SAGE
UN ANNO DOPO LO SCAMBIO CON PRATI
Ormai è passato un anno dall'ultima volta che ho visto Sole. Ho guardato quel giorno sul calendario avvicinarsi e infine passare e ho desiderato che la nostalgia di lei seguisse lo stesso corso. La bionda è l'ultima con cui ho diviso il letto e da allora l'astinenza non mi è mai sembrata un'agonia così grande. Stavo per perdere le speranze, quando Raul mi ha avvisato che qualcuno passava spesso davanti alla villa, rallentando come se cercasse qualcosa. Il cuore era diventato un tamburo nel mio petto e la speranza che lei fosse viva e stesse cercando di mettersi in contatto con noi, aveva soppiantato ogni prudenza. Tony e Raul mi avevano bloccato che ero già in auto, pronto a tornare in città a controllare di persona, incurante dei possibili pericoli. Ero proprio messo male. Mi avevano convinto a lasciare che fosse uno di loro ad andare con il solito argomento, l'unico che mi facesse ragionare. Lavinia.
Ho mandato Raul, mentre restavo nascosto con la piccola nel rifugio sicuro. Ho contattato le autorità dopo il blitz a casa di Prati per offrirmi di testimoniare, ma ogni volta che ho provato a fare domande non hanno voluto rispondermi e mi sono pentito di non aver continuato a farmi i cazzi miei. Speravo di scoprire cosa fosse accaduto quel giorno, se in casa ci fosse qualcun altro o almeno avere la sicurezza che avevano arrestato tutti gli altri complici di Saverio, ma ho ricevuto solo silenzi ostili. Il nostro amico giornalista non ha potuto darci altre informazioni, perché il caso Prati è stato secretato prima ancora che la salma arrivasse sul tavolo autoptico. Ma se lei fosse ancora viva? La fiamma della rabbia si era già spenta, l'ho realizzato mentre Raul decideva quale sarebbe stato il posto successivo dove saremmo andati.
Mi ero permesso di credere che forse potevo lasciare andare i ragazzi, una volta che le indagini dei federali fossero concluse. Se avessi capito che io e Vinnie potevamo vivere una vita tranquilla, avrei parlato con loro e avrei sciolto il nostro sodalizio. Le cose erano andate diversamente. Le indagini si sono trascinate per mesi nonostante le prove e temevo che non mi sarei mai liberato della sensazione di dover stare sempre all'erta. Inaspettatamente, ho trovato un motivo per tenere duro. In mezzo alla posta accumulata alla villa e recuperata da Raul, ho trovato un foglio. Piccolo, strappato da un libro di Chimica e con scritto Ti amo. S. e ho sentito il cuore battere talmente forte che ho temuto che si sentisse dall'esterno. Mi ero guardato attorno come un ragazzino alla prima cotta, timoroso che qualcuno mi avesse visto, perché non riuscivo a smettere di sorridere.
Probabilmente sembravo sotto l'effetto di qualche droga, perché Tony mi aveva chiesto più volte se stessi bene, ma avevo custodito gelosamente quel pezzetto di carta per giorni, prima di rivelargli cosa mi avesse tirato su di morale così all'improvviso. Ero geloso del rapporto tra Tony e Sole, della loro complicità e avevo delle remore nel fargli sapere che era viva. Invece mi ha guardato con gli occhi lucidi, quando ho raccontato del biglietto. Non volevo farglielo vedere, gli avevo detto da che libro era preso e lui aveva annuito, poi, mi aveva abbracciato di slancio, prendendomi alla sprovvista e non si era più staccato. Dopo i primi istanti mi sono reso conto di quanto, anche io, avessi bisogno di un abbraccio. Questo purtroppo è anche il motivo per cui l'ho quasi mandato all'ospedale, quando ho scoperto che era in contatto telefonico con lei e me lo aveva tenuto nascosto fino a quel momento.
Erano passate settimane da quel messaggio, ma sapere che lei era viva, che Lavinia stava con me ed era sana e felice, sembravano essere sufficienti. Poi una sera un rumore elettronico diverso dal solito mi aveva messo in allerta. Devo ammettere che era stato bravo, anche troppo. Nessun cambiamento nella routine, nessun accenno e nemmeno un riferimento a lei. Peccato per quel bip strano. Lui era fuori in giardino con Vinnie, che gridava contenta mentre lui la sollevava e le faceva fare la trottola, quindi non aveva sentito. Avvicinandomi al suo giubbotto, dimenticato sulla spalliera della poltrona, il suono si era ripetuto e badando a non farmi scoprire, avevo frugato nelle sue tasche. Un cellulare vecchio, di quelli che non contengono nemmeno il gps e non permettono di inviare contenuti multimediali, lampeggiava con la notifica di un nuovo sms.
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Sage
RomanceSage Thompson è un imprenditore di successo. Uno di quelli che sa cosa vuole e purtroppo per Sole, ora vuole lei. Più di qunto lui sia disposto ad ammettere. Lei, abituata a vivere ai margini per sua scelta, non vuole cedergli, nonostante il deside...
