Non era molto sicura di poter sopportare i tre mesi rimanenti se si continuava così. Sì, si poteva dire che Jorge era il più idiota del mondo; un playboy, stupido e orribile amico.
Poteva continuare all'infinito.
Ma di una cosa era certa; resistere a Jorge era molto diverso dal non desiderarlo. E anche se non lo voleva ammettere, ogni volta che vedeva la sua faccia da modello e il suo sorriso arrogante, e da quando il suo presunto amico dai denti storti si era convertito in un'aspiratore di ragazze senza una capacità massima, sentiva le sue gambe tremare.
Non desiderare Jorge Blanco era un compito difficile se non impossibile, sentiva sempre il suo nome sulla bocca delle donne e doveva pur essere per un motivo, no? Tentazione pura, come se lui fosse la mela e lei Eva che non doveva mangiarla.
Però alla fine l'aveva mangiata, il frutto proibito.
La storia non era molto diversa in questo caso; Jorge era la mela: delizioso alla vista, desiderabile, tentatore. Lei era Eva, con la differenza che la sua forza di volontà era molto più grande e qua non c'erano persone esterne che la spingevano tra le sue braccia, cosa che non era di certo la migliore perché la mela seduceva da sola. In questo caso non c'era un serpente per incitarla, perché Jorge sapeva incitarla anche meglio di un serpente; era tentatrice l'idea, però lei non era disponibile per questo. Jorge l'aveva calpestata una volta, si era preso gioco di lei e aveva cambiato la loro bellissima amicizia per degli amici maschi, e non una bambina che sembrava soltanto la sorella fastidiosa; ma le cose non erano finite lì, perché un conto era cambiarla per qualcun'altro, ma un altro è stato che al crescere è diventato il playboy del liceo e ora anche dell'università.
In realtà lui non avrebbe dovuto lamentarsi di tutto quello che aveva. E Martina sapeva che Jorge non cambierebbe mai il passato per rimanere con lei, a differenza di Martina che a volte pensava di retrocedere nel tempo, tornare ai bei momenti che aveva passato con lui nonostante fossero solo dei bambini ed erano passati molti anni.
Che era successo? Perché era cambiato?
Un tempo Jorge la cercava per parlare o giocare a nascondino.
Ora la cercava per scopare.
Si pulì con forza la lacrima che stava scendendo per la sua guancia sinistra. Era da tempo che non piangeva per colpa di Jorge, però in realtà non poteva superare il fatto che la loro amicizia non fosse significata niente per lui e nonostante tutto, lui stava facendo l'impossibile per avvolgerla tra le sue coperte, nel suo gioco.
Sospirò, aveva riflettuto abbastanza e doveva dormire, anche se dopo l'interruzione di Jorge -E il sogno innecesario che aveva avuto con lui- dubitava che questo sarebbe stato possibile.
Dopo essere rimasta tre ore a guardare il tetto, si addormentò.
I suoi occhi si aprirono lentamente quando sentì qualcosa di caldo sfiorare le sue labbra. La luce la incatenò per un momento e i suoi occhi tornarono a chiudersi, però quel solletico nelle sue labbra non finiva ed era estremamente piacevole.
Finì di aprire completamente gli occhi e strillò quando vide che il solletico era provocato dalle labbra di Jorge. Lo spinse e si sedette velocemente sul letto fulminandolo con lo sguardo.
-Che cazzo stai facendo?- chiese arrabbiata e ingoiando la voglia di strangolarlo.
-Sono le due del pomeriggio, bella addormentata, quindi ho pensato di darti questo bacio come nel film, per svegliarti- disse con tono divertito.
-Il bacio del film per svegliarti- ripetè lei con i denti stretti. Si tolse le coperte di dosso scoprendosi. Si alzò dal letto e spinse Jorge prima di girarsi e rimanere di fronte a lui -Bene, suppongo che non hai fatto il pranzo per i tuoi fratelli.
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La babysitter
Fanfiction200 dollari al mese; questa è stata la somma di cui Martina Stoessel aveva avuto bisogno per essere la babysitter dei piccoli della famiglia Blanco; Jazmyn e Jaxon. Jeremy e Pattie Blanco sarebbero stati in viaggio per tre mesi e Martina era l'incar...
