Era zuppa d'acqua e di sudore, i capelli le si attaccavano al viso e il cuore le martellava nel petto. Aveva appena combattuto contro quei maledetti pipistrelli del Sottosopra, e tutto per tirare Steve fuori da quell'inferno. Lui era accasciato a terra, ansimante, coperto di sangue e lividi, il bacino tempestato di morsi e graffi. La pelle aveva un aspetto raccapricciante, quasi squamata, come se si stesse trasformando in qualcosa che non era più umano.
Charlotte lasciò cadere il remo dalla mano, le dita tremanti, e corse verso di lui.
«Steve! Gesù... cazzo! Merda! Non farlo più, idiota! Hai capito?!»
Steve sollevò lo sguardo, pallido ma con un accenno di sorriso.
«Ehi, Henderson... linguaggio.»
Charlotte avrebbe voluto stringerlo, sentire che era reale, vivo. Ma tutto quel sangue la paralizzava. In quel momento, Nancy le fu accanto, anche lei visibilmente scossa.
«Stai bene?» chiese Charlotte, più a se stessa che a lui.
Si alzò appena sulle punte e gli prese il viso tra le mani, sfiorandolo con una delicatezza che contrastava con l'agitazione nei suoi occhi. Steve annuì debolmente.
«Mi hanno... portato via un chilo di pelle, ma a parte questo... mai stato meglio.»
Charlotte trattenne il respiro, lo fissò come per assicurarsi che non stesse mentendo. I suoi occhi erano lucidi ma vivi.
Intanto, poco più in là, Robin era accovacciata vicino ai corpi dei pipistrelli, la torcia puntata su uno di loro.
«Ehi... secondo voi questi cosi hanno la rabbia?»
«Cosa?» fece Nancy, stranita.
«Sì, la rabbia! È la mia fobia più grande. Quando compaiono i sintomi... sei già morto. Pensiamoci, dobbiamo trovargli un medico!»
«Stai scherzando?» sbottò Eddie.
«Lasciala stare,» disse Charlotte, avvicinandosi a Robin. «È solo sotto shock.»
Non ebbe nemmeno il tempo di finire la frase che un'altra orda di pipistrelli piombò su di loro, fendendo l'aria con strida acutissime. I ragazzi urlarono, si lanciarono in una corsa cieca verso la prima via di fuga: una grotta sotto lo Skull Rock del Sottosopra.
Charlotte correva tenendo stretta la mano di Steve, nonostante lui barcollasse e ansimasse. Ma quando arrivarono alla grotta, qualcosa le fece perdere l'equilibrio. Cadde rovinosamente contro la roccia, mentre il corpo di Steve crollava su di lei, pesante e debole.
«Steve! Ehi, ehi! Cosa succede?! Nancy, che gli sta succedendo?!»
Charlotte era nel panico. I suoi occhi cercavano risposte in quelli di Nancy, ma tutto ciò che poteva vedere era il sangue. Steve tossiva, sfinito.
«Sto... sto bene,» sussurrò.
«No, cazzo, non stai bene!» gridò Charlotte. «Perdi sangue ovunque, Cristo...»
Scostò i capelli bagnati dalla fronte di Steve, il viso stravolto dalla paura. Nancy si avvicinò, lucida, strappando un pezzo della propria maglietta per tamponare le ferite sul fianco.
«Tienilo fermo, Charlotte.»
Charlotte annuì, serrando la presa sul corpo tremante di Steve. Lui si contorceva leggermente sotto la pressione della stoffa, stringendo i denti per il dolore. Poi si rilassò, lasciando che la testa gli cadesse all'indietro, proprio contro il petto di Charlotte.
«Ehi... Lottie...» mormorò, il volto sporco di melma, sudore e sangue. Gli occhi socchiusi, ma brillanti.
Charlotte si piegò su di lui, il cuore a mille.
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died in your arms // Steve harrington
Fiksi Penggemarcose strane accadono in quel di Hawkins, Charlotte Handerson vive la sua vita tranquillamente quando la scomparsa del migliore amico del suo fratellino Dustin, le stravolge completamente la vita. Charlotte e il gruppo di amici di Dustin, iniziano u...
