Tortuga - Marsilea/James/Francis

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Marsilea:

Mangiai lo stufato seduta sulla sedia, guardando il mare e il cielo diventare color pece, mentre milioni di stelle cominciavano ad illuminare la notte.

Lo stufato era ancora tiepido e molto buono. Horst ci sapeva proprio fare tra le padelle. Stavo sollevando il cucchiaio quando qualcuno entrò nella cabina.

- Vi disturbo? - chiese Wheely aprendo la porta.

- No, entrate. -

Wheely caracollò dentro e si richiuse la porta alle spalle.

- Cosa volevate dirmi, Wheely? -

- Vi prego datemi del tu, ragazzina -

Rimasi sorpresa dalla sua richiesta, ma acconsentii - Allora? -

- Jam non sta bene. Ha troppe cose per la testa e tutte riguardano voi -

- Se io devo darti del tu, la cosa è reciproca! - esclamai.

- Molto bene, Marsilea. Jam non sa cosa fare con te -

- E questo come dovrebbe riguardare me? Se come dici, Jam (che immagino stia per James), non sa che pesci pigliare con me, è solo e soltanto un problema suo. Non gli ho chiesto io di inseguirmi per mare e di salvarmi dalla Queen Mary. Me la sarei cavata perfettamente una volta scesa a terra in Scozia. Ma lui doveva fare il nobile cavaliere che salva la donzella in pericolo! Sbaglio? - domandai abbandonando il piatto con il cucchiaio sul davanzale e portandomi le mani sui fianchi. Sul mio viso un'enorme aria seccata.

- Quindi a te andava bene essere portata a Corte? Tra tutte quelle serpi? -

- Non ho detto che mi andava bene. Semplicemente che non sono stata io a chiedere qualcosa a James. C'eri anche tu quando mi ha prelevata dalla taverna la prima volta, una settimana fa. Non sapeva chi io fossi e mi ha spiattellato il motivo per cui mi aveva legata. Ma non ti ha detto in che modo mi ha legata. Non ti ha detto quanto eravamo vicini a... a... beh hai capito no? - dissi vedendo la smorfia divertita sul viso largo di Wheely - Ha fatto tutto lui. Cominciato lui e finito lui. Io non ho voce in capitolo. Quello che però non ha il potere di controllare, sono le mie emozioni. Se per lui, io non sono altro che una sorella, allora per il mio bene, quando saremo a Tortuga mi imbarcherò su un'altra nave, per non rivederlo mai più. - espressi tutta la mia frustrazione, la mia impotenza, i miei sentimenti. Anche se non conoscevo bene Wheely, il solo fatto che fosse venuto a parlarmi dei problemi di James, mi aveva confermato che era un uomo sul quale si poteva contare.

Com'ero finita dal non fidarmi di nessuno a fidarmi dei pirati, non avevo idea.

- Quindi hai intenzione di scappare dall'unica nave in cui potrai essere al sicuro, ragazza? -

- Che altre alternative ho? Restare e venire ignorata da lui? Almeno se scappo, riuscirò a dimenticarlo! -

Wheely alzò un sopracciglio, dubbioso. La sua occhiata scettica mi mise più paura di qualsiasi altra cosa.

- Sei sicura di quello che dici? Da quando il suo mentore è morto, mi sono affezionato a quel ragazzo, tanto che lo considero quasi un figlio, nonostante sia il mio Capitano. Anche se lui non lo vuole ammettere ad alta voce, qualcosa per te la prova. Tu anche, solo che sei più intelligente e ad alta voce lo ammetti. Ora, saprai bene anche che i sentimenti non li puoi comandare. -

Wheely aveva ragione. I sentimenti non compariranno a comando né tantomeno se ne andavano in tal modo.

- Ma non ho altra scelta. Vederlo mi fa soffrire troppo. -

- Quindi getti la spugna? Dimmi, ragazza, a parte non soffrire cos'è che desideri di più? -

Ci pensai qualche momento prima di dargli una risposta - Libera. Io voglio essere libera. -

Finalmente liberaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora