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Oh, bene. I poliziotti si stanno avvicinando troppo lentamente per i miei gusti.

«Signorina, è lei la figlia di Carmen Iccio?» chiede il poliziotto a sinistra - più cicciotto. -

«Ehm si?» non posso credere che mia madre abbia chiamato la polizia. Che bambina!

«È stata presentata una denuncia per  persona scomparsa a suo nome, Rachele Brown vero?» continua.

Io mi alzo lentamente e annuisco. «Bene, allora deve venire con noi.» Si avvicinano ancora e l'altro poliziotto  mi prende per un polso, io lo strattono facendoglielo mollare.

«Deve venire con noi.» Ripete con tono più scazzato.

«Allora, intanto io non vivo più con mia madre quindi non potete obbligarmi a ritornarci, e due non ho la minima intenzione di venire con voi.» sputo. Ho sempre guardato i poliziotti con occhi sia di stima sia di sospetto. Quando ero piu piccola mio padre mi faceva guardare i polizieschi che non erano adatti alla mia età e mi hanno praticamente traumatizzata perché nelle serie TV sono quasi sempre dei pedofili. -P.S. so che la maggior parte sono brave persone che svolgono il loro lavoro, per questo li stimo.-

Loro si scambiano uno sguardo veloce e in meno di un secondo mi ammanettano, stringono troppo le manette ai polsi e fanno un male boia. «Mollatemi!» urlo tirando un calcio nelle palle a uno mentre l'altro lo aiuta a riprendersi.
«OH, COSA CAZZO SUCCEDE?» urla un ragazzo dietro di noi, tutti e tre ci giriamo e una sensazione di sollievo mi rende quasi felice. Lorenzo.

«Cosa state facendo?» si avvicina in tutta furia e si ferma vicino a me, togliendomi le manette con le chiavi che ha preso al poliziotto castrato.

«Questa ragazza deve venire con noi. E poi, non sono affari suoi.»

«Oh si che lo sono.» Lorenzo mi sposta dietro di sé, per proteggermi.

«Lei è Lorenzo vero?» oh Jesus, come fanno a saperlo?

«La madre di Rachele ha indetto un ordine restrittivo nei suoi confronti.»

«Cosa?»

«Deve stare lontano da Rachele, o la arrestiamo.» Ehi ehi ehi, calmiamoci.

«È impossibile. Mia madre non conosce Lorenzo ed è impossibile che abbia fatto quel che ha fatto.»

«Ah no? E allora questo cos'è?» l'altro poliziotto mi da un foglio, lo leggo e hanno ragione. Evidentente quell'idiota di mia madre avrà assunto Sherlock Holmes per sapere ogni fottuta cosa, ditemi seriamente come si fa a vivere così. Ditemelo.
Lorenzo mi strappa il documento dalle mani e fa lo stesso, -lo legge- nel suo volto si crea una smorfia che sembra di dolore, rabbia e tristezza allo stesso momento.
Alza lo sguardo e fissa il cielo che si sta ingrigendo, tra poco piove.

«Io non voglio andarmene.» sussurro al rosso, lui mi guarda e annuisce.
«Io non voglio che tu te ne vada.»

Ci guardiamo negli occhi e con non so quale coraggio prendo il foglio firmato dal giudice e lo strappo in tanti piccoli pezzettini. Lorenzo all'inizio strabuzza gli occhi incredulo poi si mette a ridere, i poliziotti mi iniziano ad urlare che non dovevo farlo e una scossa di adrenalina mi percorre la spina dorsale, prendo lo zaino e mi avvicino al rosso.
«Corri.» gli sussurro e con uno sguardo iniziamo a correre più veloce possibile verso il bosco lì vicino.

I due poliziotti corrono in macchina, accendono le sirene e urlano al microfono di fermarci.

Io non mi arrendo, anzi, inizio a correre più veloce facendo aumentare il passo anche a Lorenzo, ci avventuriamo nel bosco e saliamo nella casa sull'albero chiudendo a chiave la porta.

Dark Angel.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora