"Charlotte! Sbrigati, dobbiamo andare!"
"Un attimo, un attimo, sto finendo!"
Charlotte era china sul bancone della cucina, riempiendo il suo zaino con barrette, crackers, qualche scatoletta di tonno e due bottiglie d'acqua. Il minimo indispensabile per sopravvivere nascosti. Il minimo per Eddie. Perché anche se non lo diceva, dentro di sé sapeva che quello che stavano affrontando non sarebbe finito presto.
Steve la richiamò di nuovo, sottovoce, appena fuori dalla finestra della cucina. Era l'alba, il cielo si stava tingendo di rosa, e la luce cominciava a filtrare tra i vetri. Dopo una notte intera a parlare con Eddie, avevano deciso di fare un salto a casa per cambiarsi e prendere qualcosa da mangiare. Entrare dalla porta, però, non era un'opzione. La madre di Charlotte dormiva sul divano e svegliarla a quell'ora avrebbe significato l'interrogatorio del secolo. Perciò avevano scelto la finestra della cucina, lasciata socchiusa come sempre dopo la pulizia con l'aceto.
Charlotte afferrò all'ultimo una felpa e una giacca appese all'attaccapanni, poi si arrampicò fuori con l'aiuto di Steve.
"L'abbigliamento da sopravvivenza ti sembra completo ora?" borbottò lui, incrociando le braccia.
"È per Eddie," rispose lei, sistemandosi lo zaino sulle spalle. "Ha ancora quella giacca addosso... questa potrebbe servirgli."
Steve non rispose subito. Un cenno con il capo, poi si voltò verso l'auto parcheggiata poco più avanti, lontana da occhi indiscreti. Charlotte lo raggiunse correndo, fermandolo prima che potesse salire.
"Che ti prende?" chiese. "È da stanotte che sei strano."
"Niente. È tutto ok," tagliò corto lui. "Andiamo da Eddie, prima che sia troppo tardi."
Charlotte non ebbe nemmeno il tempo di ribattere che Steve si infilò in macchina e sbatté lo sportello. Lei lo seguì, più confusa che mai. Una volta seduta al suo fianco, aprì lo zaino e cominciò a cercare le barrette. Max, Dustin, Robin, Steve... tutti dovevano mangiare qualcosa. Nessuno di loro aveva toccato cibo da ore.
"Oddio, sei un angelo," disse Robin, prendendone una.
"Sì, ti prego, ho una fame da lupi," aggiunse Dustin.
Charlotte sorrise appena, poi porse alcune barrette anche a Steve. Lui si girò verso di lei, distratto, cogliendo quel piccolo gesto inaspettato. Un gesto che non era solo praticità. Era premura.
"Grazie," disse lui, appena un soffio. Le sorrise, ma c'era qualcosa di amaro in quel sorriso. Qualcosa che teneva dentro da troppo.
"Non vorrei distrarmi," aggiunse. "Magari dopo. Ho gli occhi che iniziano a cedere."
"Sono nel mio zaino se ne hai bisogno," rispose lei,
Steve la guardò e aggiunse: "Tu non mangi?"
"Non mi va," mormorò, fissando fuori dal finestrino.
Steve la osservò di lato, cogliendo la stanchezza nei suoi occhi, la tensione nelle spalle. Eppure, c'era qualcosa che lo irritava più della sua apatia: quel modo in cui si dedicava a Eddie. Senza esitazioni. Senza filtri. Davanti a tutti.
"Comunque, posso guidare io se sei stanco," disse Charlotte dopo un momento di silenzio.
"Oh, non credo proprio."
"Perché no?" lo sfidò lei.
"Perché..." esitò. "Hai visto dove si nasconde Eddie? Quelle strade non sono proprio... agevoli."
"Ah. E quindi?" Charlotte incrociò le braccia. "Solo perché sono una ragazza non posso guidare nel bosco? Davvero, Steve? Ti facevo più femminista."
Steve sbuffò, le dita che stringevano il volante più del necessario.
"Ehi, ehi," intervenne Dustin da dietro, "che succede lì davanti?"
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died in your arms // Steve harrington
Fanfictioncose strane accadono in quel di Hawkins, Charlotte Handerson vive la sua vita tranquillamente quando la scomparsa del migliore amico del suo fratellino Dustin, le stravolge completamente la vita. Charlotte e il gruppo di amici di Dustin, iniziano u...
