Charlotte era nella stanza di Nancy, seduta al tavolo, la penna che scivolava rapidamente sulla carta. Aveva passato tutta la notte a scrivere. Pensieri e ricordi si mescolavano, la sua mente non riusciva a fermarsi, e le parole uscivano incontrollabili. Scrivere era l'unico modo che aveva per affrontare ciò che aveva vissuto il giorno prima, per esorcizzare le immagini che la perseguitavano. Steve passava di tanto in tanto, controllandola con un'aria preoccupata, facendo a turno con Dustin, ma a un certo punto le visite si fermarono. Charlotte capì che entrambi si erano addormentati, e il silenzio che seguì la loro partenza la avvolse in un senso di solitudine che non riusciva a scacciare.
Robin e Nancy erano rimaste al suo fianco, cercando di darle risposte su Victor Creel, ma Charlotte, con le cuffie sempre sulle orecchie, ascoltava musica a ripetizione, come se quel suono potesse bloccare la realtà, proteggendola. Fu l'ingresso di Robin a distrarla dal suo mondo fatto di carta e canzoni. Il viso della ragazza era ancora segnato dal sonno, il fiato corto per aver corso le scale. Charlotte la guardò confusa, ma poco dopo anche il corpo di Steve sbucò da dietro di lei.
"Cazzo, stai bene?" chiese Steve, la voce tesa, quasi colpevole.
"Si... sì, sto... beh, sono qui, no?" rispose Charlotte, cercando di sembrare tranquilla, ma dentro di sé sapeva che non era affatto così.
"Dustin doveva venire da te, ma si è addormentato. Tutti ci siamo addormentati, in realtà."
"È ok, non ti preoccupare." Charlotte fece un gesto distratto, come per allontanare la preoccupazione di Steve, ma il suo sorriso sembrava più una maschera.
Velocemente, mise a posto i fogli su cui aveva scritto, nascondendoli nello zaino alla rinfusa, senza volerli mostrare a nessuno. Poi si alzò, abbassandosi le cuffie. Si avvicinò a Robin e Steve, ma prima che Steve potesse seguirla, Robin lo bloccò.
"Dovresti dirglielo," disse Robin, con uno sguardo serio, che non lasciava spazio a dubbi.
"Cos'è che dovrei dirle?" rispose Steve, confuso, ma con un tono che tradiva la sua preoccupazione.
"Dovresti dirle cosa provi per lei," insistette Robin. "Lo sai che devi farlo. Devi dirglielo, Steve. Lo sai, e anche lei lo sa."
"Non è il momento, Robin." La sua voce era quasi un sussurro, come se cercasse di nascondere qualcosa.
"La sua vita è in pericolo. Merita di sapere, di aggrapparsi a qualcosa... per lottare. Steve, ti prego, è il momento."
Robin lasciò andare Steve, il suo sguardo triste lo accompagnò mentre scendeva le scale, turbato dalle parole della ragazza. Arrivò in cucina, dove Charlotte era seduta con Max e Nancy, al tavolo, mentre esaminavano dei fogli. I genitori di Nancy e quelli di Mike erano al lato dei fornelli, intenti a fare colazione, mentre Dustin stava parlando con loro.
"È quello che avete visto ieri sera?" chiese Nancy, guardando un foglio con attenzione.
"Era come se fossero stati messi lì in bella mostra," rispose Max a bassa voce.
Charlotte annuì, comprendendo il dolore che quelle immagini evocavano in loro. Prese un foglio, e subito i suoi occhi si fissarono sulla macchia rossa che copriva quasi tutta la superficie, e sui rami appuntiti che ne spuntavano ai lati, quasi a formare un confine in un mondo che non era più il suo. Passò la mano sopra i disegni, come se potesse sentire quelle sensazioni, come se la nebbia rossa le avvolgesse ancora.
"Quella nebbia rossa ovunque..." mormorò Charlotte, la voce spezzata dal ricordo.
Max la guardò, capendo perfettamente cosa provava. Anche lei, come Charlotte, aveva vissuto la stessa paura, ma in un mondo parallelo. Si erano sfiorate senza mai incontrarsi, come due anime separate da una distanza che nessuno riusciva a colmare.
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died in your arms // Steve harrington
Fanfictioncose strane accadono in quel di Hawkins, Charlotte Handerson vive la sua vita tranquillamente quando la scomparsa del migliore amico del suo fratellino Dustin, le stravolge completamente la vita. Charlotte e il gruppo di amici di Dustin, iniziano u...
