~and if you were my little girl
i'd do whatever i could do
i'd run away and hide with you
i love that she's got daddy issues~
t/n è una ragazza di 19 anni che subito dopo la morte della madre, ha iniziato a vivere con il padre il quale le ha causato...
Ieri avevo trascorso l'intera giornata a piangere. Non potevo scappare. Non potevo andare da Levi e nemmeno dai miei amici.
Ero furiosa. Dovetti svegliarmi a quest'ora per far sì che mio padre non mi scoprisse.
Mi vestii con una tuta composta da una felpa e da dei pantaloncini bianco latte e, infine, un top color indaco, il tutto accompagnato da delle sneakers , sempre bianche.
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Legai il capo della fune alla maniglia della finestra e lanciai la restante parte fuori da essa. Con un braccio presi la valigia e con l'altro iniziai a scendere pian piano fino a toccare terra.
Mi diressi nel retro dell'abitazione per prendere la mia bici c/p. Vi caricai sopra il bagaglio il quale, fortunatamente, non era troppo grande. Mi sedetti sul sellino e partii.
Non degnai neanche uno sguardo a quella che prima era casa mia. Avevo dei brutti ricordi di quel posto e volevo che rimanessero lì. Non li avrei portati con me.
Un leggero vento accarezzava i miei capelli l/c e c/c. Il sole faceva risplendere i miei occhi c/o.
Inviai un messaggio a Mikasa, dicendole che sarei andata a trovarla tra una ventina di minuti. Non avevo intenzione di dirle via chat che mi sarei trasferita. Le avrei raccontato tutto di persona.
SKIP TIME
Arrivai a casa della mia migliore amica. Mikasa decise di vivere da sola dopo aver raggiunto la maggiore età.
Vidi il giardino molto curato e pieno di fiori. Mikasa a primo impatto poteva sembrare rigida e cupa, ma se la si conoscesse bene, ci si accorgerebbe che era una ragazza dal cuore d'oro.
Agganciai la bici al cancello d'ingresso, insieme alla valigia.
Presi coraggio e andai a bussare alla porta dell'abitazione.
Dopo pochi secondi, vidi spuntare una chioma corvina tagliata a caschetto. Era la mia migliore amica, era Mikasa.
La accolsi in un abbraccio, che valse più di mille parole. Mi sentivo finalmente al sicuro e protetta.
Mikasa: Come mai sei venuta qui? T/n: Ecco, io devo dirti una cosa.
Avevo il cuore in gola e le gambe mi tremavano. Mi allontanai per prendere la valigia e la corvina capì immediatamente le mie intenzioni.
Quando mi trovai davanti a lei presi un respiro e iniziai a confessare.
T/n: Mikasa, tu sei la mia migliore amica e ti voglio un bene dell'anima, però c'è una cosa che non sai... Mio padre, ecco... dopo la morte di mia madre ha iniziato a picchiare me. Non ha mai smesso di essere violento. Se non ci siamo viste molto, la principale causa è lui. Scusami se non te l'ho mai detto. Non volevo che tu dovessi caricarti di altri miei problemi. Scusami. Ho portato la valigia, perché spero che tu possa accettareil fatto che io debba vivere qui con te. Posso sembrare invadente e lo capisco, però Mikasa, per favore... non ho altra scelta.
Mikasa aveva la bocca aperta e si era come paralizzata. Non fiatava. Era immobile, d'inanzi a me.
Dopo un po' decisi di riprendere la conversazione.
T/n: Okay, ho capito... io vad- Mikasa: No aspetta!
Mi girai con le lacrime agli occhi.
Mikasa: Perché non me lo hai detto prima cazzo!? PERCHÉ, T/N?! PERCHÉ?! T/n: Non volevo farti stare male Mikasa, devi accettare quello che ti dico, per favore. CAZZO MIKASA SCUSAMI, SCUSAMI IO NON VOLEVO. IO SONO UN MOSTR-
La corvina mi interruppe lanciandosi su di me e abbracciandomi. Stavamo piangendo entrambe.
Mikasa: Se prendo quel bastardo lo ammazzo. T/n non farlo mai più, ti prego.
Rimanemmo così per diversi minuti.
Dopo molto ci staccammo ed entrammo in casa.
Sarebbe stato un nuovo inizio?
SPAZIO AUTRICE mi sento molto in imbarazzo, scusatemi tutti se non ho pubblicato in questi giorni, solo che sono successe un sacco di cose.
stiamo entrando nella parte bella della storia!!
ci vediamo al prossimo capitolo <333 ciao lettori❤️