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Jazzy lottava ancora con la confezione della bambola, Martina rise e si avvicinò per aiutarla, lo stesso lo fece con Jaxon; rimase un po' a insegnargli come si usasse la macchinina e poi andò con Jazzy a giocare con le bambole.
E Jorge dov'era? Non ne aveva idea, però più stava lontano da lei, meglio era.

Il pomeriggio passò normale; non era molto difficile accudire i bambini, si doveva solo trovare il modo giusto per tenerlo occupato con qualcosa. Fece i letti e lavó i piatti; non era compreso nel suo lavoro però sapeva che se non lo avesse fatto lei, Jorge non lo avrebbe fatto.

Si evidenziava per essere la ragazza perfetta: comportamento perfetto, media perfetta, personalità perfetta.

Tutto in lei era perfetto: puntuale, bella, intelligente, responsabile.

Però a questo si aggiungeva il "noiosa"; non le piacevano le feste ne la totale mancanza di controllo, forse per questo l'amicizia tra lei e Jorge non ha funzionato: erano troppo diversi.

Però questo non giustificava niente. Jorge l'aveva trattata come se fosse stata una bambola di pezza; un maledetto disgraziato, non che lui le stesse antipatico; era divertente, simpatico e amichevole, senza contare la sua bellezza.

Pero lo odiava, odiava quello che lui le aveva fatto e nonostante fossero passati più di 11 anni, continuava a odiarlo per averlo fatto e avrebbe continuato a farlo per il resto della sua vita. Aveva voglia di dargli una lezione per fargli capire come ci si sentisse quando qualcuno ti cacciava dalla sua vita improvvisamente.

Erano le nove di sera. Martina, mise nei rispettivi letti Jazzy e Jaxon e gli rimboccò le coperte con attenzione; spense la luce e lasciò la porta schiusa.

Sentì delle voci dal piano di sotto, per un attimo di preoccupò, ma di sicuro era Jorge.

Scese le scale disposta a fare una scenata se all'imbecille fosse venuta l'idea di portare qualche sgualdrina a casa.

-Wow, e questa bella ragazza è la tua vicina?- disse un ragazzo castano dagli occhi azzurri, dallo stesso aspetto di Jorge.

Martina lo guardò e lo analizzò; egocentrico, donnaiolo e molto bello. La guardava come se lei fosse stata un quadro in un museo, peccato che lei non fosse come le altre ragazze.

-Non voglio sembrare antipatica, però non sono un elemento da esibizione- gli disse Martina fulminandolo con lo sguardo.

-Tu credi?- lui si leccò le labbra e tornò a ripassarla con lo sguardo -Io credo di sì.

-Non hai mai sentito parlare del rispetto a una donna?- lei inarcò un sopracciglio.

-Oh bella, che sconsiderata che sei- rise Jorge -Lui è Diego, il mio migliore amico.

Martina gli lanciò uno sguardo assassino a Diego. Provava invidia? Gelosia? Si, era gelosa, perché quando avevano 10 anni, Jorge era solito dire "E lei è MARTINA, LA MIA MIGLIORE AMICA"

Oh, però questo non era più così, lei era la noiosa  e stupida vicina che viveva al lato, non era più la sua migliore amica.

Erano già passati 11 anni, quando l'avrebbe superata?

-Sconsiderata? Io? È lui che mi sta guardando senza dissimulare minimamente.

-Lei é ancora più divertente di quello che mi hai detto che fosse- disse Diego guardando Jorge. Entrambi risero e Martina fece un verso infastidita -Bene, mi dirai il tuo nome, bellissima?

-Il suo carattere mi fa certi effetti- disse Diego -Non ti piacerebbe se ci andassimo a divertire un po', bella?

Martina si avvicinò a lui con un sorriso malizioso. Diego per un attimo pensò di esserci riuscito, anche Jorge, che non si aspettava che Martina sarebbe caduta nella trappola così velocemente, però la scena cambio da un momento all'altro quando la mano della mora atterrò contro la guancia del ragazzo dagli occhi azzurri.

-Esatto, prova a cercare ancora di flirtare con me e sarà un pugno- disse e salì le scale per andarsene in camera sua.

-Mi ha dato uno schiaffo?- chiese sorpreso Diego, toccandosi la guancia.

-Così sembra- Jorge scoppiò in una risata -Ti ho avvertito su come sarebbe andata la festa, non mi hai ascoltato e ora guarda che comico sembri con la sua mano nella tua guancia.

-Non ridere più m, Blanco- si lamentò Diego.

-E come vuoi che non lo faccia? Ti ha colpito Diego, per aver flirtato con lei; dimmi, quale ragazza ti ha fatto questo prima?

-Se te lo avesse fatto a te, io non starei ridendo- gli disse Diego guardandolo male.

-Eh Diego, la differenza è che a me, le ragazze non fanno questo.

-Ah no? Ti assicuro che quella lì sopra, sì.

-Certo che no- disse con un sorriso autosufficiente-Devo solo educarla un po'

-Tu credi?- Diego inarcò un sopracciglio, divertito -Allora facciamo una scommessa.

-Che hai in mente?- chiese con il suo sorriso egocentrico.

-Ti direi che devi portartela a letto, però dubito che questo fiorellino abbia aperto le gambe a qualcuno.

-Si lo ha fatto: Pepe Barroso, nell'ultimo anno di liceo, anche per Xabiani Ponce, sempre ultimo anno di liceo. Martina li amava molto, però Pepe la tradì dopo averle promesso cielo e terra, e Xabiani ha dovuto trasferirsi in Inghilterra per colpa del lavoro del padre.

-Come lo sai?

-Sai che le nostre madri sono amiche, beh un giorno sono andato a casa di Martina con mia madre. Lei era con la sua migliore amica: Mercedes. Senza volere le ho sentite parlare di questo. Credimi quando ti dico che se la si educa bene, è ancora più sottomessa che un gattino.

-Bene, allora ti do un mese per portartela a letto, Blanco. Altrimenti mi pagherai 500 dollari.

-Patto fatto, però se vinco io, correrai solo con un paio di boxer per il capo da football, due giri completi.

-Patto- sorrise Diego e si dettero la mano.

Eccoci con un nuovo capitolo: Jorge stronzo Blanco ha definitivamente dato inizio al suo gioco, quindi da ora in poi le cose fra i due saranno più... scottanti, forse? Che pensate invece delle reazioni di Martina? Io dico che fa bene AHAH LA AMO TROPPO.

Come al solito se il capitolo vi è piaciuto, commentate e lasciate una stellina💫

ricordo che la storia è stata scritta originariamente in spagnolo quindi io la sto traducendo...in ogni caso la storia in lingua originale è sempre sul mio profilo!<3

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