-Il punto è che...- ricominciò Jorge -...il punto è che mi piacevi molto e tu... mi volevi solo come un amico ed io mi sentivo così tanto fuori luogo e a disagio quando ti avvicinavi. Chiamami stupido perché si può dire che questa è stata la prima volta in cui mi sono innamorato e non perché avessi 9 anni vuol dire che fosse impossibile, davvero ti amavo molto e sapevo che la nostra amicizia era troppo bella per rovinarla, quindi decisi di allontanarmi da te per un periodo, per dimenticarmi di te. Il problema è che il tempo è passato, tu non ti sei avvicinata a me e io pensavo che ormai non... volessi essere mia amica... quindi mi sono allontanato e... beh, senza di te vicino a me... hai visto, sono diventato lo stupido satiro narcisista che tanto odi.
Sinceramente mi aspettavo di tutto meno che questo.
-Che?- chiesi, volendomi accertare di ciò che aveva detto Jorge. Questa confessione - supponendo che fosse vera - voleva dire che io non avevo motivi per odiarlo o non perdonarlo per quello che mi aveva fatto.
-Andiamo, non me lo fare ripetere un'altra volta- sbuffò.
Avrei potuto perdonarlo, dirgli che capivo perfettamente i suoi motivi o addirittura dirgli che anche a me piaceva, ma questo "non farmelo ripetere" mi ha fatto solo notare quanto fosse arrogante e quanto odiasse perdere la dignità davanti a una ragazza, continuava ad essere uno stronzo.
-Oh, scusa. Dimenticavo che le uniche che ti dichiaravano il loro amore erano solo le ragazze- mormorai sarcastica.
-Umh... si può sapere che ti prende adesso, signorina suscettibile?
-Non sono arrabbiata, ma il tuo comportamento mi esaspera considerabilmente.
-Quindi...Emh... non so se posso fare qualcosa per farti smettere di odiarmi.
-Non credo, ma grazie per averci provato.
Improvvisamente tutto diventò freddo e non per il freddo ambientale. Ci siamo raffreddati. Ciò che ci circondava ormai non era nostro, quello che eravamo un tempo ormai non lo siamo. E non lo saremo.
Questo non è Jorge, l'amico dai denti mancanti. Questo era Jorge, il bel ragazzo da film che fa impazzire le ragazze, e questo era odioso.
Ok, non è che fosse molto semplice evitare di essere bello, però sì avrebbe potuto evitare l'essere un odioso donnaiolo e...
Ah! Avrei voluto strozzarlo fino a farlo tornare come una volta!
-Mmm... Martina- mi chiamò.
-Che c'è?- chiesi secca.
-Mi dispiace- quasi sussurrò e sapevo che lo diceva sul serio; sin da piccolo, ogni volta che doveva scusarsi per qualcosa, la sua voce diventava un sussurro, il suo orgoglio era abbastanza alto.
Non lo siamo. Possiamo esserlo.
<<Amici di nuovo?>>
Ho quasi pensato che fosse la voce della mia coscienza a chiedermi se potessi dargli un'altra chance a Jorge, ma cinque secondi dopo mi sono resa conto che è stato proprio lui ad avermelo chiesto.
Lo guardai con attenzione nei suoi occhi verdi. Dovrei credergli? E cosa ancora più importante, posso credergli?
-Tini?- mi chiamò, aspettando per una risposta.
Sí... no... si... no.
-Penso che se smetterai di provarci con me, potrei accettare- mormorai.
-Ok, come vuoi- girò gli occhi e dopo mi sorrise -Amici?- tese la sua mano verso di me per sellare il patto. Lo analizzai qualche secondo prima di prenderla; sembrava tutto perfetto, ma c'era qualcos'altro, qualcosa che io stavo lasciando da parte senza sapere cosa fosse.
Jazzy urlò il nome di Jorge per farsi spingere sull'altalena. Lui andò subito mentre io lo seguii da dietro; mi sedetti sull'altalena che era al lato di Jazzy, mentre mi dondolavo lentamente. Jaxon giocava con la terra proprio di fronte a noi e l'avrei dovuto lavare una volta arrivati a casa.
-Più forte, Yoyi!- La piccola bionda urlò facendo una faccia scontenta. Jorge sospirò e continuò a dargli il volo. Quando Jazzy fu soddisfatta della velocità, Jorge si allontanò e si appoggiò alle catene della mia altalena.
-Non si stancano mai- mormorò negando con la testa ma divertito. Io risi un po'.
-Vedi? Ora paghi. Tu facevi lo stesso ai tuoi genitori, solo che in modo peggiore.- risi al ricordare che quando era piccolo, Jorge aveva un piccolo problema di iperattività.
-Lo so- disse e ci furono alcuni secondi di silenzio -Ricordi la volta in cui ti stavo spingendo in questa stessa altalena?
Io risi sguaiatamente.
-Si, hai sbattuto la testa con la seduta- dissi respirando appena al ricordare il momento; gli era venuto un bel livido, in quel periodo Jorge ne aveva molti.
-Si, non é stato così divertente- disse facendo una smorfia e si mise dietro di me -Vuoi che ti spinga?
-Per farti colpire di nuovo? Certo!- Jorge rise é spinse l'altalena dalle catene. Non avrebbe potuto colpirsi la faccia con l'altalena anche perché ormai non aveva otto anni e non avrebbe raggiunto la sua faccia; in più secondo me, Jorge Blanco era talmente perfetto che ormai dubito si ricordasse come fare il ridicolo, cosa che era abbastanza triste.
-Questo non succederà di nuovo.
Quando ebbi la giusta spinta, Jorge si spostò appoggiandosi ai pali che sostenevano la giostra.
-Sarebbe stato divertente- dissi ridendo. Pochi secondi dopo saltai dall'altalena e mi misi vicino a Jorge -Che ore sono?
-Saranno le dieci- si strinse le spalle -Non ho l'orologio.
Miracolo! Dopo solo 16h riesco ad aggiornare!! Scusate se non rispondo ai vostri commenti ma Wattpad non me lo permette :( sappiate che per vi leggo tutti e vi ringrazio❤️ per me è un impegno tradurre al migliore dei modi questa storia, quindi sapere che il risultato vi piace, non può che farmi piacere❤️
Comunque vi è piaciuto il capitolo? Martina sembra essere più sciolta nei confronti di Jorge, anche se lui è comunque una testa di c****...
Commentate e lasciate una stellina se il capitolo vi è piaciuto ✨❤️
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La babysitter
Fanfiction200 dollari al mese; questa è stata la somma di cui Martina Stoessel aveva avuto bisogno per essere la babysitter dei piccoli della famiglia Blanco; Jazmyn e Jaxon. Jeremy e Pattie Blanco sarebbero stati in viaggio per tre mesi e Martina era l'incar...
