SOLE
Una settimana prima
«Bevilo! Bevilo! Bevilo!» urlo a June, che si sta scolando uno shot dietro l'altro. Ha sfidato un gruppo di idioti pene-dotati che credono che solo perché è una ragazza, non regga l'alcol come loro. Non sanno quanto sbagliano. June li sta battendo tutti, uno dopo l'altro. Due di loro sono già scappati a vomitare in bagno, il terzo sembra non reggersi in piedi e il quarto sta per arrendersi, mentre lei è alticcia ma ancora piuttosto in forma. Abbiamo attirato l'attenzione di altri avventori del locale ma ignoro il capannello di persone che ci circondano. Saltello assieme alle altre incitando June, finchè sbatto con la schiena contro qualcuno. Mi affretto a voltarmi e chiedere scusa, ma il tizio non sembra contrariato.
«Non ti preoccupare, non mi sono fatto niente. Tu stai bene?»
«Certo, perché?»
«Be' contro questi muscoli, ogni tanto qualcuno finisce per farsi male» dice indicandosi il petto. Scoppio a ridere per il suo tentativo di approccio e inaspettatamente, anche lui ride. «Sai, avevo paura che mi tirassi un calcio nelle palle dopo quella battuta» confida quando ritorna serio. Lo guardo incuriosita.
«Quindi non intendevi provarci con me?»
«No, ma vorrei provarci con quella» dice indicando June «cazzo, una che beve più di me. Potrei chiederle di sposarmi» dice assorto e devo trattenere un altro sorriso.
«È mia amica, se vuoi dopo te la presento.»
«Ci conto! Allora non ti perderò di vista, se no finisce che ve ne andate e mi lasciate qui ad aspettare come uno stupido» dice convinto.
Dieci minuti dopo stiamo parlando del più e del meno, soprattutto di June a dire il vero e sono contenta che la mia amica interessi a uno del genere. Un bel ragazzo, spigliato e divertente. Magari è un serial killer, ma per adesso sembra innocuo. «Vieni, la gara è finita» dico prendendolo per un braccio e trascinandolo verso di lei. Lo sospingo fino a June e poi le urlo che lui la vorrebbe conoscere, o magari sposare e lei ride. Li lascio soli e mi dirigo al bancone a prendere da bere, ma vengo fermata da un ragazzo alto, con la camicia chiara e attillata sulle braccia.
«Hai trovato la sua anima gemella, vedo» dichiara.
«Come scusa?»
«Hai trovato la donna ideale per il mio amico» dice indicando la coppia poco distante da noi.
«Non sapevo fosse in compagnia» ribatto.
«Sono uscito per telefonare e quando sono rientrato stavate parlando, non ho voluto disturbare, ma poi tu lo hai lasciato con la tua amica e ho pensato che potevo provarci io, con te.»
«Hai pensato male. Capita, non fartene una colpa» ribatto dandogli una pacca sulla spalla, per consolarlo.
«Ironica e sprezzante. Mi piaci» annuncia con un sorriso che rischia di farmi capitolare. Le mie labbra si tendono all'insù, incapaci di resistere a questa faccia da schiaffi. Alza e abbassa le sopracciglia in modo talmente forzato che è comico, non posso farci nulla.
«Sei divertente, lo ammetto» dico osservando la sua reazione.
«Sono tante cose, potresti trovare un aggettivo per ogni lettera dell'alfabeto» replica sfrontato.
«Alla emme credo scriverò modesto, allora.»
«Puoi giurarci» dice alzando la mano perché io gli dia il cinque, poi afferra la mia mano e mi attira verso di lui. «Alla a, potresti scrivere adulatore. Vedi, sono bravo anche a suggerire. Ci, come consigliere» prosegue.
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Sage
RomansaSage Thompson è un imprenditore di successo. Uno di quelli che sa cosa vuole e purtroppo per Sole, ora vuole lei. Più di qunto lui sia disposto ad ammettere. Lei, abituata a vivere ai margini per sua scelta, non vuole cedergli, nonostante il deside...
