Rotta verso Tortuga - Marsilea/James

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Marsilea:

Stavamo navigando da ormai due giorni ed io non avevo fatto altro che evitare il Capitano. Solamente pensare a lui, alle sue parole, mi faceva piangere. Erano lacrime dal sapore amaro, perché avevo avuto il tempo di analizzare la nostra situazione e capire il suo punto di vista, pur non accettandolo. Lui era stato cresciuto da mio padre, poco importava se io non l'avessi mai conosciuto. Nel momento in cui aveva scoperto la mia identità, ero diventata territorio neutrale. Intoccabile, inviolabile, come un'appestata. Poco importava se il mio cuore lo desiderasse o se il suo desiderasse me. La sua mente lo obbligava a mantenere quella promessa. Cosa potevo farci io?

Puoi sempre fargli cambiare idea!

No! Me lo rinfaccerebbe. Non voglio essere il suo motivo di spergiuro.

E allora dovrai evitarlo. Una volta arrivata a corte, trovati un uomo e accasati. Goditi la tua prigione dorata. È questo che vuoi?

So benissimo che non è ciò che voglio. Io voglio lui... Lo ammetto.

Ammetterlo a me stessa, però, non aiutava. Ogni gesto che compivo, aveva come sottofondo il suo volto, quegli occhi acquamarina che brillavano sagaci, quella voce come carezza vellutata. Mi alzai dalla poltrona e andai alla finestra. Il sole splendeva impietoso sul mare e il vento lo gonfiava, facendo salire la schiuma bianca contro la nave. Aprii la finestra per prendere un boccata di salsedine e iodio. Mi appoggiai con i gomiti al davanzale di legno e mi persi nel paesaggio circostante. Mare e mare a perdita d'occhio. Blu, azzurro e verde, qualche spruzzo di bianco e qualche delfino in lontananza che saltava felice e libero tra le onde, questo era tutto ciò che il mio sguardo abbracciava. Rimasi con la testa fuori dalla finestra, finché un leggero bussare non mi richiamò dentro.

- Avanti! -

Con un leggero cigolio, una zazzera bionda fece capolino dalla porta.

- Disturbo? - mi domandò Francis.

- Assolutamente no! Entra Francis! - gli risposi sorridendo. Finalmente un viso che mi rallegrava.

Francis entrò e si chiuse la porta alle spalle - Come mai non siete uscita in questi giorni? State male? -

- No, Francis. Avevo bisogno di stare un po' da sola. Però la tua compagnia mi allieta molto -

- Sul serio? - domandò il ragazzino, con un enorme sorriso sghembo sulla faccia - Il Capitano diceva che non volevate essere disturbata, ma io capivo che stava mentendo. - raccontò gonfiando impeto e dandosi un'aria importante per aver riconosciuto una bugia del suo Capitano.

- Quindi se non sei venuto prima è perché quello screanzato, ha impedito a chiunque di venire a farmi visita?! - esplosi, spaventando leggermente Francis.

- Ecco... Nemmeno lui è uscito molto dalla sua cabina. Non lo si vede dalla cena sul cassero di prua. Quella sera, ho sentito distintamente che lanciava degli oggetti a terra e inveiva. -

- Beh, la colpa è sua. È lui che ha mandato all'aria la cena. - constatai, senza tener conto che il ragazzino non poteva sapere nulla di quello che James e io ci eravamo detti.

- Avete litigato? Come mai? Se vi ha tradita, lo riempio di botte! - esclamò facendo la voce grossa.

Lo guardai sorpresa. Già precedentemente mi aveva chiesto se ero la sua fidanzata e gli avevo risposto di no. Evidentemente non l'avevo convinto, se continuava a credere che lo fossi.

- Francis, non mi ha tradita. Abbiamo solo discusso. Diverse opinioni in merito ad un argomento - gli spiegai.

- Capisco. Però se avete solo discusso, perché non vi parlate più? -

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