-Ringo-
Questa era una delle giornate più brutte della sua vita. Ciò che stava andando male, ora, sarebbe di sicuro andato peggio con l'amnesia di Paul. Quando era salito in macchina, subito dopo la visita in ospedale, dovette reprimere il suo fortissimo desiderio di alcol, in quanto essere sbronzo in questo momento sarebbe di sicuro stato inutile. Non appena arrivò a casa, dopo aver spiegato a Maureen l'accaduto, iniziò a fare le telefonate a lui incaricate. Di sicuro la più dolorosa fu quella che fece a Linda. La ragazza, era sconvolta e si sentiva dalla voce che stava trattenendo le lacrime.
"Ringo... io non posso tornare, non sai quanto ciò mi faccia male dirlo. Ho lasciato Heather dai miei genitori e sono in viaggio con gli Stones. Non posso nemmeno chiedergli di cambiare fotografo per il tour."
"Lo so Linda, Paul me lo aveva accennato. Ma non ti preoccupare penseremo noi a lui in questi tre mesi."
"Ringo promettimi una cosa." Disse la ragazza leggermente rassicurata.
"Ma certo dimmi tutto."
"Promettimi che ci sarete sempre per lui e che lo aiuterete a qualunque costo a recuperare la memoria. Te ne prego."
"Linda non c'era neanche bisogno di chiederlo. Te lo prometto. Ti prometto, anche, che faremo il possibile per acciuffare chi gli ha fatto ciò."
"Bene, ora mi sento più tranquilla. Allora domani proverò a chiamarlo. Ora devo andare Ringo. Ti saluto."
"Ciao Linda, buon lavoro." Povera ragazza. Lui non saprebbe nemmeno cosa avrebbe fatto, se fosse successa una cosa simile alla persona che ama, sapendo che non gli sarebbe nemmeno potuto stare accanto. Questa situazione era davvero terribile e faceva aumentare il suo desiderio di una sbronzata, già fortissimo. Avrebbe pure prese la bottiglia di bourbon che si trovava accanto a lui, se i suoi pensieri non fossero stati interrotti da uno squillo.
"Pronto?"
"Ringo, sono George." perché George lo stava chiamando? Si erano separati solo tre ore fa. Forse era successo qualcos'altro a Paul. Cielo sperava proprio di no, non sarebbe proprio riuscito a reggere un'altra brutta notizia oggi.
"Paul sta bene?"
"Cosa? Certo che sta bene...cioè, sta come prima...anzi forse leggermente meglio. Comunque, non ti avevo chiamato per questo. Ti volevo chiedere se fossi d'accordo con John nel portare domani Paul in studio."
"Paul in studio...domani...non ne sapevo niente. Comunque non mi sembra un'ottima idea."
"Sapevo che l'avresti pensata come me. Secondo John, portandolo li, potrebbe ricordarsi qualcosa. Secondo me lo stressiamo e basta." John non aveva tutti i torti. Magari portandolo a Abbey Road, ora che non era più confuso, come questa mattina, avrebbe potuto ricordare qualcosa.
"George, John ha ragione."
"Cosa?!"
"Se se la sente, sarebbe utile per lui. Sta mattina era in uno stato confusionale e non ha riconosciuto il posto. Magari essendo tranquillo potrebbe ricordarsi qualcosa e noi potremmo pure aiutarlo suonandogli qualcosa. Non è necessario che lui suoni. Però sono d'accordo con te sul fatto che domani è troppo presto, magari possiamo portacelo la prossima settimana." Dopo alcuni secondi di silenzio il chitarrista disse sospirando:
"Come sempre hai ragione. Mi stupisce che John abbia pensato a tutto ciò."
"George lo sai quanto me, che è quello rimasto più scioccato dalla situazione."
"Lo so..." disse poco convinto l'amico "Grazie per l'aiuto Ringo ora ti saluto, che sto morendo di sonno."
"A domani George."
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Tutto il mio amore
Fiksi PenggemarI Beatles non esistevano più. Questo era evidente a tutti. Non erano più uniti come una volta, erano cambiati. John era interessato solo al suo futuro con Yoko, George e Ringo alla loro carriera da solista. Mentre Paul...be lui non sapeva cosa fare...