Queen Mary vs Breath of Life - Comandante Simmons/Marsilea

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- Comandante! Comandante! - mi sentii chiamare dal mio timoniere. La sua voce acuta, sembrava carica di ansia.

- Tenente Lancaster! Cos'è tutta questa agitazione? - domandai uscendo dalla cabina.

- Una nave ci sta inseguendo. Batte bandiera pirata, Comandante. Dalla coffa mi segnalano essere le Breath of Life! - disse concitatamente. Le mani salde sulla ruota del timone. - Se non proviamo a seminarli, ci raggiungeranno al largo delle coste delle Isole Vergini. È un fondale insidioso, Comandante! -

Maledetto pirata. Il suo piano era farci incagliare e prendersela comoda per un abbordaggio.

- Cercate di evitare le Isole Vergini. Vuole la ragazza. - risposi al tenente.

- Sissignore! -

E così James Conroy è venuto a prendersi la ragazza... Ma perché? Da quello che mi ha detto Lady Marsilea, lui stesso voleva consegnarmela per prendersi la ricompensa. Forse vuole comunque del denaro... Oppure c'è qualcos'altro sotto che non so.

Con questi pensieri attraversai il ponte, mentre i miei soldati si apprestavano a caricare le armi per combattere la Breath of Life. Arrivai alle cabine sotto il cassero di poppa e mi diressi verso quello di Marsilea.

- Lady Sullivan! Ho bisogno di scambiare qualche parola con voi! - dissi bussando alla porta della cabina. Sentii dei rumori provenire da dentro e, infine, la ragazza mi aprì la porta.

- Cosa volete? - chiese con la voce carica di disprezzo.

- Conroy ci sta inseguendo. C'è qualcosa che avete omesso di dirmi?- la interrogai. Il mio cipiglio era severo, ma negli occhi della ragazza non vedevo alcuna paura. La vita condotta precedentemente doveva averla temprata parecchio.

- Potrei aver dimenticato di dirvi che Conroy è perdutamente innamorato della sottoscritta... Ma no. Non ho omesso proprio nulla. Ora se volete spiegarmi come faremo ad evitare lo scontro, ne sarei alquanto grata! - replicò lei, incurante del fatto che fosse una ragazza e che doveva rispetto, se non a me a ciò che rappresentavo.

- Non faremo nulla per evitare lo scontro. Prendete con voi qualcosa per passare il tempo. Vi trasferisco in un posto più sicuro. - le risposi. La cella! quello era il posto in cui avrebbe passato il resto del viaggio. Non poteva importarmi nulla di quello che avrebbe fatto o detto all'arrivo in Scozia. Era per la sua sicurezza che la rinchiudevamo. Almeno, questo era ciò che avrei detto a chiunque mi avrebbe chiesto spiegazioni.

- Perché non posso restare qui? -

- Perché queste cabine sono le prima ad essere colpite dai cannoni. - le spiegai, con un falso sorriso sulle labbra. La vidi aggirarsi per la cabina e recuperare un paio di libri. - Seguitemi! - le dissi. Mi avviai verso il fondo degli alloggi e iniziai a scendere delle scale. Controllai che lei mi seguisse.

- Perché stiamo scendendo sottocoperta? -

- Sicurezza - la presi per un gomito e senza tante cerimonie la infilai nella prima cella libera e chiusi le sbarre dietro di lei.

- Ehi! Mi avete rinchiusa! - mi urlò catapultandosi contro la porta.

- Lo so. Qui sarete al sicuro da eventuali scontri e non potrete approfittare della situazione per scappare. Non sono stupido, Lady Sullivan. Dopo la sfuriata a colazione, so per certo che cercherete la fuga alla prima occasione. Purtroppo per voi, il vostro matrimonio è inevitabile. - mi girai e la lasciai là, arrabbiata, che mi guardava in cagnesco e borbottava imprecazioni, che manco i miei soldati osavano proferire. Chiunque si sarebbe occupato della sua educazione, se la sarebbe vista brutta.

Finalmente liberaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora