Erano passate due settimane dall'ultima volta che Harry aveva visto Draco e gli mancava tantissimo, anche se non aveva la voglia e la forza di ammetterlo ad alta voce.
La mattina Harry vestiva James per la scuola, poi lo accompagnava insieme a Talbott e i due andavano insieme al lavoro.
James era stato bravo e aveva mantenuto la promessa di non nominare più Draco. Harry dopo una settimana aveva staccato dal frigorifero il disegno che James aveva fatto a scuola, ma non lo aveva buttato, bensì lo aveva conservato in un quaderno che aveva poi lasciato nella libreria in camera di James.
Era di notte che Harry sentiva la mancanza di Draco. Quando finalmente era solo, chiuso nella sua stanza e sotto le lenzuola, allora in quel momento Harry poteva lasciarsi andare alla malinconia. Aveva pianto la prima notte che Draco era andato via.
Era andato al lavoro quella mattina, ma la testa completamente sconnessa.
Ripensava in continuazione alla sera prima, alle parole di Draco che gli urlava di smettere di assillarlo.
Talbott gli aveva chiesto che cosa avesse. In un primo momento Harry aveva preferito non rispondere, il dolore troppo forte, ma alla fine, verso sera, prima di tornare a casa, era scoppiato e aveva raccontato di Draco a Talbott.
“Che cosa stai dicendo?” aveva chiesto il poliziotto ad Harry mentre questo guardava fuori dal finestrino per evitare di piangergli davanti.
Il moro aveva infilato una mano in tasca e gli aveva consegnato la lettera che il biondo gli aveva lasciato nella casella della posta.
“Mi ha anche lasciato tutto il suo stipendio, dicendo che avevo più bisogno io di lui!” sbottò Harry, in preda alla rabbia. “Mi ha trattato come un poveraccio!”
Talbott sospirò, guardando il collega e amico.
“Non ti ha trattato come un poveraccio, credo ti volesse aiutare. Alla fine per un mese ha vissuto a casa tua, no? Questa è la sua parte. Ti ha solo dato quello che ti spettava…” disse il giovane.
“Era altro che mi spettava! Non soldi! Non me ne faccio nulla dei soldi! Io volevo qualcuno che mi amasse e amasse mio figlio! Volevo tornare a casa e trovare la casa già illuminata, vedere Draco mentre canticchia e nel frattempo prepara la cena, vedere James che disegna mentre lo aspetta, vedere James giocare e scherzare con lui, volevo poterlo stringere da dietro dopo essere tornato a casa stanco dal lavoro, volevo sedermi sul divano con lui dopo aver messo a letto James, volevo stringerlo tra le braccia, baciarlo e magari approfondire quello che avevamo appena scoperto!”
Talbott lo guardò.
“Siete diventati intimi?” chiese il giovane e Harry annuì.
“Si! e lui è… Dio, il pensiero che sia scappato! Non sono mai stato così bene con una persona prima! mi piace tutto di lui! Anche se è un uomo, non mi importa! MI fa battere il cuore, mi piaceva anche dal punto di vista sessuale! Sto morendo dalla voglia di sperimentare ancora con lui e invece? E’ scappato come un codardo! Non ha avuto le palle per guardarmi in faccia e dirmi che voleva andarsene perché si era stancato di noi!”
Talbott, che era rimasto in silenzio, scrollò la testa.
“E’ scappato perché ha paura” disse il giovane e Harry lo guardò.
“Paura di cosa?”
Talbott sorrise, intenerito.
“Paura di essersi innamorato” disse e Harry spalancò la bocca.
"Innamorato?" Chiese Harry perplesso e Talbott annuì.
"Siete entrambi innamorati. Ho visto Draco al ristorante, al modo in cui ti fissava quando tu eri impegnato con James o quando tu parlavi con Lois. E tu… tu sei palese. Lo ami già da tempo, l'ho notato da subito. Sei cambiato. Sei migliorato. Avere Draco accanto ti ha fatto bene. Ora si vede che stai male. Ma.. glielo hai mai detto che lo ami? Che ci tieni a lui?" Chiese Talbott e Harry distolse lo sguardo, colpito.
"Gli ho chiesto di non andarsene, di restare con noi…Ha un sacco di cose da fare qui! Tutti gli vogliamo bene!" Disse Harry.
"Si, ma tu gli hai detto che lo ami? Magari Draco aspettava quelle tre paroline per decidersi a restare?"
"Nemmeno lui me lo ha mai detto…" borbottò Harry, mentre le guance gli diventavano rosa.
"Non lo avrà detto ma ogni suo gesto era un gesto di amore nei tuoi confronti. Lo hai visto con James? Lo ha amato dal primo istante. Si trovano bene insieme quei due e tra tutti chi sta soffrendo è James. Cosa dice lui?"
Harry deglutì.
"Non dice nulla perché l'ho minacciato di non nominarlo più…" disse il moro, vergognandosi.
"Harry! Ma come puoi essere così crudele? Quel bambino sta soffrendo e vorrebbe avere qualcuno con cui parlare. Perché non può parlartene?"
"Perché basto già io che ci penso ogni ora e ogni istante e mi sento morire. Perché obbligare James a stare tanto male come me?"
"Hai provato a chiamare Draco?" Chiese Talbott.
"No. Che senso avrebbe? Non risponde a Wally, figurati a me! Sono io la causa per cui è scappato. Se tutto va bene mi odia adesso. Perché dovrei scrivergli?" Chiese Harry, sentendo la rabbia montare.
"Perché forse sta solo aspettando un tuo messaggio per decidersi a tornare, non ci hai pensato?"
Harry negò con la testa.
"Io non farò proprio nulla. Ha fatto la sua scelta. Se è felice così, ben per lui…" disse Harry e con quelle parole scese dalla macchina.
Talbott lo guardò allontanarsi, poi sospirò, mentre affermava il cellulare e chiamava Lois.
"Ciao tesoro" disse il meccanico.
"Ciao. Stasera ci vediamo? Mi sento un po' giù"
"Ma certo. Resti a dormire da me?"
"In realtà volevo chiederti se ti andasse di dormire da me. Ormai non ci sto più a casa e tu potresti conoscere Errol"
Dall'altra parte si udì una risatina.
"Oh, non vedo l'ora di conoscere il tuo uccellino" disse Lois con tono malizioso.
Talbott sentì le guance andargli a fuoco.
"Sbrigati a venire, ho voglia" disse prima di chiudergli il telefono in faccia.
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~Drarry~ Lifeguard
Fanfic⭐COMPLETA⭐ TRAMA: Harry Potter è un padre single di trentaquattro anni. Draco Malfoy è un ragazzo di ventitre, che si ritrova dalla sera alla mattina a lavorare come bagnino per la spiaggia di Paradise come punizione dopo aver sfasciato la macchina...
