8. L'inferno appeso

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Nonostante il maltempo persistente della cittadina, quella giornata poteva definirsi come 'bella'; sotto alle nuvole bianche che ricoprivano il cielo interamente gli uccellini cantavano e svolazzavano di ramo in ramo, Minho si chiese da quanto tempo non si sedeva e osservava le meraviglie della Natura che il Signore aveva donato agli umani. Sembrava la giornata ideale per prendersi un po' di meritato riposo ma il sacerdote sapeva perfettamente di non poterlo fare. In caso non lo avesse saputo o la propria pigrizia lo avesse indotto a volere del riposo, c'era quel grosso e fastidioso sacco nero appeso ad un albero che lo avrebbe rimesso sulla retta via.

«Fatemi scendere! È pieno di ragni, mi camminano addosso!» I deliri erano iniziati non da molto ma Minho sapeva che sarebbero andati soltanto peggiorando. «Tiratemi fuori!»

«"Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze,"» Minho si alzò in piedi anche se non ne aveva per niente voglia – quello sgabello iniziava a diventare davvero comodo – ma andava fatto. Afferrò il bastone poggiato sull'erba fresca e lo sollevò in aria per colpire con forza il sacco penzolante. Un grido di dolore tornò indietro. «"ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita e la forza per sopportarla."»

Jisung, dentro al sacco, stava avendo delle allucinazioni. Era parte della tortura e forse era proprio ciò che la rendeva così terribile. Il ragazzo era stato infilato nel sacco qualche ora prima; la privazione della luce e l'oscillazione dovuta al sollevamento della piccola trappola, facevano sì che dopo un po' arrivassero diverse allucinazioni che alla lunga portavano il torturato ad impazzire. Minho sapeva bene di non trovarsi ancora al cospetto del Demonio, ma l'obiettivo era quello di rendere insopportabile la sua permanenza all'interno del corpo del ragazzo, così che lo abbandonasse o, almeno, si svelasse. Il sacerdote già non sopportava più quegli schiamazzi, ma era necessario continuare la terapia e non demordere per degli stupidi capricci.

«Il bastone è proprio necessario, padre?»

Minho si voltò verso Seungmin, con il legno ancora stretto tra le dita e la solita aria minacciosa incrementata dal fastidio. «Lo sceriffo non sarà stato allertato delle tue scorrerie ma potrei improvvisamente scoprire chi ha liberato un mostro per le strade di questo paese e riferirlo alle autorità. Ti conviene tacere se non vuoi finire al suo posto.»

Bastarono quelle poche parole per far congelare il ragazzo sul posto, Minho sapeva che da adesso sarebbe stato zitto ma la propria pazienza di recente era stata falciata alla base. «Sparisci da qua.» Ordinò e nonostante i primi secondi di tentennamento, Seungmin abbandonò il giardino in fretta.

Minho inspirò l'aria fredda del mattino con calma, strinse tra le dita la fedele Bibbia che non lo lasciava solo quasi mai. «Jisung?» Rimase poi in silenzio in attesa di una risposta che non arrivò mai, così sollevò ancora il bastone e sferrò un secondo colpo. Un altro grido e il sacerdote sorrise leggermente, soddisfatto. Solitamente non godeva alle urla delle persone che cercava di aiutare, ma la stanchezza e una giornata così tranquilla lo spingevano a punire chi lo disturbasse anche in minima parte.

«"E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal-"»

«Lee Minho.»

Il suo nome – pronunciato nella peggiore delle maniere – interruppe per la seconda volta la lettura di quel giorno, al ché il sacerdote si voltò innervosito. «Spera per la tua anima che quest'ennesima interruzione valga la mia attenzione o pregherò che i Cieli scatenino la loro furia su di te.»

Gli occhi di fuoco del sacerdote sembrarono aver passato perfettamente il messaggio, sebbene il ragazzo britannico che era in piedi al bordo del giardino non avesse capito una sola parola. Quest'ultimo iniziò a parlare ma per via della barriera linguistica fu impossibile a Minho capire cosa stesse dicendo, tuttavia era palese la sua agitazione. Il sacerdote mollò a terra il bastone e più confuso che mai decise di seguire il ragazzo ovunque quello lo stesse portando.

𝙀𝙫𝙞𝙡 𝙋𝙧𝙖𝙘𝙩𝙞𝙘𝙚 • 𝙎𝙩𝙧𝙖𝙮 𝙆𝙞𝙙𝙨Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora