sigarette [10]

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LEVI'S POV:

Erano le 6.00 del mattino, la mocciosa dormiva beatamente.

Era così bella.
Le spostai una ciocca di capelli dal viso, senza farla svegliare.

Avrei voluto restare in quel letto con lei e stringerla a me, ma non potevo.
Dovevo andare a parlare di affari con quel bastardo di mio zio: Kenny Ackerman.
A quell'uomo piacevano i giochi d'azzardo e puntualmente si metteva nei casini, purtroppo coinvolgendo anche me, dal momento che in città ero conosciuto come il fatidico nipote di Kenny Ackerman, l'uomo che mi aveva cresciuto per poi abbandonarmi.

Purtroppo, in questa città del cazzo, se non si ha una buona reputazione si è fottuti.
In un modo o nell'altro si verrá sempre trascinati nei bordelli.

Indossai il mio classico smoking nero con il fazzoletto al collo.

Presi dalla tasca del mio pantalone un pacchetto di sigarette e ne accesi una.

Sbuffai una nuvola di fumo fuori dalla finestra e pensai a lungo.

Più il tabacco si consumava, più la mia mente lo seguiva.
Come se le due cose fossero collegate.

Fumare mi faceva sentire bene.
Un po' come il sesso: ti fa sentire spensierato se lo fai.
Ti fa scaricare tutta la tensione e lo stress.

Durante i miei rapporti, però, mi sono sempre sentito vuoto.
Un vuoto che non riuscii mai a colmare.
Provavo piacere e basta.
Scaricavo la tensione fisica e stop.
Niente di più, niente di meno.

Invece fumare, consumare delle fottutissime sigarette, oltre ad alleviare lo stress, mi faceva riflettere su questo vuoto incolmabile.

Perché quando lo facevo con quelle donne, non provavo mai nulla di serio?

Poi mi girai e vidi la mocciosa stesa sul letto con gli occhi chiusi.
Come se fosse lei la risposta.
Non riuscii ad immaginarmi il sesso con lei, perché dovevamo ancora conoscerci bene.
Eppure sentivo che tra noi ci fosse qualcosa.
Un sentimento sconosciuto, da me mai provato.
Anche se avevamo stretto da poco, sembrava che ci conoscessimo da una vita.

E se avessi fatto sesso con lei, come mi sarei sentito?

Un brivido mi percorse la schiena, facendomi quasi eccitare.

Andiamo Levi, cazzo.
Sono solo le 6.15 di mattina, non puoi fantasticare sul corpo della mocciosa sotto al tuo, completamente abbandonato alla tua mercé.

Cristo santo, come avrei voluto scacciare quei pensieri.
Eppure mi facevano sentire fottutamente bene.
Non erano solo scene erotiche che si formavano nella mia mente.
C'era anche il sentimento.

La verità? Ero confuso.
Fottutamente confuso.

La nicotina delle sigarette logorava i miei polmoni, le emozioni il mio cuore e i pensieri la mia testa.

Uscii dalla stanza abbastanza triste.
Mi sarebbe dispiaciuto il fatto che la c/c non mi avesse trovato accanto a lei al risveglio.
Pensai però che fosse meglio così.
Almeno Hanji non si sarebbe fatta ulteriori domande sul perché io mi trovassi nel letto con una 19enne.

SKIP TIME

Con la testa che mi doleva, tornai a casa.
Kenny aveva fatto un'altra delle sue stronzate, ma fortunatamente, io riuscii a starne fuori.
Nonostante lui avesse chiesto ripetutamente il mio aiuto.

Quel bastardo meritava solo di morire.
Mi campi, mi abbandoni e poi?
Pretendi che io stia lì a fare lo stronzo di turno, pronto a pararti il culo?

Spalancai la porta infuriato ma, Hanji mi fermó.

Hanji: Wowowo Levi, dove credevi di andare? Hai qualcosa da dirmi?
Levi: Levati di mezzo quattr'occhi di merda.
Non ho nulla da dirti.
Hanji: Allora perchè non mi hai parlato della c/c che stava nel tuo letto?
Levi: Stava? Perché ora dov'è? Dove è andata Hanji! Non stava bene ma sei scema cazzo!
Hanji: Levi, sta calmo. Si è ripresa ed è tornata a casa e poi non hai risposto alla mia domanda.

Non fiatai.
Accesi un'altra sigaretta.

Hanji: Cristo, Levi... La smetti di fumare così tanto. Ti stai distruggendo. Cos'è che ti turba??? Vai avanti così già da qualche giorno... è per la mocciosa?? Eh?! Rispondimi cazzo! È per t/n?!

La paralizzai con lo sguardo.

Levi: Fanculo Hanji, non sono affari che ti riguardano.

Salii le scale e andai in camera mia per continuare a fumare.

Mi mancava T/n.
Volevo sentire la sua voce, abbracciarla, parlarle...
Qualunque cosa.

Ero attaccato a delle catene, eppure, sentivo che quando stavo con lei mi sentivo libero.
Mi sentivo fottutamente bene.
Come se il mondo si fosse messo in pausa ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano.

Probabilmente era lei che volevo.
Era lei tutto ciò che avevo cercato per tutto questo tempo e che non avevo mai trovato.
Volevo lei e l'avrei avuta.
L'avrei avuta a modo mio.
Solo mia, solo per me.

Eppure ci sarebbe stata una lotta tra i miei sentimenti e il mio orgoglio.

Me lo sentivo.

Riflettei su l'accaduto della sera precedente.
Avrei potuto farla mia in quel momento, ma era troppo presto.
Lei era troppo innocente e io stavo correndo troppo.

Lasciai cadere all'indietro la testa facendola urtare contro il muro, per poi far fuoriuscire del fumo dalle mie labbra.

Eravamo solo io, il silenzio e un pacco di sigarette.

SPAZIO AUTRICE
buonasera lettori<33 perdonatemi l'orario ma ero fuori casa e solo adesso sono riuscita a scrivere il capitolo.
come promesso ecco a voi il 10° capitolo di questa fanfiction.
spero vi stia piacendo
cercherò di essere attiva anche domani ❤️❤️

notte notte <33

DADDY ISSUES +18 (levi×reader) Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora