sognava di trovare il principe azzurro e vivere tutta la vita con lui felice e contenta?! Ogni film, cartone animato o favola raccontava la storia di una ragazza che dal nulla sposava un principe o di una principessa che, dopo diverse peripezie, trovava l’amore della sua vita; da sempre viene data la speranza alle bimbe di tutto il mondo che un giorno potranno essere felici con il loro principe azzurro, c’è una cosa che, però, gli adulti non mettono in conto: la realtà. Il mondo vero non è come quello che immaginiamo da bambine, non ci sono castelli e fiorellini, ci sono solo verità e incertezze che ci accompagnano lungo tutto un tortuoso cammino; solo una su un milione ha la fortuna di vivere una vita facile, un’esistenza in cui tutto è dato senza lottare. Ho sempre disprezzato persone del genere, lo facevo perché ne ero invidiosa ma, oggi, provo solo pena per loro, persone vuote, che non conoscono il dolore della sconfitta e, più di ogni altra cosa, non conoscono la soddisfazione ed il piacere che si provano quando ci si rialza e si raggiunge il tanto agognato obiettivo. Questa era proprio la sensazione che provai nel momento in cui varcai la soglia del mio nuovo appartamento nella mia amata Doncaster; avevo sofferto dopo essere stata respinta dalla mia famiglia e allontanata dal mio ragazzo ma, in quel momento, mi sentivo bene perché avevo al mio fianco i due amici più leali e affezionati del mondo. Grazie ad Harry e Steph, la mia vita sembrava più leggera e meno dolorosa, loro non mi giudicavano e volevano il meglio per me ed il mio bambino; a volte mi sentivo un peso ma loro continuavano a ribadirmi di non pensare ciò, mi volevano bene e facevano tutto quello anche per loro stessi. 

Ci eravamo stabiliti in un appartamento non troppo grande, era su due piani, giù c’erano una cucina molto accogliente con un bancone al centro e un tavolo da pranzo sulla sinistra, tutto in legno e granito, alla quale si poteva accedere da un corridoio dopo l’ingresso, proseguendo per esso si giungeva ad un salotto con un camino al centro ed una televisione su di esso, di fronte vi era un divano in pelle bianca che prendeva la maggior parte dello spazio e copriva il pavimento in parquet per la metà circa; sulla sinistra, proprio accanto alla porta della cucina vi era un piccolo bagno di servizio. Dall’ingresso, poi, si poteva andare al piano superiore in cui vi erano tre stanze da letto: una per me, una per Harry e Steph e una per il piccolo, ognuna di esse con il proprio bagno ed, in fine, in fondo, proprio di fronte alle scale, vi era una splendido studio; anch’esso aveva un camino di fronte al quale vi erano un divano, due poltrone e un tavolino, sulla sinistra vi era una scrivania e la parete dinnanzi ad essa era occupata da un’enorme libreria affiancata da una grande vetrata che dava sulla terrazza. Steph ed io decidemmo che avremmo terminato l’anno scolastico da privatiste per poi tornare al mio vecchio liceo l’anno successivo mentre Harry avrebbe continuato a seguire i corsi di legge all’università di Doncaster; avevamo pensato a tutto, così da essere pronti per l’arrivo del piccolo Josh.

Un imprevisto accadde proprio qualche mese dopo il nostro ritorno nella mia città natale, era pomeriggio ed avevo una voglia matta di liquirizia, così indossai il cappotto coprendo il più possibile la pancia ormai enorme e mi diressi verso Tesco sperando di non incontrare conoscenti; entrai nel negozio, andai dritta verso il banco delle caramelle, pagai quello che avevo preso ed uscii in pochi minuti. Ero a qualche isolato da casa quando li vidi dall’altro lato della strada, seduti su un muretto e ridere e scherzare; c’erano proprio tutti, Niall con la sua immancabile chitarra e Alex al suo fianco, Zayn con un piede contro i mattoni e la sigaretta tra le labbra che parlava con Liam, riconobbi la chioma riccioluta del mio migliore amico di spalle mentre parlava con LUI… Strinsi forte tra le dita la stecca di liquirizia che stavo mordendo, le lacrime bussarono ai miei occhi e non ebbi la forza di respingerle perché proprio in quel momento arrivò una ragazza che gli lasciò un bacio sulle labbra per poi salutare la mia migliore amica, non riuscii a riconoscerla finchè non si voltò per fare una smorfia di saluto ad Harry.

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