Entrai in casa dove c'era uno strano silenzio che era impossibile da ottenere con due bambini piccoli che giocano, corrono e saltano per i corridoi. Entrai in cucina per bere un bicchiere di qualche bibita, ma quando aprii il frigo mi accorsi che sul frigo c'era attaccato un post-it; chiusi di nuovo lo sportello e presi la nota incollata:
"Siamo al parco con i bambini, vi abbiamo lasciato questa nota per non farvi preoccupare in caso arriviate prima di noi e non ci troviate"
Stropicciai la carta e la buttai nella spazzatura perché tanto non sarebbe più servita.
La mia testa continuava a far muovere gli ingranaggi e io ormai non sapevo che pensare esattamente. Non avevo idea di quale fosse il motivo per cui sentivo ancora le labbra formicolare e sentivo il buonissimo odore di Jorge impregnato nel mio naso. Non capivo nemmeno la senna azione di vuoto nel petto, qualcosa di complicato da spiegare a parole.
Tantomeno capivo quel dolore nel petto al vederlo salutare quella stratosferica bionda con un top striminzito e shorts che sembravano mutande. Era stupido sprecare pensieri in qualcuno come Jorge Blanco, non li meritava e io sapevo benissimo che non sarebbe stata una buona idea continuare a cercare di dare un senso al discorso di Jorge; questo era Jorge: zona pericolosa, puoi entrare senza uscirne mai più o entrare e uscirne con vita, ma non c'erano troppe opportunità per questo.
Mi sono già innamorata di Jorge un tempo, quando avevo 8 anni, e andare di baci e flirt con lui non era una buona idea se non voglio che succeda di nuovo.
Improvvisamente i miei pensieri mi soffocarono e sentii come se una pietra che pesa una tonnellata mi fosse caduta addosso, Stavo mettendo la parola "innamorarsi" e "Jorge" nella stessa frase? Lo avevo fatto prima e non me ne ero accorta?
Cammino da un lato all'altro nella sala spaziosa senza sapere che cosa stia facendo esattamente. Dovevo dimenticarmi di quel fatto, ultimamente avevo troppe cose in testa come per pensare in cose coerenti e meno se si relazionano con Jorge Blanco Guereña.
Quando guardai l'orologio e scoprii che erano già le 4 del pomeriggio, sono passate due ore da quando ho iniziato a pensare a queste sciocchezze. Sentii il rumore di una chiave girare nella porta, o era Jorge o erano i suoi nonni, e sinceramente se fosse stata la seconda opzione l'avrei preferito.
Ma invece è Jorge, arriva con l'aria sbarazzina e un enorme sorriso in faccia. Ed è lì che mi altero senza nessuna ragione. Per il bacio? Perchè mi è piaciuto? Perchè probabilmente questo sorriso è dovuto a quella bionda? Oh santo cielo!
-Non sei entrata con me al ristorante- disse e io lo evitai entrando in cucina a fare non so cosa, ma lui mi seguì perciò non ebbi altra scelta se non rispondergli.
-Sembravi occupato, non avevo nemmeno tanta voglia di continuare a passare il mio tempo con te.
-Qualcosa mi dice che l'ultima frase non è vera- disse mentre si avvicinava con passi sicuri a me, che non potei evitare di retrocedere -Di sicuro possiamo passare del tempo insieme, come in spiaggia, sono sicuro che quello che è successo in spiaggia lo hai adorato, come anche fuori dal ristorante.
Avrei protestato.
Sì.
Se soltanto mi fosse uscito qualcosa dalla bocca.
-Vieni qui- mi disse prima di afferrarmi dalla tasca anteriore del pantalone, avvolgermi tra le sue braccia e baciarmi ipnoticamente.
Mi lasciai trasportare da quelle dolci e calde labbra mentre mi chiedevo perchè io fossi così testa vuota, ma ogni pensiero coerente fu cancellato dalla mia testa nel momento in cui le fredde mani di Jorge si misero sotto la mia maglia e si posarono sulla pelle nuda dei miei fianchi.
Conoscendo Jorge sapevo che questo era un segnale del fatto che gli sarebbero bastati dei semplici baci.
E a me nemmeno.
Ok.
Questa si può considerare come una delle più grandi stronzate commesse nel mondo, perchè sto entrando nel terreno proibito sapendo che niente di buono ne sarebbe uscito da lì, ma io volevo entrarci per esplorare l'ignoto e avere la speranza che qualcosa di buono ne sarebbe uscito da tutta questa storia; anche se so già che non sarà così, non importa, perchè Jorge bacia tremendamente bene e la sua bocca sa di dentifricio alla menta, lui profuma meravigliosamente di quel profumo che ha nella doccia e l'aggiunta di qualche profumo dall'aroma sconosciuto, e in più c'è quell'odore che gli appartiene, solo suo, quell'odore di terra bagnata che tanto adoro.
-Ti piace tanto quanto a me, vero?- mormorò sulle mie labbra e tornò a baciarmi -Perché io lo amo, potrei abituarmi a baciarti tutto il giorno.
Oh no! Abituarsi? Nemmeno per sogno! Lui potrebbe abituarsi a baciarmi come lo sta facendo adesso, ma io non lo avrei fatto, perché Jorge è pericoloso, qualcosa che ti piacerebbe provare una volta ma senza mai più provare l'esperienza, come la montagna russa più alta del mondo; sembra una comparazione idiota, ma è così con Jorge, come una montagna russa: ti spaventa, sai che è pericolosa, mortale, ma vuoi comunque sentire l'adrenalina e vivere l'esperienza.
Oh cazzo, non so se è stata la mia immaginazione, ma ho lasciato uscire un piccolo suono dalla mia bocca che non sarebbe dovuto uscire, lasciando allo scoperto l'enorme piacere che provavo al baciarlo. E così come predissi è stata una cattiva idea, perché Jorge intensifica il bacio e mi stringe di più contro di se.
Questo è momento, il momento in cui ho bisogno di fermare tutto prima che succeda di più, ma le forze hanno abbandonato il mio corpo e non posso nemmeno -o voglio- togliere le mie braccia dal suo collo, non voglio separare nemmeno le nostre labbra nè i nostri corpi. Questa sensazione è inebriante come la droga, ma sapevo che a lungo andare qualsiasi droga in eccesso finiva per diventare molto, molto dannosa.
Mi alzò sul bancone e si mise tra le mie gambe, ed io visto che sono così prevedibile (stupida), roteai la sua vita con esse e lo attrassi di più verso verso di me. Le mie mani andarono tra i suoi setosi capelli e quando Jorge fece uscire un gemito mi sentii così soddisfatta che mi fece rimanere perplessa.
Non potei evitare di pensare nemmeno che lo avevo già incontrato in questa posizione con la bionda non molto tempo fa, nella stessa cucina, sullo stesso bancone, e questo mi innervosì abbastanza.
Ma non mi importa, per qualche motivo, questo non mi fa voler fermare quello che sta succedendo, in realtà, voglio che succeda di più; voglio toccarlo, esplorare la sua bocca come lui lo fa con la mia, ma non mi sento abbastanza in confidenza per farlo.
-Dai bella, puoi fare ancora meglio di questo- mormorò come se leggesse i miei pensieri, incitandomi all'essere ancora più azzardata di quello che pensassi.
Andiamo, non è la prima volta che andavo oltre ai baci con un uomo, ma per qualche motivo mi sentivo come una sciocca liceale; solo che lo dimenticai subito e scesi con le mie mani sul suo corpo, che si fermarono prima sul suo collo e lo avvicinarono di più a me, poi toccarono le sue spalle e ricorsero le sue braccia muscolose per poi andare sotto la sua maglia e fermarsi a riposare sul suo petto. Jorge mi prese dalle cosce e le spinse di più verso di sè lasciandomi quasi fuori dal bancone e ovviamente, completamente appiccicata a lui, abbastanza vicini da non avere distanze e rendere impossibile l'avvicinarsi ancora di più. In risposta gemetti e con la mia bocca azzardai.
Morsi il suo labbro inferiore e dopo lo leccai, Dio, la situazione mi stava piacendo, eccome se lo faceva.
Nel mezzo di quell'onda di piacere riuscii a formulare il mio primo e ultimo pensiero coerente.
Io amavo ancora Jorge.
Ehi non uccidetemi!🙈 sono tornata anche con questa storia, e so che vorreste che continuassi anche Falsa Nerd, ma proprio non ho ispirazione... :( prometto di fare il possibile per aggiornare tutto più spesso e per riprendere quella tanto amata storia...❤️
In ogni caso, ditemi se questo capitolo vi è piaciuto lasciandomi una stellina e qualche commento🥺
A presto💓
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