tutti ma non lei [22]

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LEVI'S POV:

L'orologio segnava le 17.00 di pomeriggio ed io ero seduto sulla sedia dinanzi al tavolo della cucina, col capo chinato e lo sguardo fisso verso la mia tazza di thè.

Facevo roteare il liquido scuro, attraverso la mia ferma presa sul lato superiore della tazza.
Ero annoiato.
Provato.
Ma soprattutto seccato.

Quel giorno non avrei visto la c/c.
Avevamo avuto solo l'opportunità di sentirci per telefono e la cosa mi rendeva al quanto nervoso.

Mio zio Kenny mi aveva chiamato per vederci quella sera, raccomandandomi di essere presente e di non tirarmi indietro.

Odiavo i giorni come quello.

Per dirmi di non tirarmi indietro evidentemente doveva trattarsi di qualcosa di realmente serio come un affare o peggio... le sue scommesse.

Con passo svelto mi alzai e mi diressi in camera.
La mia stanza era sempre ordinata ed emanava un odore di pulito, come sempre.
Ci tenevo molto all'igiene, per me era essenziale.

Hanji, al contrario di me, era una persona molto più caotica e disordinata, aspetto che rispecchiava perfettamente il suo carattere, completamente diverso dal mio.

La quattrocchi era fuori per lavoro e per la mia sanità mentale, decisi di non dare una sistemata in camera sua.
La mia presenza in quella stanza e la vista di tutto quel caos mi avrebbe fatto impazzire.

Mi guardai allo specchio e i miei capelli sembravano abbastanza ordinati, mentre le occhiaie sul mio volto erano sempre presenti.

Avendo già fatto la doccia, mi limitai a levarmi la tuta che indossavo, rimanendo in boxer.

Prima di rivestirmi, scrutai ogni singolo centimetro del mio corpo scolpito.
Per anni ero stato capitano di una squadra di combattimento corpo a corpo, di cui ne ero ormai esperto.

Da quando mio zio mi intromise nei suoi affari, fui costretto ad unirmi a lui.
Nonostante ciò, non smisi mai di allenarmi e potevo vedere i miei progressi ogni singolo giorno.

Presi dal cassetto un completo nero composto da un pantalone da sera ed una camicia che accompagnai con una cravatta.
Quando mi vedevo con Kenny, preferivo vestirmi sempre formale, anche se in fondo era un po' il mio stile di tutti i giorni.

Presi il telefono e guardai la schermata.
Erano le 18.00.

Pensai a T/n e le mandai un messaggio.
Quanto avrei voluto essere con lei in quel momento.

Lei era già a conoscenza del mio impegno, nonostante non fossi sceso nei dettagli.

<<Amore io sto andando. Si tratta dell'impegno di cui ti ho parlato. Ci sentiamo non appena avrò finito, ti amo.>>

Digitai e lo inviai.

Il mio livello di stress arrivava alle stelle.
Sentivo di star scoppiando, dovevo sfogarmi in qualche modo ma, era occupato e non potevo.

Strinsi i pugni e irrigidii il corpo per poi scaricarlo e tirai un gemito di nervosismo.

Misi in tasca il pacchetto di sigarette, presi qualche soldo, le chiavi di casa e quelle della macchina e uscii, lasciandomi l'abitazione alle spalle.

La mia moto spesso la prendeva Hanji durante il giorno, perchè le faceva comodo per andare a lavoro.

Entrai nella mia hellcat nera opaca e mi avviai verso il solito bar all'angolo della strada, dove io e mio zio discutevamo dei suoi affari.

DADDY ISSUES +18 (levi×reader) Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora