"Il linguaggio dell'amore è un linguaggio segreto e la sua espressione più alta è un abbraccio silenzioso."
-Robert Musil
Catanzaro, 16 agosto 2016
L'estate stava giungendo al termine, così come le mie ferie e presto sarei dovuta tornare a Milano, ma ciò non mi dispiaceva, né mi pesava, poiché svolgevo il mio lavoro con passione ed impegno.
Certamente mi sarebbe mancata come al solito la mia terra ed i miei cari, ma nel mio cuore, sapevo che sarei ritornata di tanto in tanto.
Quella mattina faceva un gran caldo ed insieme a mia sorella e Damiano, che era arrivato qualche giorno prima, per farmi compagnia, avevamo deciso di andare a fare un bel bagno al mare.
«Giada, dai muoviti!» la incitai, guardando l'orario.
«Finisco di truccarmi e arrivo» rispose.
«Ti stai truccando? Sul serio? Stiamo andando al mare, non alla settimana della moda di Milano!» sbuffai.
«Lasciala stare, non muore nessuno se arriviamo un po' più tardi in spiaggia» rispose Damiano, accarezzandomi le spalle.
«Più che altro non capisco perché si stia truccando, mentre io sembro un cadavere appena resuscitato» dissi, facendolo ridere.
«Non è vero, sei un po' pallida, ma non eccessivamente. E poi, sei bella così come sei» sorrise.
«Sei un po' ruffiano, però ti amo lo stesso» sorrisi anche io, stampandogli un bacio sulle labbra.
«Eccomi, sono pronta» disse mia sorella, presentandosi con un copri costume bianco, un cappello di paglia in testa e gli occhiali da sole.
«Ecco, ora che Jennifer Lopez è arrivata possiamo andare» scherzai mentre mia sorella e Damiano risero.
«Divertitevi» disse mia mamma, facendo capolino dalla cucina.
«Grazie mami» sorrisi, per poi uscire di casa.
***
Arrivati sul lungomare, non fu difficile trovare parcheggio e, appena scesi dalla macchina, ci avviammo verso la spiaggia.
«Marta, Chiara mi ha mandato un messaggio, anche lei è in spiaggia, se non ti dispiace vado» mi disse Giada.
«Tranquilla, però stai attenta. Se ti serve qualcosa chiamami, okay?» dissi.
«Ti ricordo che anche se sono la minore...» tentò di controbattere.
«... Sí, va bene, non sei più una bambina piccola. Ciao» risposi, sbuffando.
Giada salutó anche Damiano, dopodiché andò dalla sua amica.
«È bello vedere come ti preoccupi per lei» mi disse Damiano, sistemando l'asciugamano sulla sdraio.
«Peccato che lei non apprezzi» risposi, rimanendo in costume e sedendomi all'ombra.
«Secondo me lei lo apprezza invece, però sai cosa? Ha quasi ventidue anni e naturalmente sentirsi fare delle raccomandazioni le può dar fastidio, si sente matura e responsabile, ma tu fai più che bene a fargliele, assolutamente. Non sai mai cosa può accadere» disse, accarezzandomi il viso.
«Effettivamente, forse la presso troppo e dovrei fidarmi un po' in più di lei» riflettei.
«Non la pressi, sei apprensiva, tutto qui. Ma sei una brava sorella maggiore, davvero. E ti capisco, anche io spesso battibecco con mio fratello per cavolate, seppur lui abbia ventinove anni ed io quasi trentuno» disse.
«Grazie» risposi, per poi stampargli un lieve bacio sulle labbra.
Dopo aver messo la protezione 50, ci avviammo mano nella mano verso la battigia e sentire quella sensazione di fresco sotto i piedi, mi fece per un attimo rabbrividire.
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Trust Me. || Damiano Carrara.
Fanfiction"Trust me": "fidati di me." Poche parole, ma ricche di significato. "Trust me": ci sono io qui, per te. Lei, una timida ragazza dagli occhi castani, con alle spalle una laurea triennale ed una magistrale, entrambe conseguite con 110 e lode all'univ...
