Quattro.

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"L’amicizia può avvenire solo attraverso lo sviluppo del rispetto reciproco e in uno spirito di sincerità."
-Dalai Lama

Milano, 19 dicembre 2015

Quello sarebbe stato l'ultimo giorno di lavoro a Milano prima di tornare a casa per trascorrere insieme alla mia famiglia le vacanze natalizie.
Inoltre, sarei stata sola, poiché sia Anna che Antonio erano già partiti per tornare nelle rispettive abitazioni in Puglia e Campania, il giorno precedente.

Dopo la fatidica cena con i signori Lefebvre e la storta alla caviglia che avevo preso, sia io che Damiano parlavamo poco, anche per via dell'enorme mole di lavoro.

Quella mattina arrivai in anticipo in ufficio, mi sedetti dietro la scrivania ed iniziai a smistare le varie e-mail che non avevo avuto modo di leggere, dopodiché finii di sistemare alcune sciocchezze che non avevo terminato il giorno prima.

Con la coda dell'occhio, intravidi una figura passare e mi sembró proprio Damiano, che andava di fretta e che quindi non riuscii neppure a salutare.

Continuai a lavorare, risposi a centinaia di telefonate ed e-mail, fin quando, non decisi di andare a prendere un caffè, dato che stava per scoppiarmi la testa.

Infilai il cappotto, presi la borsa e scesi al bar.

«Buongiorno, cosa desidera?» mi chiese il barista.

«Il mio solito espresso amaro. Ah e se possibile, un caffè macchiato da portare, grazie» risposi.

Attesi qualche minuto, dopodiché bevvi il mio caffè, presi quello da portare, pagai e mi avviai nuovamente in ufficio.

Una volta entrata, andai dritta verso l'ufficio di Damiano. Presi un bel respiro e bussai.

«Avanti» disse.

«Si può?» chiesi, aprendo la porta e fermandomi sulla soglia di essa.

«Marta, vieni pure» sorrise, facendomi segno di avvicinarmi.

Avanzai lentamente verso la scrivania e appoggiai su di essa il caffè.

«Ti ho portato il caffè, macchiato come piace a te.» dissi.

«Grazie, sei gentilissima. Anzi, scusa se non sono passato a salutare stamattina ma ero di fretta, mi ero scordato di dover sbrigare una pratica e dovevo trovare il fascicolo» spiegò, alzandosi dalla sedia e venendo vicino a me.

«Spero tu abbia risolto» dissi.

«Sì, tranquilla. Tutto a posto. Tu piuttosto, hai un'aria distrutta... Stai bene?» chiese, mettendomi una mano sulla spalla, per poi spostarla sul mio viso, facendomi una carezza.

«Sì, sto bene. Sono solo stanca, ma per fortuna a mezzogiorno finisco» risposi, accennando un sorriso.

«Puoi andare a casa, se non ti senti bene» disse.

«No, non preoccuparti. Anzi, adesso vado a finire il lavoro che ho lasciato in sospeso. Passo a salutarti prima di andare» risposi, per poi andare verso la porta.

«Marta?» mi chiamò.

«Sì?» dissi, voltandomi per guardarlo.

«Quando hai il treno?» mi chiese.

«Alle sedici e dieci da Milano Centrale. Perché me lo chiedi?» domandai.

«Ti andrebbe di pranzare insieme? Così ci scambiamo anche gli auguri» disse.

«Andata, tanto la valigia è pronta, mi manca solo qualcosina da aggiungere» risposi.

«Bene, allora quando finisci passa a chiamarmi. Buon lavoro» disse.

Trust Me. || Damiano Carrara.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora