Quattordici.

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"Le incomprensioni sono così strane, sarebbe meglio evitarle sempre, per non rischiare di aver ragione, che la ragione non sempre serve."
-Tiromancino

Lucca, 3 settembre 2016

Le ferie stavano lentamente giungendo al termine e quello, sarebbe stato l'ultimo weekend di relax al mare prima di tornare al lavoro nella bella Milano.
Io e Damiano avevamo salutato a malincuore la Calabria e la mia famiglia e ci eravamo recati a Lucca, la sua città, che non avevo ancora avuto modo di vedere da quando stavamo insieme.

I suoi genitori erano felici di avermi rivista e finalmente, avevo avuto modo di conoscere anche Massimiliano, il fratello di Damiano, che si era sin da subito mostrato gentile e alla mano.

«Ecco, questa è Piazza dell'Anfiteatro» disse Damiano, quando arrivammo, di ritorno da una passeggiata dentro le mura della città.

«Lucca è proprio bella, mi dispiace non esserci potuta venire prima» risposi.

«Ci torneremo ogni volta in cui ce ne sarà l'occasione, amore» mi sorrise ed io lo baciai dolcemente.

Ne approfittammo per prendere un gelato, dato il gran caldo che faceva, poi passeggiammo un altro po' mano nella mano.

«Ma guarda un po' chi si vede! Il mio migliore amico torna a casa e non mi dice nulla» disse un ragazzo, venendoci incontro e levandosi gli occhiali da sole.

«Fra, ciao! Scusa ma siamo arrivati solo ieri sera tardi, non ci ho pensato» si scusó Damiano.

«Tranquillo, ti pare che mi arrabbi per queste cose? Piuttosto, chi è questa bella donzella?» scherzó, mentre io rimasi come una cretina, in preda all'imbarazzo.

«Lei è Marta, la mia ragazza. Amore, lui è il mio migliore amico» disse Damiano.

«Francesco, piacere di conoscerti» mi disse, tendendomi la mano e, notai che lui e Damiano avevano lo stesso tatuaggio.

«Piacere mio» risposi, stringendola.

«Ora che mi sto ricordando, per stasera avevo organizzato una rimpatriata con dei vecchi compagni di scuola, perché non venite anche voi due?» chiese.

«Cosa ne pensi?» mi chiese Damiano.

«Perché no? Va bene» risposi.

«Ottimo, allora ci vediamo a casa mia per le nove. Ora scappo, passo dalla salumeria prima che chiuda» disse, per poi congedarsi.

Io e Damiano continuammo a passeggiare per un po', mano nella mano.

«Noi portiamo il dolce?» chiesi.

«Sì, va bene... Prendiamo anche due bottiglie di rosso magari» rispose Damiano.

«Perfetto» dissi, stampandogli un bacio sulla guancia.

Pian piano, tra una chiacchiera e l'altra, tornammo a piedi verso casa.
***
La casa di Francesco era distante solo cinquecento metri da casa di Damiano, tanto che avevamo deciso di andare a piedi.

«Ragazzi, che piacere vedervi, benvenuti» disse Francesco, aprendoci la porta di casa.

«Grazie! Questi mi sa che ti conviene metterli in frigo» risposi rivolgendogli un sorriso cordiale, porgendogli il dolce, mentre Damiano gli porse in seguito le bottiglie di vino.

«Non c'era bisogno, non dovevate portare nulla» disse Francesco.

«Non ci saremmo mai presentati a mani vuote» risposi, dandogli un buffetto leggero sulla spalla.

Trust Me. || Damiano Carrara.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora