6. Fiala di colorante

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«Quando gli altri ti mettono davanti ciò che dovresti volere, cominci a desiderare più ardentemente il proibito.»

Lascio uscire un leggerissimo sbuffo quando mi chiudo la porta del locale alle spalle, tentando di ritardare il più possibile il mio ritorno a casa. 

Mi prendo tutto il tempo del viaggio per ripensare all'incontro di qualche ora fa. Trovarmelo davanti è stato paralizzante, ha bloccato ogni minuscola cellula del mio organismo che aveva deciso di non rispondere agli impulsi che cercavo di inviargli. E poi, poi, sentirgli pronunciare il mio nome, anche se indirettamente, mi ha scatenato una reazione che ancora mi lascia confusa, ché il fremito mi è partito dal cuore, scuotendomi ovunque, e facendo annidare quel tremolio tra i battiti del mio cuore, è ancora presente.

Mentre l'asfalto sotto ai miei piedi si fa sempre più vicino a casa, e io macino i passi senza neanche rendermene conto, mentre penso ai suoi occhi che mi sfogliavano come mani, uno strano senso d'ansia mi si annida dal petto, assopendo lievemente il tremore che ancora non è sparito. Perché il senso di angoscia è viscido, pronto a colarti addosso e a sporcare la pelle candida di chi, ignaro, si imbatte nel suo triste destino, e io lo so che l'ennesimo colpo alla mia anima, appena riempita di nettare verde rilucente al sole, sta per arrivare, grazie alla fitta che mi attanaglia il petto quando scorgo mia madre seduta sulla sedia a dondolo del portico, con gli occhiali da vista sottili, il giornale piegato accanto a lei, e lo sguardo assottiglia verso di me.

Mi maledico per la mia mancata abitudine nel portare orologi da polso, perché l'unica spiegazione che mi posso dare è dovuta ad un mio ritardo, cosa che non mi destabilizzerebbe più di tanto, perché ogni volta che mi sono presentata appena dopo il tramonto, o durante, lei non si è mai risparmiata la stessa insulsa e fastidiosissimo frase, in cui precisa che le brave ragazze non stanno in giro fino a tardi.

Alzo leggermente la gamba, percorrendo gli inesorabili tre gradini che mi separano da lei, e ci provo - davvero, davvero tanto - a fuggire in casa, ma lei mi richiama prima che io possa allungare la mano al pomello. «Ti diverti tanto, a prenderti gioco di tua madre?» il tono glaciale mi trasforma i globuli rossi in cubetti ghiacciati, e un brivido freddo prende a scorrermi sulla schiena.

«Cosa?» il mio respiro svanisce a bordo delle labbra, prendendo il suono dell'interrogativo che mi pulsa nel petto. «Mi hai sentito» si schiarisce la voce, toglie gli occhiali e li appoggia sul quotidiano di questa mattina, legandosi le mani in vita e dirigendo il suo sguardo verso di me. «Pensi di potermi disobbedire?»

Aggrotto la fronte in rughe di confusione, facendo vagare leggermente lo sguardo intorno all'ambiente in cui ci troviamo, tentando in vano di trovare una risposta alle domande che mi sento fiorire nello stomaco in un vuoto pronto a risucchiare qualsiasi cosa. «Mi chiedo cos'abbia fatto di male per meritarmi una figlia del genere» rimango allibita al suo sfogo, mentre porta gli occhi ad osservare il cielo, al di là della staccionata.

«Io non ho fatto niente» mi sento di dirle, e il mio tono esce infinitamente più deciso di quanto sia mai stato in vita mia. Ché io non ho fatto davvero niente, ho solo servito al locale, a cui tra i tanti clienti, si è aggiunto anche Harry che - oh.
Harry.
Harry era lì, e anche mezza Rolling Hills.

«Tu non hai fatto niente, dici?» le labbra le piega in un sorrisetto raccapricciante, ma io ho già capito ciò che mi vuole dire, quindi mi preparo chiudendo gli occhi, osservando per qualche secondo un colore incredibilmente vivido, che si trova lì solo grazie ai miei ricordi. «Sono io a non aver fatto niente quando Brenda mi ha parlato dietro per un'intera settimana dopo aver visto mia figlia e quel teppista che è il figlio degli Styles allontanarsi dalla chiesa, insieme» mi paralizzo, ché questo non è ciò che mi aspettavo, che le certezze che mi ero inculcata fino a quel momento, sono state spazzate via, e lo schiaffo bruciante della verità mi fa compiere un passo indietro contro la porta.

𝘚𝘢𝘭𝘵𝘺 𝘚𝘬𝘪𝘯 ʰˢDove le storie prendono vita. Scoprilo ora