CAPITOLO 2 : INDIANA FLAYER

1.1K 21 2
                                        


Il nuovo centro commerciale era un labirinto di luci e colori. Due piani straripanti di negozi di ogni tipo e un flusso continuo di persone di tutte le età. Charlotte e Dustin avevano parcheggiato le bici fuori e camminavano lentamente, lasciandosi travolgere dalla meraviglia di quella struttura. Persino un cinema spiccava tra i vari negozi, un luogo dove i ragazzi passavano spesso le serate a guardare film.

Charlotte cercava di non darlo a vedere, ma era visibilmente nervosa, tanto da cominciare a mordicchiarsi le unghie. La Scoops Ahoy, la gelateria dove Steve lavorava, era proprio lì davanti a loro.

Il negozio era piccolo ma accogliente, con tavolini dove le persone si sedevano per gustare il gelato in tranquillità. Dustin entrò per primo, entusiasta, e si avvicinò al bancone, dove una ragazza con una bizzarra divisa da marinaio e un cappellino a forma di barca stava appoggiata stancamente al banco.

"Ciao!" disse Dustin, con il suo solito entusiasmo contagioso.
"Ciao," rispose la ragazza, il tono piatto e svogliato.

Dustin era così eccitato di rivedere Steve che aveva passato tutta l'estate a parlarne con Charlotte. Ora, finalmente, quel momento era arrivato. Charlotte, invece, si sentiva come se il cuore le stesse martellando in gola, ed era rimasta ferma sulla soglia della gelateria.

"Sono Dustin," disse lui, gonfiando il petto con orgoglio.
"E io Robin," replicò lei, ironica, alzando un sopracciglio.

Quel nome suonava stranamente familiare a Charlotte, ma non ci diede molto peso. Si limitò a guardare la scena con un leggero sorriso, mentre Dustin, ignaro del sarcasmo di Robin, proseguiva con il suo entusiasmo.

"Molto piacere! Lui è qui?"
"Lui chi?"

Robin non ebbe nemmeno il tempo di completare la frase, perché Steve irruppe dal retro del negozio, correndo verso il bancone come un bambino alla vigilia di Natale.

"Henderson! Henderson! Sei tornato!"
"Uh! Sono tornato! Ti hanno preso!"
"Mi hanno preso! Sì!"

La scena era esilarante: i due si abbracciavano e urlavano frasi spezzate, senza nemmeno riuscire a finirle, come se il tempo non fosse mai passato. Charlotte li osservava da lontano, con le braccia incrociate al petto e un sorriso sincero sulle labbra, anche se cercava di nascondere il suo imbarazzo.

Robin, intanto, osservava la scena con un misto di perplessità e sarcasmo. "Di quanti bambini sei amico?" chiese a Steve, spegnendo immediatamente il suo entusiasmo.

Steve si girò verso di lei, alzando le spalle. "Non è un bambino, è Henderson."

Solo in quel momento Steve notò Charlotte, che lo fissava con un'espressione indecifrabile. Il sorriso di Steve si spense leggermente mentre si avvicinava.

"Ehi," disse, con un tono esitante.
"Ehi," rispose Charlotte, stringendosi nelle spalle.

Steve si fermò a metà strada, incerto su come comportarsi. Non si vedevano da due mesi e il silenzio tra loro pesava come un macigno.

"Oh mio Dio!" esclamò Robin, interrompendo l'atmosfera. "È lei! Charlotte Henderson! Come ho fatto a non capirlo prima? Dio, sono un'idiota!"

"Robin..." iniziò Steve, chiaramente a disagio.
"Oh, no, no, no! Non devi servire qualche gelato, Robin?" disse lui, cercando di fermarla.

Robin incrociò le braccia, confusa ma divertita. "Non c'è nessuno, Steve. Non ci vedi?"

Steve si passò una mano tra i capelli. "Non hai qualcos'altro da fare? Tipo... non so... l'inventario?"

Robin sbuffò, ma il suo sguardo tornò su Charlotte. "Allora, Charlotte, proprio non ti ricordi di me?"

Charlotte alzò lo sguardo, sorpresa. "Di te? Rob... oh, mio Dio! Robin Buckley! Delle medie!"

died in your arms // Steve harrington La tua prossima ossessione. Scoprilo ora