– Oddio...ma quella bambina lì! –, esclamai.
– Ma quale bambina, Sara? –, rispose.
Solo io vedevo una bambina camminare pericolosamente vicino alla strada, lungo il marciapiede.
Sentivo lo sguardo gelido di Laura addosso, mi fissava sconcertata e la sua voce si faceva lontana, sempre di più; i rumori della città si fecero ovattati. Una sensazione intensa, che non so definire se piacevole o di dolore, si irradiò nel mio corpo, il quale si abbandonò inquietamente ad essa, dolcemente, in una dimensione totalmente vuota, priva di vita ed anomala.
La bambina si voltò; guardò me e poi la strada. Scese dal marciapiede e camminò a piccoli passi veloci, per un po', lungo il ciglio della strada. Le macchine le sfrecciavano accanto ignorando la sua presenza.
Improvvisamente attraversò, come se la strada fosse totalmente libera e, incurante del pericolo, venne nella mia direzione; non aveva nessuna luce, me ne accorsi subito.
Avrà avuto 5 o 6 anni; iniziò a correre, con le braccia aperte verso di me: sorrideva, era sempre più vicina, mi sfiorò e...
– Sara, ma stai bene? –, chiese Laura improvvisamente. La sua voce pungente mi fece sobbalzare; riuscivo a sentirla perfettamente ora. Il mio corpo lentamente riprese vita.
Una volta aperti gli occhi, la bambina non c'era più; ero confusa, stordita e, nonostante Laura continuasse a fare domande e a sventolarmi flaccidamente la sua mano davanti alla faccia come per riportarmi alla realtà, io rimanevo in silenzio. Iniziai a guardarmi intorno.
– Era qui; ora dov'è? –, pensavo tra me e me. Il mio sguardo ripercorreva il tragitto che la bambina aveva fatto verso di me, su e giù, quando di colpo vidi un mazzo di fiori ed un brivido bollente gelò il mio corpo. Un mazzo di fiori ed una foto si trovavano proprio nel punto esatto in cui avevo visto la piccola, prima che attraversasse.
– Laura, sei sicura di non aver visto nessuna bambina qui? –, ripetei in modo meccanico, di nuovo, con lo sguardo perso nel vuoto, questa volta scandendo bene ogni singola parola; la testa era pesante e mi girava e la vista era ancora appannata.
– Sara, non c'è nessuna bambina, tu sei pazza! –, disse con la voce stridula e tagliente che aveva di solito, quando si infastidiva. La fissai, senza rispondere; attraversai velocemente la strada, seguita da Laura che continuava a lamentarsi. Mi avvicinai al mazzo di fiori, e guardai la foto posta lì sopra; la bambina che vidi era proprio lei: – È morta –, pensai.
La mia mente subì un blackout: – Non può essere vero –.
Dissi a Laura di dover andare subito; così, senza darle spiegazioni né il tempo di replicare, mi allontanai seguita dal suo sguardo basito.
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Con i miei occhi
Ficción GeneralSara ha quasi diciassette anni, è una ragazza tanto calma quanto determinata, appassionata dalla lettura. Vive di sogni, di emozioni, di fantasie; insomma, Sara vive di dettagli, di ciò che non si vede, o meglio, di ciò che molti, per pigrizia non v...