Barceloneta

102 0 0
                                    


Non sono uno che va a puttane ma oggi mi capita di pensarci. Voglio dire, non penso d'andare a puttane ma alle puttane in sé. Orde di corpi ammassati nell'oscurità di queste strade catalane. Solo i poveri conoscono la vita, tutto il resto si limita a replicare quella di qualcun altro, vivo o morto che sia. Stesse banche, stessi vestiti, stessi armamenti nucleari. La metà degli stronzi che viene a spiegarti quanto sia bello essere onesti e cristiani venderebbe la madre in cambio di qualche euro e un biglietto per Bali. È quella stessa metà che prima di scoparsi una prostituta chiederebbe lo sconto e una volta a casa - bacerebbe la moglie.

Quando vedi certe scene miserabili capisci che il significato del termine Puttana è stato stravolto dal (e nel) tempo. La verità - io credo - è che Puttane lo siamo tutti! Puttana è il panettiere che pippa alle tre del mattino; puttana è la moglie che ciuccia il cazzo "solo" dopo le cene ai Gala; puttana è il leccaculo che porta il caffè al capo, lo sbirro corrotto, il mafioso ignorante, la maestra fascista...l'azione volta all'egoismo sfrenato. Il momento in cui capiremo d'essere imperfetti sarà quello perfetto. L'unico momento in grado di procurarti un brivido di felicità insensata lungo la spina dorsale.

Mi avvicino ad una di loro mentre ti penso. "Dove sei? Vedi che cazzo mi fai fare? Vedi che tocca fare ad uomo che non sa che farsene della vita? Ci siamo distrutti baby! Mi hai distrutto. E adesso mi tocca distruggere. Potessi ammazzare chiunque nel mondo - me compreso - schiacciando solo un pulsante rosso (me lo immagino sempre rosso!) probabilmente avrei fatto saltare per aria l'umanità interna già da un pezzo.
E così tu non esisteresti! né io! né la farmacista all'angolo della strada, né quel bel suo paio di tette, né i suoi capezzoli, né tua madre, né la mia, né la Nestlè o la Coca Cola Company o la Chiquita; non ci sarebbero concorsi per chofer, né Cinema, né zucchero filato, né sfilate, né Musica. Persino Dio - son sicuro -
a una certa scomparirebbe.
Riesci ad immaginare? La Signora Pace. Questo! È questo quello che voglio! Ora che non ci sei.

La puttana mi guarda avvilita. Sono davanti a lei da qualche minuto ma non ho detto una parola.
Ehi tu, dice, testa di Cazzo. Ti si è fulminato il chip?
Quanto vale il tuo culo? le chiedo.
Lei si blocca mentre io cerco di capire quello che sta pensando. Dev'essere qualcosa del tipo "questo alcolizzato bianco figlio di puttana, non si regge manco in piedi e mi chiede di dargli il culo. Il mio culo. Vorrei proprio vedere se riesce a drizzarlo veramente nelle condizioni in cui si trova". Alla fine opta per la risposta più professionale. Cento, dice, ma ti faccio anche un pompino.
Andata.

"Visto stronza? Visto dove mi porti? Quello che mi sparerei nel cervello pur di non pensarti? E tu sei lei e lei è te, adesso. Anche se so che non è così e mai lo sarà.
Il mondo gira lento oggi come ieri: troppo. Mentre il tempo non passa, semmai sfugge . Son sicuro che il suicidio sarà a pagamento fra qualche anno e che bisognerà stipulare una polizza sulla Morte. Ci sono troppi morti viventi in giro per potersi permettere di lasciare inesplorato questo promettente mercato. Sono cose su cui riflettere mentre vivi e respiri ed ogni secondo, ogni minuto, è diverso dal precedente. La puttana mi porta in un vicolo buio e stretto. Mentre camminiamo le guardo il culo compresso nei meandri di una minigonna nera. Madonna come te lo sfondo, pensai. La filantropía è l'arte della sapienza.
ma la sodomia è l'arte della vita.

Diario Di Uno StronzoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora