Camminando per il paese verso l'ufficio dello sceriffo, Lee Minho era già arrabbiato. Non sapeva perché, ma dagli sguardi che gli erano stati rivolti per tutta la mattina aveva capito fosse successo qualcosa che gli altri, però, temevano a comunicargli. I due aiutanti erano alle sue spalle e il fatto che Chan fosse visibilmente pronto a scattare gli confermava quanto sospettato: avrebbe ricevuto orribili notizie.
Entrando nell'edificio, quel giorno, si poteva respirare un clima di gran confusione e ciò contribuì ad innervosire Minho, che però tirò dritto finché non fu nell'ufficio di Beringar. L'uomo sedeva alla propria scrivania piuttosto calmo, del traduttore non vi era traccia, mentre il vice-sceriffo era adombrato in piedi al suo fianco. Minho si rivolse a quest'ultimo.
«Cosa devo sapere?»
Changbin si mosse nervosamente sui propri piedi. «Il vostro piccolo mostro è riuscito a scappare, monsignore.»
Minho sbatté le palpebre qualche volta, sicuro di aver capito male. «Il mio- Cosa?!»
«I ceppi sono stati aperti con la chiave, non ci sono segni di forzature. Qualcuno lo ha liberato.»
D'istinto l'esorcista portò una mano al petto, sotto avrebbe dovuto sentire la consistenza della chiave ma non la trovò. Come aveva potuto non accorgersene prima?
«Esigo le mani dei malfattori su questa dannata scrivania all'istante!»
Minho sbatté i pugni sul piano di legno, Beringar sobbalzò sul posto e rivolse al sacerdote uno sguardo infastidito. Il cuore dell'esorcista perse due battiti, i suoi occhi in fiamme però non sembrarono scomporre il vice-sceriffo.
«I miei uomini sono stati interrogati uno per uno, chiunque aveva accesso alla casa dove tenevamo il ragazzo ha un alibi di ferro. Nessuno ha visto niente.» Rispose stoicamente Changbin, rivolgendo un'occhiataccia a Chan che gli si era pericolosamente avvicinato troppo.
«Qualcuno deve averlo pur liberato!» Sbraitò Minho, fuori di sé. Era sicuro si sarebbe arrabbiato ma ora, al corrente della situazione, era anche molto peggio.
«Infatti. Voi potreste magari avere delle informazioni a riguardo?» Il sopracciglio alzato di Changbin, insieme alle sue parole, fece sgranare gli occhi al sacerdote che aveva ormai perso la solita calma; le ferite su tutto il corpo sembravano bruciare, come se la rabbia uscisse dalla carne ferita e in alcuni punti ancora aperta.
«State insinuando sia stato io a farlo scappare?! Come osate?!»
«Non sto insinuando niente, sto solo facendo supposizioni per capire come potrebbero essere andate le cose. Comunque quello che insinua mi sembrate proprio voi, Lee Minho, state accusando i miei uomini e tutta la città di Salem.»
«Non avrei alcun motivo per fare una cosa simile!»
«Forse, dopo mesi senza risultati, avete preferito inscenare una fine per il vostro fallimento dove poteste uscirne a mani pulite.»
Changbin non abbassava lo sguardo indagatore e pieno di sfida e Minho si rese conto che arrabbiarsi, in quel momento, non avrebbe portato a nulla, sopratutto perché il vice-sceriffo sembrava convinto della propria versione. Prese un lungo respiro prima di parlare di nuovo.
«Sentite, ad ora non è importante sapere chi è stato, ma è imperativo trovare il ragazzo. È pericoloso lasciarlo a piede libero, pericoloso per gli altri e per sé stesso.»
Changbin finalmente abbassò gli occhi, fiero di come non fosse stato il primo a cambiare i toni di quella discussione. «Io e lo sceriffo Beringar ci siamo già confrontati, a tal proposito.» Incrociò le braccia al petto e guardò l'uomo appena nominato. «Lui avrebbe già radunato degli uomini per una spedizione di ricerca ma io mi trovo contrario e ho ritenuto opportuno fermarlo.»
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𝙀𝙫𝙞𝙡 𝙋𝙧𝙖𝙘𝙩𝙞𝙘𝙚 • 𝙎𝙩𝙧𝙖𝙮 𝙆𝙞𝙙𝙨
ParanormalSalem - 1692 Lee Minho, affermato esorcista dal temperamento di ferro e ardente Fede, viene convocato a Salem per curare un caso unico nel proprio genere: Han Jisung soffre da tempo per un'entità maligna che ha posseduto il suo corpo e che non inten...
