CAPITOLO 7 : LA VASCA DA BAGNO

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Joyce entrò per prima alla stazione di polizia, seguita da Hopper, con in testa il cappello della divisa e una camicia di flanella a scacchi, dietro di lei. L'aria nella stanza sembrò cambiare istantaneamente. Charlotte, poggiata sulla scrivania, alzò lo sguardo verso i due adulti, e lo stesso fecero Nancy e Jonathan, seduti dietro di lei.

"Ehi! Jonathan, Gesù, ma che—che è successo?" Joyce esclamò, preoccupata, ma il suo sguardo fu subito rimpiazzato da un misto di frustrazione e confusione quando vide le manette ai polsi del figlio.

"Sto bene." La risposta di Jonathan fu secca, priva di emozioni. Seccato e scocciato era l'unico modo in cui si poteva descrivere il suo comportamento nei confronti della madre, che invece sembrava completamente fuori di sé per la preoccupazione.

Un agente di polizia, seduto dietro di loro, si alzò e si rivolse direttamente a Joyce:
"Signora—"
"Perché ha le manette?" Joyce chiese, la sua voce traboccante di rabbia.
"Suo figlio ha iniziato una rissa, ecco perché ha le manette."
"Cosa? No! Gliele tolga da—da quando arrestate i ragazzini per delle risse?" Joyce esplose. Ogni parola che pronunciava sembrava essere un'ulteriore freccia lanciata contro la situazione che stava vivendo.

Il tono di Joyce si fece sempre più acuto, ogni singola parola esprimeva una frustrazione crescente che Charlotte sentiva come propria. Dopo Will, dopo tutto quello che hanno passato... ora Jonathan ammanettato, proprio no, non poteva essere vero.

Hopper, con il suo consueto atteggiamento indifferente, alzò le spalle, facendo intendere che quella situazione non lo riguardava direttamente.

"Temo di non poterlo fare, signora."
"Gliele tolga subito!" Joyce urlò, il suo corpo tremante per l'agitazione. Charlotte la guardò, rendendosi conto che quel dolore era il riflesso di anni di paura, di incertezze. Dopo tutto quello che avevano affrontato, vedere Jonathan trattato così non faceva che riaprire ferite mai completamente rimarginate.

Infine, con una fermezza che Charlotte non si aspettava, Hopper intervenne direttamente all'agente. "Hai sentito, togli le manette."

Un altro agente, sbucato dalla destra di Charlotte, portò Hopper fuori dall'edificio. Charlotte sentì una fitta di preoccupazione. Cosa stavano scoprendo? Non riusciva a non temere che il motivo per cui li stavano trattenendo fosse qualcosa di molto peggiore.

Si avvicinò rapidamente a Nancy, visibilmente preoccupata, e con una voce bassa e urgente chiese:
"Che c'è?"
"L'auto."
"Cosa?" Charlotte non capiva.
"È sicuro che la polizia abbia controllato l'auto di Jonathan?"

Ci volle un attimo prima che Nancy comprendesse appieno il pericolo che stava minacciando loro. Se la polizia avesse aperto realmente l'auto di Jonathan, e avesse trovato ciò che avevano nascosto dentro, la situazione sarebbe diventata tragica. Erano nei guai fino al collo, e l'idea che potessero essere intrappolati così facilmente, li faceva sentire impotenti.

Hopper, seguito dall'agente di polizia, tornò poco dopo con tre scatoloni pieni degli oggetti che avevano comprato i ragazzi. La vista di quei scatoloni fece gelare il sangue a Charlotte. Non sapeva come giustificarsi, non aveva nulla da dire. Cosa avrebbero trovato? Cosa avrebbero fatto?

Hopper gettò con nonchalance uno degli scatoloni pieni di trappole sulla scrivania, facendo un rumore secco che ruppe il silenzio pesante che si era creato. Jonathan, Joyce, Nancy e Charlotte guardarono gli oggetti confusi, ma Charlotte sentiva il peso delle loro azioni crescere. Il gelo la pervase, un'ansia che saliva da dentro come un mare in tempesta. L'incertezza la stava divorando.

"Cos'è questo?" Joyce chiese, osservando i vari oggetti nello scatolone.
"Perché non lo chiedi a tuo figlio? Era nella sua auto." Hopper, severo, si rivolse a Joyce, il suo tono arrabbiato e senza appello.
"Perché l'avete perquisita?"
"Cosa c'entra la sua auto con la rissa?" rispose charlotte, ma il suo sguardo era tutto un misto di rabbia e nervosismo, come se fosse sopraffatto dalla situazione.

died in your arms // Steve harrington La tua prossima ossessione. Scoprilo ora