12.

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Lo sguardo di Jorge brilló, come se si fosse offeso per le sue parole. Martina stava per rimpiangere quello che aveva detto quando vide quel sorriso beffardo apparire sul volto del moro.

-Martina, non sono così cattivo- rise, negando con la testa -Va bene, sarò un po' narcisista e satiro, ma non mi credo superiore a nessuno né meglio di nessuno.

-Aha, certo. E io sono Tayra Banka- disse lei infastidita, con tono sarcastico.

Jorge sorrise, ma non quel sorriso beffardo cui era abituato fare. Se non fosse stata così arrabbiata, avrebbe pensato che fosse il sorriso più dolce e tenero di sempre.

-Non è così, tu sei più bella.

Per quanto provasse a evitare che le sue guance si riscaldassero, era impossibile evitarlo, ma non pensava che lui se ne sarebbe accorto.

-Che altra scusa userai per incastrarmi con te, Jorge?- chiese lei divertita ma arrabbiata-Dirmi che sono bella? Dire che sono la donna più perfetta del mondo?

Jorge strinse le spalle con nonchalance.

-Non c'è molto che tu non sappia già, credo non sia necessario che te lo dica.

-Sbagliato- disse lei incrociando le braccia sul petto -Perché stai cercando di metterti con me? Non sono stupida, sono molto lontana dall'assomigliare alle bionde vuote e facili con cui esci.

-Penso che tu mi conosca, sin da piccolo, quando voglio qualcosa lo ottengo.

-Sono un capriccio?- chiese di nuovo arrabbiata. Jorge negó lentamente con la testa.

-Pensa ciò che vuoi.

-Jorge! Sei esasperante! Non so perché ogni volta che sono vicino a te mi viene voglia di strangolarti...

-Si, me lo avrai detto mille volte...

-Parlo sul serio! Mi hai già calpestata una volta! Non pensare che farò in modo che tu lo faccia di nuovo!- scappò correndo, non avrebbe lasciato farsi vedere da Jorge così debole. Si chiuse nella sua stanza.

-Martina?

-Lasciami in pace, Blanco!- urlò dall'altra parte della porta.

-Non ti rinchiudere come una bambina piccola, esci da lì, parliamo.

-Non voglio parlare con te.

-Martina- chiede supplicando -Sono serio. Esci da lì.

-Anche io sono seria: vattene da qui.

-Se non ricordi, è casa mia.

-Non é casa tua, é dei tuoi genitori. E per i tuoi genitori, io sono la responsabile di tutto.

Jorge sospirò frustrato, non si sarebbe messo a discutere con Martina sapendo la testa dura che aveva. Scese in cucina e prese un coltello per poi metterlo nella serratura, e con un giramento leggero, aprì la porta.

-Ma è impossibile disfarmi di te oh!- grugnò Martina quando lui chiuse la porta alle sue spalle.

-Giusto, Tinita- rispose lui girando la testa.

-Sei peggio di una mosca- disse lei in un sospiro, Jorge rise ma lei era lontana dal voler scherzare. Si sedette al lato suo nel letto.

-Tini ero solo un bambino- mormorò lui.

-Ed eravamo amici- per la prima volta lei lo guardò negli occhi -Questo non te ne è importato.

-Quanto tempo è passato? 10 o 11 anni? Perché non fai meglio a dimenticartene?

-Mi sono già dimenticata di questo, mi sono dimenticata della nostra amicizia è di tutto ciò che abbiamo fatto insieme, ma non vuol dire che mi sia dimenticata di quanto il tuo cuore sia diventato nero. Sei molto diverso da come dovresti essere.- Lei negó con la testa, malinconica -Tu non sei Jorge Blanco, non so chi sei.

-Cambiamo tutti.

-Si, usa la scusa che vuoi. Io in ogni caso non dimenticherò mai quello che mi hai fatto.

-Mi dispiace davvero.

-Ti dispiace?- chiese lei ridendo ma senza nascondere la sua rabbia e la lieve tristezza nella sua voce. Negó con la testa. -A te non dispiace, nemmeno ti importa. Vuoi solo portarmi a letto.

-Martina, voglio stare con te, e non solo per quello- le sussurrò all'orecchio.

-Certo- rispose lei, nemmeno minimamente dall'essere d'accordo -Jorge, che stai facendo?

Le labbra di Jorge erano sul suo collo. L'afferrò dalla vita e la spinse a se. Prima che Martina potesse dire qualcosa, Jorge aveva già coperto la bocca con la sua.

<<Arrenditi, l'unico modo per farti lasciare in pace è quello di dargli ciò che vuole, solo una scopata>>

Martina chiuse gli occhi con forza, allontanando le lacrime che minacciavano di uscire e si afferrò con forza al collo di Jorge. Era abbastanza.

La fece sdraiare con lui addosso, mentre lui la baciava così dolcemente che pensava che non si fosse reso conto che Martina l'aveva lasciato andare oltre. Sapeva che ne sarebbe uscita ferita di nuovo, ma non aveva intenzione di continuare a lottare contro Jorge. Pensava che finendo a letto con lui, l'avrebbe smessa di infastidirla; lo conosceva abbastanza da sapere che Jorge Blanco non andava a letto con una sola ragazza per molte volte, meno se non era abbastanza eccitante e Martina sapeva che era lontana dall'essere come le sgualdrine di Jorge.

<<E ora tu sei una di loro>>

Ignoró la vocina nella sua testa e lasciò passare la lingua di Jorge quando questa si fece strada per esplorare la sua bocca. Le carezze di Jorge furono come fuoco sulla sua pelle bruciandola, eccitandola. Jorge grugnò qualcosa di illeggibile sulle sue labbra e tornò ad attaccare il suo collo. Martina spinse la sua testa all'indietro per dargli un maggiore accesso a quella zona. Lui aggrovigliò le sue mani tra i suoi lunghi capelli castani un secondo prima di baciare dolcemente la sua mandibola.

-Che fate?

Jorge si separò da Martina con un verso. Amaba la sua sorellina ma spesso era la persona più inopportuna del mondo.

-Niente Jazz, che succede?- chiese Jorge alzandosi dal letto.

-Ma se vi stavate baciando...

-Lo so- mormorò frustrato -Che c'è?

-Ho fame- rispose lei.

-Fame?- chiese aggrottando la fronte. Dopo sospirò frustrato -E cosa vuoi che faccia io?

-Cibo?- chiese lei, come se fosse la cosa più ovvia del mondo. Il punto era che SÌ lo era.

-Ok, ok. Ti farò un panino, è ora di merenda.- mormorò lui. Jazzy sorrise e se andò. Jorge la guardò. Martina non seppe indovinare a cosa si riferisse il suo sguardo, ma non l'avrebbe stranita se fosse stato un "non finisce qua". Sparì dalla porta dietro Jazzy.

Nuovo capitolo!❤️❤️
Dovevo farmi perdonare in qualche modo, no?🥰
Jorge è proprio un rompipalle eh...

Se il capitolo vi é piaciuto, lasciate una stellina e quel che commento❤️✨

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