-Paul-
Era passata un'ora dalla chiamata di John, e come promesso, i quattro si erano presentati davanti la sua dimora. George aveva il viso gonfio e un enorme cerotto sul naso e Ringo un occhio nero, fortunatamente non erano feriti gravemente, ma sembravano entrambi molto stanchi. Immediatamente li fece accomodare nel salone, dove aveva sistemato dei panini e dell'acqua fresca per poter pranzare.
"Cos'è successo?" Chiese in modo diretto osservando gli amici, che si fissavano quasi in modo imbarazzato, tranne George, che disse:
"Ti spiegherò tutto, anzi vi spiegherò tutto." George, così iniziò a raccontare l'accaduto, partendo dal motivo della sua presenza costante nella casa, fino al suo dialogo con l'aggressore. Una volta finito il racconto disse:
"Mi dispiace di non avervi parlato dei miei sospetti, ma non volevo farvi preoccupare, soprattutto a te Paul. Non meriti di subire le mie paranoie." Sapeva che George non gli aveva detto niente per il suo bene, ma avrebbe sicuramente voluto sapere della presenza di uno stalker, soprattutto per la sicurezza di Linda e Heather, più che per la sua.
"Lo so," disse rassegnato, "Ma se l'aggressore ha attaccato solo te, come mai anche Ringo e John sono feriti?"
"John mi ha colpito pensando che fossi l'aggressore." Rispose Ringo, che teneva una busta di fagioli congelati sull'occhio.
"Io invece mi sono lanciato contro un muro per evitare di essere investito da una macchina." Gli rispose John, che si trovava seduto vicino a Yoko, la quale, mentre parlava gli teneva del ghiaccio sul braccio.
"Prima che riuscisse a scappare comunque, sono riuscito a parlare con lui e mi ha detto due cose. La prima era che io lo conoscevo già. La seconda era che lo avrei rivisto. Ero senza occhiali, quindi non ho potuto vedere il volto dello stronzo, ma la sua voce mi è familiare."
"Non ti ha detto altro?" Chiese George, con fare pensieroso.
"No. Però ora che ci penso...quello potrebbe essere lo stesso uomo che ho visto a Cheapside, l'abbigliamento era molto simile." Un silenzio invase la stanza. John aveva ragione, poteva essere lo stesso uomo. Ma se era lui l'uomo di Cheapside, poteva essere anche...oh cazzo...era quasi sicuramente uno dei suoi aggressori. Era tutto così logico. Poteva essere solo lui. Lo stalker. La stessa persona che quella dannata sera, lo aveva attaccato sapendo che in quel momento era vulnerabile, in quanto lo osservava. L'unica persona che poteva sapere della sua presenza a Cheapside. L'unico essere che Martha potrebbe odiare così tanto. Doveva essere sicuramente lui.
"John..." Disse con voce tremante. "Penso che... l'uomo che sei riuscito a prendere... fosse uno dei miei aggressori." Finita la frase, sentì all'improvviso freddo, come se si trovasse fuori casa, d'inverno, senza vestiti. Cominciò a tremare violentemente, neanche il fuoco del caminetto riusciva a riscaldarlo. I pochi ricordi che aveva dell'aggressione gli riaffiorarono in mente. Le urla di terrore che aveva lanciato senza essere udito da nessuno, il dolore che aveva provato quando lo avevano colpito. Voleva smettere di farsi venire in mente queste cose, ma era come in un loop. La testa gli faceva male, e non riusciva più vedere e sentire nessuno. Mentre stava candendo in questo vortice infinito, una voca lo richiamò alla realtà. Era quella di John, che si era chinato davanti a lui e lo fissava con uno sguardo colmo di preoccupazione:
"Paul." Al richiamo, alzò la testa, per poter guardare negli occhi il suo amico. "Penso che tu abbia ragione. Però, non temere. Ricorda che ti ho promesso che ti avrei protetto a ogni costo ed io intendo mantenere la mia promessa. Non permetterò mai che ti accada qualcosa."
"Ma John, io non ho paura per me! Ho paura per voi! George si è fatto male a causa mia!"
"Non è così." Disse il Beatle più giovane. "Sono io che l'ho voluto affrontare da solo e questo è stato il risultato. La prossima volta saremo preparati e saremo insieme. Infondo questo matto ha sfidato i Beatles." Avevano ragione, questa volta li aveva colti impreparati, ma quando lo rincontreranno, non gliela faranno passare liscia.
-Settimane dopo...-
-John-
Erano passate alcune settimane dall'attacco a George e loro avevano iniziato a registrare il loro nuovo ed ultimo album insieme. Le registrazioni erano andate piuttosto a rilento all'inizio, a causa della contusione al suo braccio, che gli doleva ogni volta che suonava in modo troppo veloce. I want you (she's so heavy) l'avevano dovuta ripetere varie volte a causa del terribile dolore che sentiva. Tralasciando questo intoppo, per il resto andava tutto molto bene. Lo stalker, dopo aver ferito George non si era più presentato vicino casa di Paul e nemmeno davanti le loro abitazioni, almeno a loro così pareva, così iniziarono a pensare che magari si fosse arreso dopo essere stato quasi catturato. Sfortunatamente non era così. Era sera, avevano deciso di fermarsi un po' più del previsto per poter registrare Octopus Garden. Durante la registrazione, Ringo propose di fare una leggera pausa, l'idea fu ben accolta da tutti. Mentre Paul, George e Ringo parlavano, lui e Yoko decisero di prendere qualcosa alla mensa. Mentre si trovavano nel corridoio, sentirono degli strani rumori provenire dall'ingresso, ma non gli diedero molto peso. Abbey Road, infatti, è uno studio molto famoso e usato, inoltre non erano l'unica band a registrare a quell'ora. Quando la pausa finì tornarono nello studio pensando di poter riprendere la registrazione della canzone da dove l'avevano interrotta, peccato che non fu così. Uno sparo improvviso si sentì nella sala, dopo poco che fu entrato e la mano di Yoko scivolò via dalla sua presa. Prima che potesse girarsi per vedere cosa stesse succedendo, qualcuno lo spinse a terra, facendolo cadere di faccia.
"Visto Lennon. Mantengo sempre le mie promesse." Disse l'uomo del vicolo, mentre teneva la sua pistola puntata sulla testa della povera Yoko, che aveva bloccato col suo braccio.
"YOKO!"
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Tutto il mio amore
FanfictionI Beatles non esistevano più. Questo era evidente a tutti. Non erano più uniti come una volta, erano cambiati. John era interessato solo al suo futuro con Yoko, George e Ringo alla loro carriera da solista. Mentre Paul...be lui non sapeva cosa fare...