Fraintendimenti.

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Capitolo 6

Fraintendimenti.

True friends lie underneath,
These witty words I don't believe
I can't believe a damn thing they say, anymore
Liar you'll pay for your sins.

 
Quante volte, nei film, ci capita di assistere ad un vero e proprio fraintendimento?
Mille e mille volte.
Un fraintendimento è la causa scatenante di un cambiamento, è quel qualcosa che manca alla vita di tutti i giorni e la modifica in modo anche radicale; un fraintendimento può sconvolgere tutti i tuoi sogni, le tue convinzioni, i tuoi sentimenti, e tu non sei neanche pronto a reagire.
Perché un fraintendimento non si può neanche percepire, non si può neanche prevedere ed è per questo che ha un potere distruttivo, perché siamo umani, perché siamo travolti dalle passioni, perché l’ansia, lo stupore, la rabbia del momento non ci lasciano nemmeno un secondo per ragionare, non ci lasciano chiarire nulla, facendoci finire in errore.
E Vanessa, oggi che la biblioteca è stata chiusa per un guasto e ha passato l’intera giornata a sistemare casa, da sola, dato che quell’angelo, dopo lo stupido bacio della sera precedente, ha deciso di non farsi trovare di nuovo, Vanessa non può davvero prevedere che la sua vita, in pochi minuti, subirà un cambiamento piuttosto brusco.
In questo preciso istante si trova ad una festa, una cosa tranquilla, in un locale vicino casa, una festa dell’ultimo minuto che Clary ha organizzato per distrarla un po’, dato che l’ha sentita particolarmente giù di morale quella mattina, una specie di aperitivo tardivo a base di alcool –tanto per cambiare- e patatine fin troppo salate.
Tuttavia, Vanessa non ha per niente voglia di toccare un solo goccio di vino, dati i pessimi risultati a cui porta e si ritrova, quindi, a sgranocchiare svogliatamente la stessa patatina da circa dieci minuti, mentre i suoi pensieri vanno a scontrarsi sempre e solo sulla figura del suo angelo assente.
D’altronde, come dargli torto?
Gli aveva “assicurato” che non c’era motivo di essere gelosi delle persone che sono in discoteca e che ha fatto? Niente meno che limonarsi il primo sconosciuto che le è passato a tiro e proprio sotto lo sguardo di Luke: tombola, non c’è che dire.
Il senso di colpa la sta logorando, ha preso sonno ripetendo le sue scuse come se fossero preghiere, l’ha supplicato di farsi vedere e di sistemare le cose ma lui non si è degnato neanche di essere intravisto, semplicemente sparito nel nulla, invisibile pure ai suoi occhi e non solo a quelli del mondo, sparito da ieri notte e più visto, neanche nel corso di questa giornata.
Che sia partito in qualche posto lontano perché preso dalla rabbia?
Il che è possibile, dato che lui ha ali grandi e forti in grado di farlo arrivare a Perth in pochi minuti.
E quando torna?
Questo è il dilemma.
Tornerà? Oppure la lascerà sola?
E se tornerà… quando? Tra un mese? Un anno? Quando lei se lo sarà dimenticato?
Che, poi, lei è davvero in grado di dimenticare una persona come lui? L’unica persona che è sempre stata in grado di capirla e di ascoltarla pure nei momenti più difficili, crede davvero di poter dimenticare quei giorni? Crede davvero di potersi dimenticare quegli occhi azzurri che si specchiano nei suoi? O quei capelli color dell’oro? E quelle labbra che ha sempre sognato di sfiorare e che, al solo pensiero, le facevano comparire un sorriso ebete in viso?
Come può dimenticare un ragazzo, angelo, come lui? Come può dimenticare qualcuno che non ha mai avuto neanche la possibilità di toccare, di abbracciare, di baciare?
Perché Vanessa è fermamente convinta che ci deve essere una via di scampo da quella tortura, non è possibile che l’unica persona importante per lei non possa essere sfiorata, non c’è logica in questo, ci deve essere per forza una soluzione, tutti hanno avuto la loro occasione, perché loro due non possono avere la stessa fortuna?
Cos’hanno di diverso da tutti gli altri? Cos’ha di diverso la sua vita da non poterle garantire un qualcosa di positivo in grado di cambiare il corso degli eventi?
«Ciao» interrompe il flusso dei suoi nervosi pensieri una voce, non la sua voce.
Le iridi blu distolgono lo sguardo dal nulla, si alzano appena e si scontrano con iridi marroni a lei familiari, iridi marroni che l’hanno messo in quel casino: i capelli mori che, solo ora alla luce del locale, riesce a notare caratterizzati da qualche ciuffo biondo, gli occhi stranamente a mandorla e di un marrone intenso, quelle labbra carnose che se le ricorda piuttosto bene, soprattutto come hanno provato soddisfazione a giocare con le sue.
Nessun sorriso rivolto a lei, solo un grande senso di imbarazzo cade tra loro.
«Ciao, Calum» se lo ricorderà a vita quel fottuto nome, il nome di colui che l’ha inconsapevolmente aiutata a far scappare Luke, il nome bastardo che si ricorderà sempre, ogni volta che troverà la casa vuota.
«Come va?» chiede lui, giocherellando nervoso con le dita, le fa scrocchiare e il rumore rompe il loro silenzio, Vanessa non sa cosa rispondere a quella semplice domanda: dire la verità o usare la solita risposta di routine? Che poi… perché dovrebbe a raccontare a lui il motivo per cui sta uno schifo?
«Bene, tu?» e Calum sorride, lasciandole pensare che, obiettivamente, il suo sorriso è davvero tanto bello, è semplice e tenero, i suoi denti bianchi sono a dir poco perfetti, allineati quasi nel dettaglio, i suoi occhi diventano quasi più piccini quando sorride, sembra un orsetto, sembra tenero… ma è solo un bastardo che l’ha fatta finire nei guai.
«Ieri sera sei scappata via» ed ecco che lui deve tirare in ballo quel discorso: non può semplicemente dimenticarsi di quel bacio? Non è stato niente di che, almeno per lei.
I pensieri di Vanessa cominciano a imprecare contro ogni persona: contro Calum perché la vuole mettere in difficoltà; contro Clary che non capisce perché abbia chiamato pure lui per quella stupida festa, dato che lui con loro non c’entra nulla; contro Luke perché se fosse stato a casa avrebbero chiarito, avrebbero risolto e lei non si troverebbe faccia a faccia con un problema da risolvere; contro se stessa perché, porca puttana, non poteva usare la lingua per parlare invece che pomiciare con il primo che le è passato sotto il naso?
«Mi dispiace» abbassa lo sguardo, come se fosse l’unica soluzione: errore madornale non guardare negli occhi chi si deve letteralmente scaricare perché, lui, infatti, coglie questo suo gesto come pura timidezza e, senza pensarci due volte, prende la mano di lei tra le sue, gliela accarezza con fare così dannatamente gentile che Vanessa vorrebbe urlargli di smetterla, perché la sta solo mettendo più in difficoltà.
«Non ti devi dispiacere…» la sua voce calda non migliora la situazione «Io… ci tenevo a chiederti scusa, sono stato… beh, diciamo che non è troppo galante quello che ho fatto, mi ero appena presentato e… ho agito senza pensare. Ti chiedo scusa.» e perché Dio ha voluto farlo così bello e gentile? Perché la situazione continua a peggiorare ad ogni secondo che passa e lei trova sempre meno coraggio per dirgli che di lui non gliene frega nulla? Che quel bacio è stato solo un errore? Che era l’alcool a farla agire e non la sua volontà? Che lei è innamorata di un angelo che nessuno può vedere?
«Calum…» la voce non esce per niente, il suo volume è così basso che lui riesce a sentirla appena, il pollice di lui continua ad accarezzarle la pelle, quella sensazione che non prova da così tanto tempo, quella sensazione che vorrebbe provare con la mano candida di Luke intrecciata alla sua.
«Io… cioè, tu sei una bella ragazza, io… non voglio che ora tu mi veda solo come un coglione, ho sbagliato, mi pento di quel gesto, ma a me…» e lei non vorrebbe sentire la continuazione di quella frase «A me piacerebbe uscire con te, qualche volta, se ti va, ovviamente» e come si può, ora, con questo visino così gentile, sorridente e tenero, rispondere che no, non le interessa per niente uscire con lui in quel senso?
«Calum io… cioè, uscire… come amici, vero?» e al ragazzo è appena crollato un masso in testa perché ovviamente non intendeva uscire con lei come amico: se non fosse chiaro l’ha baciata la notte passata, l’ha baciata in bocca e con tanto di lingua, il suo fine non era per nessuna ragione al mondo trovare un’amicizia.
La mano di Calum si ritrae da quella di Vanessa, la ragazza trova il coraggio necessario a guardarlo negli occhi delusi, deve dirgli qualcosa di sensato, non se la può cavare con un “Non sei il mio tipo” o “Non mi piaci così tanto” perché, ne è sicura, quel ragazzo che ha di fronte è un tesoro che lei sta decidendo di lasciar perdere.
«Io… mi dispiace, Calum. Ieri sera ero senza controllo e… tentavo di… dimenticare» deglutisce «Io… sono innamorata di un altro e… ieri sera ero… arrabbiata con lui» bugia.
E Calum è letteralmente spiazzato, senza parole, dire che non se l’aspettava è usare un eufemismo, Vanessa è quasi sicura di vederlo sbiancare un po’.
Ma la loro conversazione non riesce ad avere un seguito dato che, Vanessa, ha davanti agli occhi l’immagine più inimmaginabile al mondo.
E, come per magia, il tempo sembra nuovamente andare a rallentatore.
Dietro di Calum, ci sono due figure, ma solo una le è familiare.
Quella fottuta camicia a quadri rossa, tirata su fino al gomito.
Quei fottuti jeans neri e stretti.
Quei fottuti capelli biondi alzati in una cresta.
Quei fottuti occhi azzurri che non stanno guardando verso di lei.
Quel nasino all’insù, che ha sempre desiderato sfiorare.
La figura di Luke, del suo angelo, vicino al bancone di quel locale, l’aria di chi non sa da che parte buttare gli occhi, l’aria di chi è nuovo a questo mondo.
Eppure, quella figura a lei tanto cara, la sta solo facendo imbestialire come non mai, perché Luke è appoggiato con la schiena al bancone, perché i suoi occhi non sono rivolti a lei che lo ha aspettato per tutta la giornata, gli occhi di Luke sono rivolti ad una ragazza che gli è davanti.
Una ragazza mora, i capelli corti e lisci, gli occhi che sembrano mangiarsi il suo angelo, un corpicino piccolo ma ben messo in due punti in particolare, un sorriso beffardo al quale lui risponde con tanto di fossette marcate sulle guance: parla con lui sotto lo sguardo di tutti, parla con lui e Vanessa non capisce più niente.
Che lei sia un angelo?
È il primo pensiero che le balza in testa, pensiero che, però, viene subito bruciato quando, il ragazzo ancora seduto davanti a lei, chiede «È lui il fortunato? Quel biondo?» e il mondo le cade addosso.
«Calum… tu… lo vedi?» chiede senza pensare a quanto sia stupida quella domanda.
«Sì? Quello che sta parlando con la moretta… No?» e Vanessa è sicura di non capirci più un cazzo.
Come fa a vederlo Calum?
Come fa a vederlo pure quella moretta?
Scuote la testa, deglutisce a vuoto, non ci capisce davvero niente, tanto che si alza di scatto, dimenticando la giacca sulla sedia e si dirige verso di loro, con passo deciso a chiarire i suoi pensieri.
Ma, ad appena pochi passi dall’angelo della sua vita, il colpo di grazia le fa balzare il cuore in gola, si sente raggelare il sangue e le gambe pronte a cedere: tutto avrebbe creduto possibile, ma non quello che le sue iridi blu stanno fissando.
Lei lo sta toccando.
Quella moretta lì, quella stronza micidiale, lo sta toccando, sta tenendo le mani del suo angelo, sta toccando la sua pelle candida davanti ai suoi occhi, lo tiene stretto e Vanessa è sicura di aver perso un battito.
E poi eccola, una lacrima, scende piano dal suo occhio e scivola sulla guancia rosea, scende silenziosa e calda, scende e Vanessa non la può controllare, una lacrima piena di tristezza e di delusione, una lacrima piena di dolore e di rabbia perché lui le ha mentito, perché lui sta toccando un’altra, perché lui può essere visto da tutti ma non gliel’ha mai detto, gliel’ha tenuto nascosto e lei non capisce il perché, non capisce perché le stia facendo questo, non capisce perché un angelo voglia solo la sua sofferenza.
Luke!
Si ritrova ad urlare dentro la sua testa, si ritrova ad urlare più di quanto i suoi polmoni permetterebbero, ma questo sembra l’unico modo per farlo voltare nella sua direzione.
E occhi azzurri si scontrano con occhi blu, occhi blu pieni di lacrime.
Ma ora è troppo tardi per spiegare: Luke nota solo adesso le mani della ragazza mora che tengono ben salde le sue, nota solo adesso che la persona che stava cercando lo sta fissando e sta piangendo davanti a lui, è tutto troppo tardi per poter risolvere la situazione perché, Vanessa, corre fuori dal locale, corre lontana e Luke non ha neanche il tempo di mettere in moto le gambe.
«Vane! Vane, ti prego! Fermati!» urla più forte che può, se solo potesse usare le sue ali, lei sarebbe già tra le sue braccia, ma tutti lo stanno fissando, tutti lo hanno sentito urlare, lui non è più solo un angelo invisibile, lui è un ragazzo qualunque, un umano tra tanti, che sta urlando ed infastidendo i clienti del locale.
E Vanessa è ormai già lontana per poter essere raggiunta, Vanessa scappa e non si guarda indietro, ma lui sa bene dove trovarla, lui sa bene che deve rimediare a questo grande casino.
 
 


Note di Nanek
Il motivo per cui oggi mi stavo completamente dimenticando di aggiornare è il contenuto di questo capitolo.
Cioè, la tristezza, perdonatemi, non so davvero cosa dire: quando tutto sembra andare per il meglio, BAM, tutto crolla.
Però, c’è da dire che questa storia non sarà eternamente triste, vi chiedo di aspettare, di essere speranzose: per Luke e Vanessa non sarà tutto buio ;)
Ma…. Tipo che nessuna di voi prova simpatia per Calum? :D non so, qualcuno che dica “Luke, sei un angelo, fatti da parte e lascia che un umano la renda felice”? :D nessuno nessuno? Io chiedo :D
Bene, direi che chiudo.
Vi ringrazio come sempre per tutto quello che fate per questa storia <3
Se volete scrivere qualcosa su Twitter, per interagire con me, usate il solito hashtag: #anAngelinDisguise.
Ci vediamo presto care <3
Aspetto le vostre recensioni e grazie per tutto quello che fate, grazie davvero di cuore <3
Nanek
 

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