Ci sdraiammo sul letto. Io sopra. Cominciai a leccarle il collo mentre le infalavo un paio di dita nella fica. Lei nel frattempo smanettava qualcosa là sotto e nel farlo si bagnava. Era morbida. Sembrava d'essere sopra un materassino ad acqua umidiccio. Le sue tette sode e ben tirate mi s'appiccivano al petto allargandosi a dismisura. Di colpo Jade raccolse un preservativo dalle lenzuola, diede uno stacco di reni in avanti e ricominciò a succhiarmi l'uccello cercando nel frattempo d'aprire l'aggeggio. Ci riuscì, e manco a dire come me lo ritrovai fasciato.
《I want this cock!》disse ficcandoselo dentro. Io la tenevo per i fianchi intanto che lei mi dava le spalle saltellando. L'afferrai per i capelli con rabbia e le diedi due colpi ben assestati. Glielo ficcai dritto nell'intestino. Per un attimo cacciò un urlo tipo bambina malata, poi sorrise. Sorrideva...la puttana, capite? Iniziai a menar colpi come un disgraziato in preda all'estesi. Jade ansiamava e si masturbava. Io erano due mesi che non scopavo e non m'ero fatto manco una sega prima d'andare. Era successo tutto così, velocemente. Dicono che le cose belle accadono all'improvviso. Sentii uno spasmo salirmi sú per la base del culo. "Non adesso" pensai "ti prego, non adesso". L'orgasmo s'apprestava a sopraggiungere; spietato e crudele tzunami di spermatozoi semimorti condannati all'inferno. Chiusi gli occhi un breve istante cercando di trattenerlo il più possibile. Provai a pensare a qualcosa di brutto, di orribile, tipo Trump presidente U.S.A, ma era come fermare un'eruzione vulcanica munito di pala e buona forza di volontà. Presi Jade di peso e me la ficcai sopra. Eravamo pelle a pelle - o pelle a palle - che dir si voglia. ll mio membro caldo e gonfio dentro lei era come il cazzo del cane nella cagna, pur avendo voluto liberarmene non sarei riuscito nella titanica impresa. All'improvviso qualcosa di strano e spettacolare accadde. L'orgasmo dapprima potente e inarrestabile parve assopirsi sul finale. Sentii un pò di liquido zampillar fuori sotto la membrana di lattice, ma il pene rimase ritto come un cactus messicano nel deserto del Chihuahua. Non saprei spiegarlo, ma pare ci sia un nome per questa cosa. Ero venuto senz'essere venuto. Il buon Dio mi stava dando una seconda chance e non potevo farmela scappare. Presi Jade per un braccio e me la riportai sotto. Ci diedi dentro con foga assassina. Colpi bilanciati, sequenziali; colpi secchi, colpi sorsi, colpi a mitraglia. Sentivo il cuore pulsare all'impazzata dentro la gabbia toracica. Per un attimo ebbi l'impressione che stesse per esplodere ma seguitai impavido nell'azione suicida.
La infilzavo privo di pietà alcuna; senza piacere fisico né emotivo.
Avete presente, uomini, l'attimo post-orgasmico? L'unico della nostra vita in cui il potere della donna pecca di magnetismo sulla carne. Dura minuti, secondi, delle volte, poi si ritorna schiavi vermeggianti in balia delle onde.
Ebbene, è proprio questo quel ch'accadde. Colpi su colpi su colpi e niente, nessuna sensazione. Era come starsene seduti a vedere il David Letterman Show di domenica pomeriggio. Piatto. Lei godeva e sbraitava, nel frattempo. Io sfruttai l'occasione per sfogarmi del tutto. Avevo voglia d'amare.
Le chiesi di mettersi a pecora ed ella eseguì. Scesi dal letto e me la portai vicino, fino al bordo. 《Yeah, fuck me baby》, glielo ficcai dentro più che potei e le menai un malrovescio sul culo. S'udiva adesso uno strano e piacevole suono, simile in tutto e per tutto a quello d'un pollo spennato sbattuto con foga su di una lastra metallica. Ero il diavolo in fiamme. Lei stringeva tra le mani il lenzuolo arricciandolo verso sé; poi ci poggiava la fronte sopra e l'impregnava di liquido bollente e viscido. Ancora un minuto. Sentivo il sudore colarmi dalla nuca fin sopra le spalle. M'accasciai sulla sua schiena esanime e glielo ficcai a natiche strette, pompai qualche colpo di fortuna. Sentivo i muscoli tremare. Mi poggiai su un fianco e la presi così, di lato. Con una mano le alzavo la coscia. Feci il giro dal suo ventre con l'altra e cominciai a smanettarle la fica. Nel frattempo esauriì le forze. Mi strinsi a lei in un mostruoso vortice d'istinto primordiale. Immersi il viso in quella criniera nera e mastodontica imbrattata della gioia più bella che potesse essere mai stata creata sulla terra. Quell'attimo - il secondo in cui mi persi in lei del tutto - ritrovai la mia dannata via per il paradiso. Strinsi forte gli occhi... e alla fine venni.
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Diario Di Uno Stronzo
Short StoryATTENZIONE: contenuto per adulti e linguaggio esplicito. Alcool, droghe e sesso...la strada per l'inferno è lastricata di piacevoli ostacoli.
