4 × Valerio.

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«Ancora tu?» chiedo seccata. «Si, piccola. Non ti va bene?» chiede avvicinandosi «io mi sentirei onorata, se fossi una ragazza.» poco modesto il ragazzo eh. «Modestia portami via.» commento. Una risatina lascia le sue labbra, l'amico moro si avvicina. Mi giro per vedere dov'è Valerio. Non lo vedo. «Paura piccola?» chiede con un sorriso stampato in faccia. «Io? Di voi?» rido buttando all'indietro la testa «No.» finisco.

«Dovresti.» il sorriso si trasforma in una espressione di sfida. Beh, non mi fai paura anche se cambi espressione facciale. Sembro fragile, ma ho fatto quattro anni di "boxe". Mio padre era un personal trainer, mi ha insegnato molto.

«Ragazzi scusate ma dobbiamo andare.» la voce limpida di Valerio interrompe i miei pensieri e lo ringrazio mentalmente. «Non finisce qui, Rachele.» al suono del mio nome rabbrividisco. Ha una voce fenomenale. Da notare che mi ha chiamato per nome, merita un premio. Suona la campanella e si allontanano. «Grazie mille Vale.» sorrido. «Figurati.» ricambia il moro.
Rientriamo in classe, adesso c'è matematica. Non sono mai andata d'accordo con questa materia; anche perché il mio ex professore non la sapeva né spiegare né far capire.

Entra un ometto basso e pelato. Ha un paio di occhiali, i quali fanno sembrare i suoi occhi ancora più grandi di quel che sono già. Indossa un paio di jeans e una polo arancione. Che personaggio curioso.
«Buongiorno ragazzi!» sorride, meno male che è preso bene. Si gira verso di me «Rachele, io sono il professore di matematica. Mi chiamo Luca Dondera.» wow. I professori hanno la lingua più lunga delle ragazze che parlano di gossip. Annuisco e il prof inizia a scrivere alla lavagna. Picchietto la spalla di Valerio «Cosa sta facendo?» sussurro. «Inizia sempre così le lezioni, per farci vedere cosa ha intenzione di spiegare durante le sue ore.»
«Ah, okay.» solo io lo trovo alquanto inquietante? Fortunatamente l'ora passa velocemente, anche quella di diritto. Il suono della campanella mi "risveglia". Valerio si alza con la cartella sulla schiena «Fatti sentire eh.» sorride il moro.
«Certamente biondo.» ride ed esce. Mi metto la giacca ed esco anche io, saluto Piera e l'aria fresca di novembre mi riempie i polmoni. Metto la musica vado a prendere il pullman, spero di non incontrare il rosso. Non voglio vederlo, ma vorrei sapere un po' di più su di lui.

Mi siedo sulla panchina e attendo il pullman. Nell'attesa scrivo a Valerio, così mi tiene compagnia.
Salgo e mi metto comoda, accovacciata, a guardare fuori dal finestrino. Ripenso a ciò che è successo oggi e devo ammettere che non è andata male, anzi, per la prima volta, grazie a Valerio posso dire che mi sono divertita a scuola. Valerio risponde e iniziamo a dialogare, è un amore di ragazzo.
Arrivo a casa e ovviamente mia madre è al lavoro. Prendo le chiavi, apro la porta ed entro. Lancio lo zaino e la giacca sul divano e poggio le chiavi sul comodino. Mi preparo un panino, non ho molta fame. Metto il pane a tostare e prendo il telefono. Ho un nuovo messaggio da un numero sconosciuto:
"Ciao piccola. Non ti ho potuto salutare oggi sul pullman, tranquilla. Lo faccio domani. -Jared."
Come cazzo ha avuto il mio numero? Valerio sicuramente non glielo ha dato.
Ci mancava solo che quel rosso mi scrivesse. Mi sa che cambio numero.

Il pane è pronto. Prendo l'insalata e taglio i pomodorini a fette.
Ci metto dentro l'insalata, i pomodori e dell'affettato. Accendo la Tv, spero che riesca a distrarmi dal pensiero di quel ragazzo. Lo odio. È arrogante, stronzo, ma è così dannatamente bello. Non credo si possa definire perfetto perché supera di gran lunga la perfezione.
Finisco il panino, sparecchio e mi piazzo sul divano. Sono le 15, forse è meglio fare i compiti così dopo esco. Apro lo zaino e inizio a fare matematica. Ho da fare solo un esercizio per domani. Lo faccio, ci metto circa 20 minuti e stranamente mi viene. Mi sento un fottuto genio *risata malvagia*.
Sento il telefono vibrare, è Valerio.

«Ehi.»

«Ehi Rachi, ti va di vederci?»

«Adesso?» percepisco un po' di ansia nella sua voce.

«Si..» okay, mi sto leggermente preoccupando.

«Tutto bene?»

«Sisi, tranquilla. Ci vediamo al parco?» sta mentendo.

«Sto uscendo, ci vediamo li.»

«Grazie mille.» chiude la telefonata. Metto la giacca, prendo le chiavi ed esco. Per fortuna so dove si trova il parco. Metto la musica e inizio a camminare velocemente.

LORENZO'S P.O.V

Sono a casa di Matteo, il mio migliore amico. Lo reputo un fratello oramai, ci conosciamo da tanto tempo.
Sapevo che Rachele non mi avrebbe risposto, si vede che non le sto simpatico ma meglio così. Adoro chi mi odia perché non può fare a meno di pensarmi.
Quella ragazza è diversa, non in senso negativo, c'è qualcosa che nasconde. Lo dico per esperienza. «Lorè, usciamo?» chiede Matt. «D'accordo.» rispondo.
Comunque, ho intenzione di sapere tutto su di lei e non la lascerò stare.

✨❤️✨❤️✨
N/A
Salve regà:)
Scusate il ritardo, ho aggiornato appena ho potuto. Grazie mille per i voti e per i commenti, continuate così!
Aggiornerò il più presto.
A presto x
✨❤️✨❤️✨

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